Svegliati Italia, una buona volta

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Svegliati Italia © partedeldiscorso.it

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Ci sono diverse cose di cui non riesco a farmi una ragione: per quanto ci pensi e provi a capire, niente, c’è sempre qualcosa che mi sfugge. Spesso sono cose di poco conto; qualche volta alla fine riesco a mettermi l’animo in pace. Ma se c’è una cosa che proprio si colloca al di fuori di ogni mia capacità di comprensione è questa: che delle persone pretendano che ad altri cittadini non venga riconosciuto un diritto di cui loro hanno sempre incondizionatamente goduto.

Ogni volta che salta fuori il ddl Cirinnà (che avrebbe potuto tranquillamente chiamarsi ddl Satana, per le reazioni che suscita) l’Italia dà di matto. E siccome un po’ mi voglio male (o forse bene), anziché ignorare le varie opinioni in merito mi sono messa a raccoglierle. Non è difficile trovarle, anzi, semmai è difficile evitarle. E soprattutto, dopo un po’, restare zitti. Quindi eccoci qua.

«Eh ma la famiglia tradizionale…» e/o «Maschio e femmina Dio li creò»

(Tanto è chiaro che le proteste non sono tanto contro le unioni civili in sé, quanto contro le unioni omosessuali). Tradizionale non vuol dire giusta. Perlomeno, non l’unica giusta. La tradizione in sé è qualcosa di affascinante e rassicurante, ma non deve diventare una gabbia mentale. La teoria geocentrica era la teoria tradizionale. La razza bianca era tradizionalmente giudicata superiore. Quanti danni si fanno quando ci si rinchiude all’interno delle proprie convinzioni, considerando sacrilego anche solo metterle in dubbio. “La frase più pericolosa di tutte è ‘Abbiamo sempre fatto così’”, ho letto da qualche parte, ed è verissimo. Allo stesso modo, non dobbiamo neanche aggrapparci solo alle tradizioni che ci fanno comodo (non ho mai visto tutto questo fervore nella difesa della fuitina, della tarantella o delle zampogne, ad esempio).
Poi se proprio vi volete appellare alla Bibbia e leggerla in senso letterale, anziché nel senso metaforico e simbolico che ha, fate pure, ma considerate che da Adamo ed Eva che “maschio e femmina Dio li creò” – uniche due persone al mondo, ricordiamocelo – sono nati Caino e Abele – e siamo a quattro – e che poi l’umanità dev’essere andata avanti a partire da qui. No, per dire. La famiglia tradizionale.
E comunque, per tornare al fatto che di certe cose non mi faccio una ragione: mi spiegate chi ve la tocca, la vostra famiglia tradizionale? Mi sento di promettervi con sufficiente sicurezza che, se anche il ddl Cirinnà verrà approvato, il mattino dopo vostra moglie non si trasformerà in vostro marito.

«Non sono contro i gay, basta che non ostentino»

Sì, è vero, anch’io solitamente quando vado in giro ho sempre paura di incontrare un omosessuale saltellante che mi ricopra di brillantini color arcobaleno che renderanno istantaneamente e magicamente gay anche me.

«L’omosessualità è contro natura, lo fanno apposta»

A parte il fatto che non è vero e che ormai si dovrebbe sapere che l’omosessualità è un fatto più che naturale; a parte il fatto che delle cose contro natura come gli occhiali o come il computer che sto usando adesso solitamente non ci lamentiamo; a parte il fatto che anche il semplice mettere su famiglia non è del tutto naturale, ma è un atto spesso complesso e soprattutto volontario; ma mi spiegate qual è la persona che, in nome di quello che secondo voi è un capriccio, un atto contro natura, una scelta razionale, si metterebbe all’anima il peso di affrontare ogni giorno discriminazioni gratuite e soprattutto le vostre stronzate?

«Ma poi l’hanno fatta lunga con Sarri e Mancini, lo sai quanti insulti volano allo stadio? È normale»

Esatto: insulti. Se dare dell’omosessuale a una persona equivale a insultarla, allora è evidente che c’è ancora qualcosa che non va.

«Siamo qui a parlare delle unioni civili mentre ci sono situazioni ben più urgenti di cui preoccuparsi!»

Sì, tipo il presepe nelle scuole o – carta da giocare sapientemente – i marò. A parte gli scherzi, è chiaro che ci siano anche situazioni tecnicamente più urgenti. Ma qui stiamo parlando di un diritto che in gran parte dei Paesi europei è già riconosciuto e che a molti cittadini italiani è quotidianamente negato: il diritto a veder riconosciuta legalmente la propria unione. Per dire, ci sono coppie che vivono insieme per tutta la vita, costruiscono un’esistenza insieme e, nel concreto, mettono su casa, comprano oggetti, appendono quadri, leggono libri, rompono tazze. E poi – mica per essere venali, ma sono cose successe e che succedono – quando uno dei due viene a mancare, ecco che quell’unione esiste solo nei ricordi dell’altro: la casa, gli oggetti comprati, i quadri appesi, i libri letti, le tazze rotte non sono più sue. Solo il legame è sempre suo, di nessun altro. Per il mondo, quell’unione non è mai esistita.

«Eh ma le adozioni»

Nel ddl Cirinnà non si parla di adozioni in generale ma di stepchild adoption. Per dire: io, Guendalina, un giorno mi metto con Pancrazio – perché, lo ricordiamo per chi si fosse sintonizzato ora, il ddl non riguarda solo le unioni omosessuali – che ha già un figlio, Girolamo. Metti te che un giorno Pancrazio muore (pace all’anima di Pancrazio). Che ne è di Girolamo? C’è la possibilità che il piccolo Girolamo preferisca restare con me, anziché risultare, per la legge che agirà di conseguenza, solo al mondo. (Ovviamente parlo per ipotesi, perché ho preso me ad esempio e dubito che un bambino senziente sceglierebbe di vivere sotto il mio stesso tetto).

«Eh ma l’utero in affitto!!!1!»

COSA. No. No. Niente utero in affitto. Quello è sempre illegale. Tranzolli.

«I bambini hanno bisogno di un padre e di una madre»

Ok. Lasciamo da parte il discorso, già affrontato, che il ddl Cirinnà parla solo di stepchild adoption – e che quindi il bambino in questione sarà già figlio dell’uno o dell’altro genitore. Lasciamolo da parte. Ok. Allora però c’è un problema. Cosa ne facciamo dei bambini figli di genitori vedovi, divorziati, soli? Per un motivo o per un altro, a questi bambini manca una figura genitoriale. A volte mancano entrambe. Sono situazioni dolorose, e non perché manca un genitore uomo o un genitore donna: perché manca un genitore. Ripeto, il ddl non parla di adozione nel senso più ampio del termine, ma se anche fosse: credete davvero che un bambino sarebbe più felice in un orfanotrofio che con due padri o con due madri? Che crescerebbe meglio senza nessuna figura, né materna né paterna, piuttosto che senza una delle due?

«La società non è pronta»

Ma la società non è un concetto astratto. La società sei tu. #svegliatitalia

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Guendalina Ferri

Guendalina Ferri

Pistoia, 22 anni. Curiosa per scelta, lettrice per necessità, miope per sfiga. Un giorno farò la giornalista o il marinaio, devo ancora decidere.

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