Deadpool, molto più di un antieroe

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Deadpool in un'immagine promozionale del film

Deadpool in un’immagine promozionale del film

Piccolo disclaimer: questa recensione non contiene spoiler e i motivi sono essenzialmente tre. (1) Non sono stata (ancora) invasata dall’ahimè sempre più diffuso e dilagante Demone dello Spoiler (per info, qui); (2) sono stata molto fortunata ad avere l’opportunità di guardare il film più di una settimana prima che uscisse in Italia e vorrei condividere le mie riflessioni con voi, senza per questo rovinarvi la sorpresa di un film fresco, piacevole e innovativo; (3) Sono parecchio ignorante su qualsiasi cosa riguardi gli universi Marvel, ho guardato film sparsi e non ho mai letto fumetti, quindi il rischio di scrivere imprecisioni e fesserie è dietro l’angolo.

Questa, dunque, non è la recensione di una fan sfegatata o di un’esperta, ma di una ragazza che voleva provare l’ebrezza di andare al cinema a mezzanotte per assistere ad una proiezione in anteprima, sfidando così i propri limiti psico-somatici cercando di non addormentarsi. E, udite udite, sebbene gravata dal fardello della stanchezza tipica da universitaria-bradipo, ci sono riuscita. Chapeau, Tim Miller.

Ma partiamo dal principio. Chi è Deadpool? «Un supereroe!», mi è stato risposto immediatamente. “Strano”, ho pensato. Se costui è un supereroe Marvel così come i più celebri colleghi Spiderman, Batman, Thor, perché non ne avevo mai sentito parlare prima? Effettivamente, Deadpool è sicuramente super, ma forse eroe un po’ meno.

All’anagrafe Wade Wilson, Deadpool (interpretato da Ryan Reynolds), prima che si strizzasse in una tutina rossa di dubbio aspetto, era un soldato delle forze speciali, diventato poi una sorta di spaventa-stalker a pagamento. Una sera incontra un’escort di nome Vanessa (Morena Baccarin), di cui si innamora follemente e che vorrebbe sposare, ma un problema che sembra invalicabile ostacola la felicità della coppia: Wade scopre di avere un cancro ai polmoni in fase terminale. Sebbene Vanessa cerchi di aiutare il suo amato dandogli coraggio, Wade non vede alcun futuro davanti a sé e, per il bene di entrambi, decide di abbandonare Vanessa e di sottoporsi in segreto a un oscuro trattamento sperimentale che avrebbe dovuto non solo curargli il cancro, ma anche donargli dei poteri speciali. Questo lungo processo, che gli costerà giorni e giorni di indicibili tormenti e deturperà orribilmente il suo aspetto, spingerà Wade a trasformarsi in Deadpool e a dare la caccia ai cattivissimi Ajax (Ed Skrein) e Angel Dust (Gina Carano) per vendicarsi e per cercare di riacquistare la sua fisionomia originaria.

Una trama abbastanza lineare, senza particolari picchi di suspense e non troppo dissimile dalle altre storie di supereroi. Qual è, dunque, la particolarità di questa pellicola?

La prima cosa che salta all’occhio è che Deadpool, rompendo la “quarta parete”, è ben consapevole di essere il protagonista di un film, e lo palesa rivolgendo spesso domande al pubblico e rendendo gli spettatori partecipi delle sue sagaci osservazioni (così come avviene anche nei fumetti). E di cose da dire ne ha davvero tante: è divertente, astuto, smaliziato, talvolta anche molto volgare e con la battuta sempre pronta. Questo lo rende veramente intollerabile ai suoi nemici, ma molto più simpatico al pubblico. Di solito viene definito come antieroe; effettivamente utilizza i suoi super poteri per scopi puramente egoistici, anzi, più che occuparsi di mantenere la quiete pubblica, è egli stesso a creare disordine e distruzione il più delle volte. Di essere un eroe non ne vuole sapere niente, infatti respinge più volte con vivacità le richieste di Colosso di unirsi agli X-men (N.B.: Colosso è il bestione metallico che compare di tanto in tanto senza troppe presentazioni, che parla con un improbabile accento russo, accompagnato da una ragazzina che ogni tanto prende fuoco). Questo non lo rende cattivo di certo, semplicemente più umano, istintivo, e quindi incline a sbagliare, e probabilmente sono proprio queste le caratteristiche che lo rendono tanto simpatico allo spettatore.

Il linguaggio del film è parecchio colorito, ci sono diverse scene di sesso (“più di tutte quelle di ogni altro film di supereroi messe insieme”, dice il critico Christopher Orr) e gli amanti di scene violente non rimarranno delusi, ma vedranno saltare in aria arti e budella sin dalla prima scena. Il film, pur essendo vietato ai minori non accompagnati da un adulto in America, ha riscosso un grandissimo successo e ha riscritto il libro dei record del botteghino incassando $ 135,000,000 nei primi tre giorni dall’uscita, battendo il record di incassi per un film R-rated precedentemente detenuto dal film 50 Sfumature di Grigio. Possiamo quindi affermare che il debutto alla regia dell’arista di effetti speciali Tim Miller sia decisamente positivo.

No, i film di “supereroi” non sono affatto per bambini e Deadpool ne è un esempio, ma non solo per i contenuti espliciti; il film affronta temi delicati che richiedono una certa maturità, e sebbene il tutto sia condito con battute sarcastiche e parolacce, si potrebbe quasi definire tragicomico (ma più comico che “tragi”, non temete).

Un film d’azione, la storia di un super anti-eroe, un racconto d’amore, una commedia, un tripudio di effetti speciali che lasciano a bocca aperta e l’occasione di farsi due risate, che non guastano mai. I titoli di testa dicono “prodotto da un coglione e diretto da un cretino strapagato”. È soltanto il film di un super(anti)eroe bulletto con la lingua quasi più affilata dei suoi coltellacci? A mio avviso molto di più, e credo che i fan dei fumetti non rimarranno delusi.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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