Dumb Res: Il (La) Fiore del Tubo [INTERVISTA]

0
Fiorella Georgel in un video sul canale Dumb Res

Fiorella Georgel in un video sul canale Dumb Res

Youtube Italia è una community in espansione, questo lo sappiamo tutti. In quanto tale, è normale che ci sia una certa monotonia di temi trattati al suo interno: c’è chi fa Gameplay, chi fa la Makeup Artist, chi recensiona film e poi ci sono gli Altri. Personalmente, sono sempre stato attratto da quest’ultima categoria. Canali che propongono qualcosa di diverso, ma allo stesso tempo di qualità. Canali come Cane Secco e la Slim Dogs, Human Safari o Mark Arata, giusto per citarne alcuni. Infine ci sono i canali emergenti: gente con una passione inaudita che fa video perché vuole fare video, vuole poter dire qualcosa. Tra questi, non molto tempo fa, conobbi Dumb Res aka Fiorella Georgel: una ragazza di 23 anni su Youtube dall’aprile 2014 rimasta in sordina fino a questo autunno, quando anch’io mi imbattei in lei.

Questa storia inizia qualche mese fa. Penso che tutti voi ricordiate gli attentati del 13 novembre 2015 a Parigi per i quali anche noi compimmo silenzio stampa. In seguito ai fatti di Parigi, decisi di informarmi finalmente in maniera più approfondita su chi fosse e cosa volesse l’ISIS e tra la moltitudine di video sul web trovai proprio il suo: un sermone approfondito che mi tenne incollato allo schermo per ben mezz’ora, cosa non da poco. Poco dopo, mi resi conto che, come me, altre 300.000 persone si imbatterono in quel canale da qualche centinaio di iscritti grazie a quel video. Ad oggi, Dumb Res conta poco meno di 10.000 iscritti e poco più di mezzo milione di click, statistiche in costante, seppur lento, aumento. Perché? Perché non è come tutti gli altri. Nei successivi video mi rendevo conto sempre di più di quanta passione mettesse in ogni prodotto che pubblicava, ma soprattutto quanto tendesse a esporsi personalmente nelle questioni che affrontava. La cosa mi colpì non poco, tanto che decisi di farle un’intervista per chiarirmi ogni dubbio. Fiore si è dimostrata una persona candida, squisita e disponibile come immaginavo. Colgo l’occasione per ringraziarla ancora di tanta disponibilità.

Iniziamo: come nasce Dumb Res?

Da una perla di curriculum: Fiorella Elisa Georgel è una ragazza di 20 anni con un diploma di liceo, tornata a casa incinta dopo otto mesi di Scienze Politiche.

Eppure da adolescente avevo dato poche noie ai miei. Ad ogni modo ho trovato qualche lavoretto come hostess dopo aver imparato a star zitta, prima rispettavo diligentemente l’obbligo di informare il datore di lavoro dell’esistenza del piccolo.

Ho smesso di cercare lavoro quando è arrivata un’offerta interessante, per una fiera di installazioni idrauliche, la persona al telefono mi chiedeva qualche foto in più, possibilmente in intimo, visto che in realtà il lavoro consisteva nel passare una giornata nello stand girando in bikini intorno a una vasca idromassaggio «con possibilità di spalmarsi l’olio solare». E niente, gli ho spiegato che avevo una quinta di seno solo perché era pieno di latte, lui mi ha fatto notare che per un’omissione del genere ci si può ritrovare citati in giudizio.

Sono rientrata nel sistema universitario contro la volontà di mia mamma (aeh, vuoi darle torto?), mi sono iscritta a Lingue nella mia città e ho pagato la prima rata. Non frequentavo le lezioni perché il piccolo non andava all’asilo, quindi studiavo perlopiù di notte, allattando intorno alle quattro di ogni mattina, eppure alla prima sessione ho dato tre esami e sono andati parecchio bene, quindi mia mamma ha pagato la seconda rata e le successive. Qualche mese dopo ha indicato la TV mentre andava in onda un telegiornale: “Ma questi in Ucraina perché si scannano?”. Le ho detto quello che sapevo in una decina di minuti, qualche giorno dopo ho pensato di farci un video e di caricarlo su YouTube. Non è un filmato di cui vantarsi, ma all’epoca mi ha fatto tanto bene, pian piano ho ripreso in mano i manuali e le registrazioni di quei bellissimi corsi del primo anno di Scienze Internazionali e Diplomatiche e ho cominciato a preparare altri lavori.

Per te, Fiore, è una valvola di sfogo, un blog?

Speravo diventasse il lavoro migliore del mondo, quello in cui vieni pagato per parlare di ciò che ti interessa, sulla base di un metodo che stabilisci tu stesso e stimolando al massimo i tuoi punti forti (alcuni amici mi avevano detto “quando spieghi si capisce”).

Fino a metà novembre i numeri erano molto contenuti, 300 iscritti circa, anche perché detesto l’idea di spacciare in giro i filmati, sarebbe arrogante farlo dal momento che non sono un’esperta.

A settembre ho pubblicato un mattone di mezz’ora sullo Stato Islamico, quella bozza era in fieri da quasi un anno. Per i primi due mesi quel video ha avuto la stessa vita degli altri, circa 500 visualizzazioni, ma a novembre, con gli attentati di Parigi, molte persone hanno cominciato a cercare informazioni sull’ISIS e ci sono inciampate sopra.

A fine ottobre avevo cominciato a pensare di dedicare più tempo a quel canale, ma la preparazione di quel tipo di video mi richiede molto tempo, soprattutto per quanto riguarda le fonti: sono tutti argomenti di cui io so poco, quindi mi metto a cercare documenti, verificarne l’attendibilità e il taglio, isolare quelli che credo siano i nodi della questione, fissare la cronologia degli eventi e l’intreccio dei diversi punti di vista, dopodiché comincio a preparare la bozza e a dedicarmi al compito più spinoso, ovvero la sintesi. In pratica caricavo un filmato all’anno, che per un canale YouTube è improponibile. Quindi ho pensato di dedicare quello spazio anche ad altro, a tutto quello che io reputo interessante, partendo dall’ambito delle lingue che studio: l’analisi di quel sonetto di Baudelaire, ad esempio, era già pronta, perché pochi mesi prima l’avevo preparata per l’università.

Ciò che colpì me, la mia ragazza e, immagino, ogni tuo seguace è la nonchalance che dimostri quando ti esponi parlando dei tuoi sentimenti, del tuo passato. Ti senti vulnerabile portando così tanto di te sul tubo o non ci trovi nulla di male?

Finora ho voluto aprire quel canale a una serie eterogenea di filmati perlopiù accomunati da uno scopo: raccontare il mio discutibilissimo modo di apprendere le lingue straniere che studio, l’inglese e il francese. Buona parte del lessico che continuo ad acquisire deriva da testi musicali e letterari, soprattutto quelli che ho imparato a memoria perché toccano un momento che ricordo, perché mi hanno educata o perché mi evocano immagini stupefacenti. Per questo finisco per raccontare anche il motivo per il quale ho memorizzato quei testi, cosa e perché mi hanno dato da pensare. Buona parte di quei pensieri non nuotano nella mia bolla schivando le membrane esterne, riguardano me come molte altre persone.

Quando ho pubblicato quel filmato su Unintended dei Muse, alcune persone mi hanno scritto via mail, per la maggior parte sono state ragazze o donne che hanno interrotto una gravidanza inaspettata, che hanno avuto voglia di elaborare quel ricordo sentendosi piuttosto libere, credo in virtù del fatto che non ci conosciamo e che hanno notato il mio disinteresse all’idea di formulare una sentenza monolitica su un tema come quello. Perché quel filmato alla fine parla della possibilità di un aborto, sottraendola per dieci minuti a ogni giudizio interpretativo del fenomeno. Non si parla di embrione, di feto, di priorità, di diritti, di responsabilità e di colpe, si parla di tutto ciò che viene prima, hai una rincoglionita davanti che ti racconta di quando se ne stava seduta sul letto a dondolare di fronte a un coso di plastica sporco di fluidi umani che con due boiate di trattini ti certifica una gravidanza, una condizione tanto ordinaria per il sistema-mondo quanto straordinaria per la singola persona. Racconto davvero tanti dettagli legati alla mia individualità, a me in quanto Fiore, in quel filmato? Vale lo stesso per il video senza titolo: non credo sorprenda il fatto di vedere una stanza da letto, nella quale filmano la maggior parte degli Youtuber, né quel paio di informazioni che puoi ricavare su mio figlio. Molte persone che hanno visto quel filmato dicono che all’inizio si sono sentite a disagio, nonostante io non abbia parlato delle vicende legate alla nascita del piccolo, ma della natura del mio legame con lui. Una quarantina di persone mi hanno scritto email profondamente cordiali, dicendo di essersi identificate tanto in me quanto in quel bimbo arrivato a 23 anni, ho l’impressione che ciascuno di loro sia stato indotto a riflettere un pochino su di sé e sulla propria madre da un punto di vista banale, ma al tempo stesso un po’ strano. Un po’ come se decidessi di sdraiarti sulle scale condominiali di cui sei abituato a servirti due volte al giorno da quando sei piccolo. Si sta scomodi, e pure parecchio, ma personalmente non ci trovo nulla di male. Rischi solo di immaginare tutte le facce, le voci e le scarpe che hai cambiato nel tempo e che hai fatto vedere allo scalino sul quale appoggi la testa.

Credo che tutto questo si sia potuto verificare proprio perché quegli stessi contenuti non riguardano solo me e il piccolo, a differenza dei dettagli irripetibili del mio percorso che non sono utili da ricordare nemmeno per me, quelli è bene che restino privati finché non scivolano nel dimenticatoio in quanto ciarpame.

Dumb Res è un personaggio, un alter ego o rispecchia alla perfezione la Fiore di tutti i giorni?

La videocamera veicola un’immagine del soggetto e in quanto tale è già una falsificazione. Dumb Res è solo il nome del canale, la Fiore di tutti i giorni io non te la saprei definire. Ho un paio di amici che credo sarebbero capaci di raggiungere un buon grado di approssimazione nel descrivermi, ma sono entrambi orsi con la muta stagna.

Hai 23 anni e un figlio. Ti è difficile affrontare questa situazione “da sola”?

Mia madre mi aiuta molto. Non è la situazione che fa stare tutti più tranquilli, ma ci sto lavorando.

Cosa dici a chi, come te, si trova in questa condizione?

Di cercare di allattare al seno, sono pacchi di ossitocina almeno sei volte al giorno.

All’infuori di questo… non credo molto nei consigli universali, meno ancora nella mia capacità di formularne qualcuno di valido.

Hai dimostrato più volte di voler fare chiarezza su fatti di cronaca all’ordine del giorno. Come mai tanto interesse?

Quando ho compiuto 18 anni io e il mio bel diritto di voto eravamo all’Ottocento mentre i giornali parlavano di Fondo Monetario Internazionale, di troika e di area Schengen. Immagino di avere 17 anni e di cercare filmati che gettino un ponte su quelle lacune, video che trattino un argomento in maniera tale da permettermi di aprire un giornale e capire quanto è scritto in un articolo che approfondisce quella stessa questione. Il mio liceo mi ha dato più di quanto riuscirò a ricordare, ma se i miei professori avessero avuto il tempo di trattare gli ultimi 50 anni di storia con la stessa cura che hanno potuto dedicare ai decenni e ai secoli precedenti secondo quanto stabilito dai programmi ministeriali. Mi rendo conto che è complicato, le questioni sono rognose proprio perché attuali e gran parte dei documenti conservati negli archivi di Stato possono essere liberamente consultati solo dopo 40 anni, ma non credo si possano trascurare candidamente le vicende più recenti nell’ambito della formazione scolastica, se l’obiettivo è quello di fornire una preparazione quanto più completa.

Come è nato il tuo amore per la letteratura?

Quel parcheggio di tre anni di medie mi ha regalato troppo tempo libero, leggevo spesso e m’andava di partire dai testi considerati “classici”, nonostante fossi in grado di comprendere solo in parte il loro significato. Al liceo i manuali di letteratura italiana e greca erano molto seri e pregevoli (non posso dire lo stesso di quelli di letteratura latina, inglese e tedesca, sui quali avrei dovuto studiare) e all’università sono inciampata in alcuni professori che di sicuro non hanno sbagliato mestiere.

Che importanza e che ruolo dai nella tua vita alla musica?

Educativo, massima estensione del termine. Penso a Brassens come agli Afterhours.

Evocativo, soprattutto per quanto riguarda gli Elysian Fields, i Massive Attack e quei morsi di musica classica che conosco.

E poi i ruoli più tradizionali, esaltazione di uno stato mentale e distrazione da uno stato mentale.

Come immagini che evolverà il tuo percorso sul tubo?

Immagino una progressione sulle stesse basi e con gli stessi propositi che ho formulato in partenza, quindi fatico a intravedere una svolta monotematica o un cambiamento in termini di metodo. Spero di imparare a rotolare, pian piano, anziché bloccarmi o finire con la faccia per terra. E prima o poi spero di imparare a sistemarmi i capelli.

About author

Elio Buglione

Elio Buglione

Elio ha tre grandi passioni: la musica, la fotografia e viaggiare. Ha i capelli sugli occhi, ma dice di vederci bene... Nessuno sa come fa. Nel tempo libero, suona la batteria come farebbe un bambino di otto anni.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi