Perché, secondo me, quel direttore è femminista

0
Nessuna donna tra i consigli di Marco Bonassi

Nessuna donna tra i consigli di Marco Bonassi

Ho sostenuto, da quando questo sito ha preso vita, che avremmo sempre dato spazio a ogni idea che non fosse denigratoria o discriminatoria. Forse è proprio per questo che ci capita spesso di pubblicare articoli che, per così dire, si rispondono tra loro. Quello che voglio fare io, in quest’occasione, è proprio esprimere il mio punto di vista (discordante, ma non poi tanto in conflitto) rispetto la lettera che la nostra Carmen ha indirizzato a Marco Bonassi, direttore della libreria Feltrinelli di Bologna. Facciamo un breve ripasso.

Marco Bonassi, il 15 dicembre, rilascia un’intervista a La Repubblica in cui illustra sì le tendenze degli acquirenti del punto vendita di piazza Ravegnana, ma anche e soprattutto le sue scelte in merito alla doppia top ten (dieci titoli di saggistica e dieci di narrativa) esposta col titolo Scelti per voi. La giornalista Brunella Torresin, provocatoria anzi che no, chiede dell’assenza di autrici donne. Schietto, Bonassi risponde: «Lo confesso, non ne leggo molte. E non volevo barare, né fare il politicamente corretto». Qui si scatena la bufera. Eppure io, che ho reso ormai palesi le mie posizioni femministe – su questo sito e non – non sono d’accordo con le accuse mosse al direttore. No, non penso abbia qualcosa contro le donne. No, non reputo la sua frase discriminatoria. No, non lo ritengo maschilista. Sì, credo sia perfino femminista. Perché?

Contestualizziamo la risposta. All’interno della stessa intervista, Bonassi dice, in riferimento a Houllebecq, inserito tra le letture consigliate: «Non ne condivido le idee, ma lo considero un autore geniale. E la letteratura non è politica». Questo dimostra, dal mio punto di vista, la sua capacità da lettore di scindere persona e scrittura. Come Carmen ha scritto nel suo articolo, “un vero appassionato di libri e lettura non si sofferma tanto sullo scrittore, ma sul contenuto e la forma”. Allora, proprio per questo, non agisce forse correttamente quando evita di scegliere una scrittrice donna da inserire tra le sue letture preferite solo per evitare di incorrere in critiche, solo per far sentire le donne rappresentate da una persona del loro stesso genere? Non è forse assolutamente femminista evitare di consigliare caldamente una scrittrice solo in quanto donna?

A me piace leggere, davvero. Se penso ai libri che più ho amato, mi vengono in mente moltissimi titoli e altrettanti autori. Molti di questi sono uomini, quasi tutti a dire il vero, così come quasi tutti sono bianchi. Il fatto di non avere tra i miei scrittori preferiti autori afro non mi rende però razzista. D’altra parte, appurato che di certo non ho tendenze maschiliste, il fatto di aver letto per la maggior parte romanzi e saggi scritti da uomini mette in luce una mia scelta discriminatoria o forse una scelta discriminatoria degli editori? La storia di J. K. Rowling citata nella lettera di Carmen è assolutamente vera, aggiungerei anche che il fatto che si firmi come J. K. e non come Joanne (Kathleen è il nome della nonna paterna della scrittrice, che ha voluto inserire nel suo pseudonimo) è dovuto a un suggerimento della sua casa editrice, che voleva letteralmente mascherare, rendendola meno palese, l’identità femminile della scrittrice, per paura del fatto che non avrebbe avuto lo stesso successo. Allora, forse, se non ci capita di leggere il lavoro di molte donne è perché non sono poi così tante o così visibili, per colpa non di una mancanza di talento dovuta a chissà quale innata incapacità, ma a un pregiudizio di chi i libri, purtroppo, si occupa di pubblicarli.

Bonassi agisce nel modo meno discriminatorio possibile, ignorando vivamente il sesso di chi scrive, se non addirittura fregandosene. D’altra parte, che l’autore di un libro sia un uomo o una donna è davvero importante per il lettore? Non dovremmo piuttosto preoccuparci di quanto è (purtroppo) importante per gli editori? Soprattutto, qual è il vero motivo per cui non tra quei venti titoli, che sono comunque un numero ristretto, ma in tutto il panorama della letteratura contemporanea è così difficile incontrare scrittrici di talento e successo?

La risposta la lascio a voi.

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi