Quando la cultura si mischia alla politica

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Cultura

Notte stellata sul Rodano, Van Gogh

La cultura, la totalità accumulata di questi modelli, non è un ornamento dell’esistenza umana ma – base principale della sua specificità – una condizione essenziale per essa. (Clifford Geertz)

Sabato 12 dicembre sono state aperte le porte di tre musei fiorentini, precisamente Palazzo Vecchio, Palazzo Strozzi e Opera del Duomo, ai primi trecento iscritti alla Leopolda dei campioni. La domanda sorge spontanea: qual è il nesso tra politica e cultura?

Di città con musei a ingresso libero ce ne sono, basti pensare a Londra, dove solo alcuni sono a pagamento, oppure a Parigi, dove addirittura il Louvre è gratuito per i ragazzi minori di 26 anni. In Italia, lo sappiamo tutti, i musei non sono gratis, eccetto per alcuni che aprono le loro porte la prima domenica del mese. Vi sono alcuni musei che hanno anche agevolato i residenti, dando loro la possibilità di visitarli a prezzi irrisori oppure gratuitamente. Durante tutto l’anno, lontano da domeniche e festività varie, e vivendo da turista nella propria regione, il biglietto d’ingresso dei musei italiani ha un prezzo non esattamente conveniente e favorevole. Il motivo? Lo Stato italiano non ha mai aiutato la cultura, l’ha sempre lasciata in fondo alla pila delle cose da considerare. Stranamente, Renzi ha deciso di dare un bonus cultura da 500 € ai diciottenni e neo-elettori, giusto per comprarsi un po’ di voti. Mi chiedo allora: perché non si possono aiutare un po’ di più i musei, cosicché possano magari abbassare il costo del biglietto d’ingresso e forse allora i giovani saranno ben disposti a passare un pomeriggio tra le opere d’arte?

Parlo chiaramente di una situazione utopica, perché, per quanto consideriamo sbagliato il fatto che un partito politico proponga dei musei gratis per i suoi seguaci come se fosse una televendita qualunque, ci dimentichiamo che la cultura è finita in fondo alla lista delle priorità per le nuove generazione ed oserei anche dire che per alcuni nemmeno rientra nelle cose da fare. Per questo motivo i musei hanno iniziato a movimentare un po’ le domeniche, a organizzare eventi o aperitivi, ad aprire le porte anche alla politica, pur di rimanere a galla. La cosa che mi preme molto è come tutto questo venga snobbato e ci si ricordi che esiste l’arte solo quando viene deturpata, come è successo alla fontana del Bernini e a quella di Trevi a Roma, oppure quando viene rubata, come al museo di Castelvecchio a Verona. Allora subentra una sorta di patriottismo, che poco ha a che fare con l’arte e forse di più con il sentimento politico, che vede l’arte come grosse banconote.

Questa è una mia riflessione nata dalla notizia di apertura dell’articolo, una riflessione però che spera di animare qualcuno già preso da questo discorso, ma spero anche di riuscire a fare riflettere le persone che solitamente non hanno alcun interesse verso la cultura. Si sa che la cultura non è gratis (musei, libri, mostre, cinema, eventi), ma la Cultura viene da sé ed è gratuita.

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Carmen McIntosh

Carmen McIntosh

Nata nel 1992 e divisa tra gli USA e l'Italia, Carmen impara prima a scrivere che a parlare. Studentessa di Lingue, si nasconde dietro grandi occhiali, libri ancora più grandi e dentro a maglioni enormi. Crede nelle vibrazioni positive di un sorriso e di una risata. Crede anche nell'amore e nei sogni. Carmen è alla perenne ricerca della felicità.

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