E fu così che il terzo giorno… uscì You and I

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La cover di You And I, il nuovo album di Jeff Buckley

La cover di You And I, il nuovo album di Jeff Buckley

Quand’è che un artista raggiunge il suo picco massimo di fama? Nel momento della sua morte. La recente scomparsa del Duca Bianco David Bowie è, purtroppo, un esempio. Il tributo di Lady Gaga ai Grammy Awards, il tatuaggio di Flea sul braccio, le bacheche di molti che si scoprono fan. Ma Bowie era l’omo dei mille volti. Una star indiscussa. Con 52 album pubblicati, 720 canzoni, oltre 145 milioni di dischi venduti, 50 anni di carriera.

C’è anche chi si trova al lato opposto della barricata. Quegli artisti che lasciano il tavolo mentre stanno ancora vincendo e gli è appena entrata una scala.

Meno fai meglio è. C’è meno tempo per andare fuori tema, per cambiare e diventare qualcosa che magari non piace, le etichette e il commercio non hanno fatto in tempo a trasformarti. Ci sei tu e la tua musica, quella pura, incontaminata, quella che ancora sa parlare di te. E così verrai ricordato.

Jeff Buckley di album ufficiali ne ha fatto uno: Greace. Jimmy Page a riguardo disse «il mio disco preferito del decennio». Appena uscito il disco non ebbe molto successo, con appena 2.000 copie vendute nella prima settimana. Un giovane artista che esce col suo primo disco non fa molta notizia. Adesso è disco d’oro in America e disco di platino in Europa. Un giovane artista che perde la vita in un incidente fa molta notizia.

Poi succede che una sera, quella del 29 maggio 1997, mentre stai andando in studio di registrazione, ti viene voglia di farti un bagno nel fiume Wolf River. Nemmeno ti togli i vestiti, un tuffo veloce. “Ehi Keith, arrivo a nuoto fino ai piloni!”.

Jeff quella dannata sera Jeff canticchiava Whole Lotta Love dei Led Zeppelin.

(bracciata, bracciata, bracciata).

I’m gonna give you my love.

(bracciata, bracciata, bracciata).

Wanna whole lotta love?

(bracciata, silenzio).

Il corpo senza vita di Jeff Buckley verrà ritrovato la mattina del 4 giugno.

Come succede in questi casi preso dalla disperazione ti metti a frugare in qualunque centimetroquadro possa esserci stato fisicamente o anche solo averlo toccato per cercare qualcosa di lui. È così che nasce Sketches for My Sweetheart the Drunk, uscito un anno dopo la morte del cantante. Il titolo originale e scelto da Jeff è stato “modificato” con l’aggiunta di Sketches for (Abbozzi per) per specificare meglio la natura incompiuta del disco.

Da allora la Columbia Records non ha smesso di spulciare ogni singolo archivio con parola chiave Jeff Buckley alla ricerca di un ricordo, o qualcosa da poter pubblicare. Un lavoro sicuramente ben fatto, riuscendo a far uscire 6 album postumi a cadenze più o meno regolari. E adesso sembra sia giunto il momento di far uscire ancora qualcosina. Giusto per far riaffiorare il ricordo e i guadagni. La nostalgia è il primo segnale di una società in crisi, chi meglio delle case discografiche.

L’album You And I anticipato dalla cover degli Smiths

La notiziona è arrivata su tutti i social qualche giorno fa. Il ragguaglio consisteva nell’informarvi che il 14 marzo 2016 uscirà You And I, si tratta di una raccolta delle prime registrazioni in studio di Jeff Buckley edite dalla Columbia Records, sarà composto da 10 brani tra cover e brani originali e rarità. La tracklist è così amalgamata:

  1. Just Like A Woman (Bob Dylan cover)
  2. Everyday People (Sly & The Family Stone cover)
  3. Don’t Let The Sun Catch You Cryin’ (First recorded by Louis Jordan)
  4. Grace (original)
  5. Calling You (Jevetta Steele cover)
  6. Dream Of You And I (original)
  7. The Boy With The Thorn In His Side (The Smiths cover)
  8. Poor Boy Long Way From Home (Bukka White cover)
  9. Night Flight (Led Zeppelin cover)
  10. I Know It’s Over (The Smiths cover)

Se avete scorso ben bene la lista vi sarete accorti delle due mosche bianche. La prima è una “nuova” versione di Greace e la ancora mai ascoltata Dream of You and I. Il primo pezzo estratto dal disco che potete intanto ascoltarvi è la cover degli Smith I Know It’s Over. Chi ha scelto per lui di aprire con questo singolo non lo ha fatto a caso. Il video, oltre ad essere bellissimo, è diretto da Amanda Demme, fotografa, direttrice artistica e supervisore delle musiche, racconta la storia di una madre e di figlio che non riesce ad addormentarsi e di come la madre gli stia vicino.

I rimandi a Buckley  sono presenti in tutto il video. Un dettaglio nella cameretta mostra dei cubi con le lettere J e B, e poco dopo il bambino con in braccio una chitarra guarda alla televisione una performance del giovane cantautore.

Jeff Buckley è riuscito a trasformare il pezzo storico degli Smith in qualcosa di intimo. Di personale. Ha scelto di usare la sincerità della musica dell’acustica con quello che riescono a fare le sue corde vocali. In cuffia sembra di essere di notte in spiaggia davanti a un fuoco e Jeff che canta solo per noi.

Aspettando il tuo “nuovo” disco, io me ne resto qua, a occhi chiusi e la tua musica in cuffia, immaginando di essere su quella spiaggia.

Canta, canta ancora Jeff.

About author

Luca Biancalana

Luca Biancalana

In questo preciso momento del cammin di nostra vita di anni ne ho 27. Sì esatto, sono all'interno dell'infelice club 27. Classe '89, come l'anno del crollo del muro. La musica è la mia passione, ma non ho un orecchio assoluto. Impiego il mio tempo studiando Informatica Umanistica a Pisa, ma vorrei lanciarmi nel mondo giornalistico o del marketing. Amo i libri di viaggio e la mia moto. Fine dello speed dating.

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