Rispolveriamo un classico: The Awakening

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The awakening

Dettaglio della copertina The awakening, edizione Penguin Classics

Oggi vi parlerò di un “capolavoro minore”, un piccolo grande libro chiamato The Awakening, scritto da Kate Chopin e pubblicato per la prima volta nel 1899. Alcuni lo hanno definito la versione americana di Madame Bovary, eppure la storia di Edna Pontellier è ben meno nota di quella di Emma Rouault. Personalmente fatico a trovare troppe somiglianze tra i due personaggi, tantomeno tra i due romanzi; il personaggio di Edna, protagonista di The Awakening, è estremamente complesso, mai scontato e imprevedibile fino alla fine e, a differenza dell’amica francese, la sua è una crescita spirituale più che un declino.

Chopin racconta la storia del risveglio sessuale, artistico e psicologico di Edna, una giovane donna presbiteriana, moglie di Leonce Pontellier e madre di due figli, durante una vacanza a Grand Isle nel golfo del Messico. Le sensazioni che Edna prova in queste settimane faranno scattare in lei meccanismo irreversibile: imparare a nuotare, riprendere a disegnare, la musica catartica di Mademoiselle Reisz e l’amicizia con Robert Lebrun sono tutte esperienze che contribuiscono a risvegliare una personalità intorpidita da una vita matrimoniale arida e triste. Edna si innamora di un uomo più giovane che, per proteggerla da una relazione adultera, scappa in Messico, intraprende una relazione extraconiugale con un noto don Giovanni, se ne va di casa per dedicarsi alla sua arte, venendo meno ai suoi doveri di donna-madre.

In breve, Mrs. Pontellier non era una donna-madre. Le donne-madri sembravano prevalere quell’estate a Grand Isle. Era semplice riconoscerle, fluttuavano con le loro grandi ali pronte a proteggere il loro prezioso nido qualora un male, reale o immaginario che fosse, lo minacciasse. Erano donne che idolatravano i loro bambini, veneravano i mariti, e consideravano un privilegio sacro annullare loro stesse come individui e farsi crescere ali da angeli custodi

Non volendosi uniformare a questa definizione di donna, Edna decide di ribellarsi, sotto gli sguardi attoniti del marito e dell’amica Adele Ratignolle, donna-madre per eccellenza. Proprio in un dialogo con quest’ultima, Edna sostiene che “avrebbe potuto dare anche la vita per i suoi figli, ma mai se stessa”, lasciando l’amica parecchio perplessa.

Il risveglio di Edna è un crescendo che crea un legame emotivo sempre più forte tra il lettore e il suo personaggio, fino al tragico, sconvolgente epilogo. The Awakening non è la storia di un amore; la vicenda sentimentale fa da sfondo ai temi principali, ben più originali e sconvolgenti per i lettori dell’epoca: solitudine, ribellione, adulterio. L’accoglienza per questo romanzo non fu particolarmente calorosa. Il lavoro di Chopin fu considerato immorale dai contemporanei, fu addirittura censurato. Il lettore del ventunesimo secolo sgranerà gli occhi: cosa c’è da censurare in un libro come The Awakening? La raffigurazione del desiderio sessuale di una donna, la ribellione contro le norme sociali non erano temi a cui i lettori ottocenteschi erano particolarmente avvezzi e il romanzo creò disappunto, sebbene non ci siano descrizioni dettagliate particolarmente sconvolgenti o intenti rivoluzionari.

Oggi il romanzo di Chopin è considerato una pietra miliare della letteratura femminista, sebbene Kate non si considerasse né una femminista né una suffragetta, ma solo una “persona che ha sempre creduto nella forza delle donne”. Purtroppo non gode ancora della reputazione che merita, sebbene la critica abbia riconosciuto un grande valore non solo alle innovazioni tematiche, ma soprattutto stilistiche e narrative. La grandezza di questo romanzo a mio avviso sta nell’abilità con cui Chopin descrive ogni step del risveglio interiore di Edna rendendo il lettore partecipe dei suoi sentimenti e riuscendo a creare una sottile connessione emotiva che supera ogni barriera temporale, rendendo vicino un tema quale l’emancipazione femminile ancora tristemente attuale.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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