Cosa sapete sulle spose bambine?

2
Una delle spose bambine del Bangladesh fotografata da Allison Joyce

Una delle spose bambine del Bangladesh fotografata da Allison Joyce

Yemen: sposa a soli 8 anni, muore dopo prima notte nozze. Questo è solo uno dei raccapriccianti titoli che potete leggere sui quotidiani riguardo il tema delle spose bambine, un problema urgente e di cui veniamo troppo poco informati. Stando ai dati forniti dal Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione e riportati da Amnesty International, “13.5 milioni di ragazze ogni anno nel mondo sono costrette a sposarsi prima dei 18 anni con uomini molto più vecchi di loro“. Sono tutte minorenni, strappate via dalla scuola, dalla famiglia per contrarre un matrimonio forzato e precoce che può avere effetti disastrosi non solo sulla loro stabilità psicologica ed emotiva, ma anche fisica. I Paesi in cui le spose bambine sono più numerose, infatti, sono anche quelli in cui più frequentemente si muore di parto. Queste ragazze restano molto spesso incinte subito dopo il matrimonio, quando non sono ancora in grado di sopportare le fatiche comportate dalla gravidanza.

Il fenomeno del matrimonio forzato è la conseguenza di un mancato riconoscimento dei diritti delle donne: le spose bambine vengono vendute, maltrattate, violentate, in alcuni casi costrette a prostituirsi dai loro mariti, oltre che limitate nelle possibilità di affermazione personale perché non istruite. Vengono promesse in spose in cambio di denaro o per dare lustro alle famiglie umili. Alcune sono trofei di guerra, molte tentano il suicidio.

Quali sono gli Stati interessati?

3473789-062Il Paese col più alto tasso al mondo di spose bambine al di sotto dei 15 anni è il Bangladesh e in Afghanistan molte “celebrano” il loro matrimonio già a 9 anni.

In Yemen, è comunissimo sposarsi prima dei 18 anni; tante ragazze lo fanno anche prima dei 15, fino ad arrivare a età come 11 oppure 8 anni. In Iran, la legge prevede un’eta minima delle spose di 13 anni, ma spesso si registrano casi di bambine ancora più giovani.

Il Burkina Faso è uno degli Stati che registra il maggior numero di casi: molte spose hanno un’eta che si aggira attorno agli 11 anni e la differenza d’età coi loro mariti può andare dai 30 ai 50 anni.

In Marocco, la legge ha permesso fino al 2014 di sposare legalmente una minorenne se il matrimonio fosse stato “riparatore”, cioè se fosse avvenuto in seguito a uno stupro a cui era necessario porre rimedio. La modifica della legge è avvenuta dopo che il suicidio di Amina el Falili, sposa bambina violentata dal proprio marito, ha suscitato l’indignazione popolare. Molte organizzazioni locali e internazionali hanno fatto pressione affinché la legge venisse modificata e continuano tuttora a lottare per ottenere una maggiore tutela per le donne.

Ancora diversi i casi di Stati come la Giordania: qui si trovano molti rifugiati siriani, che vivono in campi frequentemente visitati dagli uomini autoctoni, in cerca di spose. Paradossalmente, le famiglie decidono di far contrarre matrimonio alle proprie figlie per proteggerle da altri pericoli e affidarle alla protezione dei ricchi sposi, che possono assicurare a queste giovani ragazze la salvezza dalla fame, dalla guerra e dalla povertà, condannandole però a una vita di abusi.

Tutti questi Paesi vengono meno alla Convezione internazionale sui diritti dell’infanzia, a cui aderiscono 194 Stati al mondo su 196 (mancano all’appello Stati Uniti e Somalia), che sancisce per ogni minore “Il diritto di esprimere liberamente la sua opinione su tutte le questioni che riguardano il bambino” (Art. 12), “Il diritto alla tutela da ogni forma di violenza, attacco, vessazione, maltrattamento o sfruttamento fisico o mentale, sotto la potestà di genitori, tutori o altri” (Art. 19), “Il diritto alla tutela da ogni forma di sfruttamento o vessazione sessuale” (Art. 34) e “Il diritto alla protezione dall’essere rapito, dall’essere venduto o oggetto di tratta di esseri umani” (Art. 35).

Come possiamo aiutare le spose bambine?

Il metodo più semplice ed efficace è aiutare Amnesty International, l’ONG in difesa dei diritti umani, firmando l’appello che richiede al governo del Burkina Faso di rispettare gli accordi internazionali. Potete inoltre, tra l’8 e il 13 marzo, stampare e realizzare l’origami emblema della lotta alla violenza sulle donne e al matrimonio forzato, mobilitandovi per riempire con questo simbolo le piazze a voi più vicine. Potete trovare sul sito dell’organizzazione le attività che si terranno in tutta Italia. Vi segnaliamo inoltre la nostra presenza a Napoli, Largo Berlinguer, il 13 marzo, allo stand Amnesty per aiutarvi a realizzare i fiori di carta e per farvi firmare la petizione.

Per aiutare a cambiare le cose, molto spesso, però, basta anche diffondere le notizie. Per aiutare le spose bambine, bisogna parlare delle spose bambine.

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi