Microsoft, Xbox One e il futuro tra scelte, confusione e incertezze

0
Phil Spencer, capo della divisione Xbox della Microsoft

Phil Spencer, capo della divisione Xbox della Microsoft

Recentemente le mosse di Microsoft hanno creato scompiglio tra i videogiocatori, la casa di Redmond ha infatti annunciato che gran parte dei titoli in esclusiva, previsti per la propria console Xbox One, usciranno anche su piattaforma PC. Questo annuncio desta il malcontento degli utenti, ma le critiche piovute su Phil Spencer e compagnia hanno motivo di esistere? Quali sono i piani di Microsoft? Con il seguente articolo forniremo un quadro della situazione, affronteremo la questione cercando di capire i problemi (sempre che esistano) di questa mossa e infine discuteremo riguardo le probabili sorti della console e della visione di Microsoft del futuro mercato videoludico. Buona lettura!

Un parto travagliato

Sin dalla prima presentazione il progetto Durango, presentato poi il 21 maggio 2013 come Xbox One, ha avuto un impatto particolarmente negativo sul pubblico. Don Mattrick, allora CEO di Xbox, aveva stabilito una linea particolarmente marcata all”insegna della “next gen”, e in effetti per alcuni versi le caratteristiche di ciò che doveva essere Xbox One erano veramente molto futuristiche: console always online, digital delivery predominante sulla distribuzione fisica, impossibilità di prestare un gioco nel senso classico fino  ad allora inteso, kinect one obbligatorio, senza escludere le sue caratteristiche da set top box che la rendevano una macchina “totale” nel campo dell’intrattenimento casalingo.

Le scelte di Mattrick scatenarono il caos tra gli utenti, che si sentirono traditi soprattutto per quel che riguarda la componente online, la questione dell’usato e il kinect. Ciò poteva essere anche prevedibile, dato che nel mondo non ancora tutti i Paesi (tra cui il nostro) dispongono di infrastrutture necessarie per sfruttare bene il concetto di connettività portato avanti da Mattrick e Xbox. Inoltre, se a tutto questo aggiungiamo delle presunte mosse scorrette da un punto di vista pubblicitario da parte di Xbox, Mattrick che continuava a rilasciare delle dichiarazioni decisamente inappropriate, Sony che ha pubblicamente perculato l’azienda avversaria più volte su palchi molto importanti e infine l’utenza già scontenta alla quale bastava molto meno per aizzarsi verso Xbox, si può benissimo capire perché ad oggi, pur avendo una base installata d’utenza molto forte (stimata intorno ai 20 milioni d’unità), la console di Redmond si ritrovi a inseguire il concorrente nipponico che, forte delle circa 40 milioni di unità vendute, fa da padrone nella scena videoludica.

Tutto ciò costringerà a un passo indietro da parte di Mattrick e Microsoft, il quale dopo una pesante vessazione mediatica affermò tramite comunicato stampa (19 giugno 2013) che la console non sarebbe stata limitata nei confronti dei videogames usati e che la connessione obbligatoria sarebbe stata richiesta solo in sede di setup iniziale. Mattrick lasciò il suo ruolo in Xbox dopo un mese dall’annuncio e a migliorare una situazione di lancio pessima tenta Phil Spencer, attuale CEO, il quale in poco tempo sconvolse i piani iniziali per la console piazzando sul mercato un bundle di One senza Kinect (abbandonando di fatto la periferica), concentrandosi sui giochi e implementando recentemente la retrocompatibilità (che Mattrick scherniva), insomma “because your feedback matters”.

Nonostante gli sforzi: il futuro incerto della Xbox

Nonostante gli sforzi, Microsoft non ha raccolto i frutti sperati. La falsa partenza ha talmente inciso che pur essendo un competitor molto forte e diffuso sul mercato, si ritrova esclusivamente nella condizione d’inseguitore in forte svantaggio. Quando ci si ritrova nonostante tutto a inseguire e le “mosse convenzionali” non sortiscono effetti rilevanti, si viene costretti a ripensare su tutto quel che si vuol fare per poi partire di nuovo da zero; in questa complicata situazione Spencer, sotto una probabile spinta della dirigenza di Redmond (che vorrei ricordare essere quotata in borsa), ha di recente annunciato un nuovo corso per Xbox One e le sue esclusive: partendo da Rise of the Tomb Raider, ma ancor prima da Ryse: Son of Rome, per poi arrivare ad oggi con Quantum Break e la maggior parte delle future “triple A” che non saranno più esclusive Xbox One, bensì esclusive Windows 10.

Analizzando questa mossa, soprattutto in ottica futura, non è quasi per niente criticabile: Microsoft detiene uno dei più grandi volumi di utenza sul mercato, quello dei PC casalinghi, ed è giunto il momento di sfruttarlo; attualmente le intenzioni sembrano quelle di voler creare un ecosistema unificato sfruttando il versatile sistema operativo, a testimonianza di ciò troviamo anche le U.W.P (Universal Windows App) esclusive dello store digitale proprietario. Ciò renderebbe a tutti gli effetti la console Xbox One un PC molto semplificato ed economico a un prezzo adeguato per quel che offre, alla fin fine, Xbox One pur con tutte le criticità che ha attraversato rimane un prodotto forte e tutto sommato più che valido. Ma chiaramente, trovandosi nella posizione di fanalino di coda e fallendo ancora una volta nella comunicazione (peccando in trasparenza verso gli utenti), pare quasi inutile dire che ormai è diventato luogo comune attaccare indiscriminatamente Xbox; se da una parte troviamo persone che ragionando con una futile rabbia inneggiano al “gombloddo” e minacciano di ritirare i pre-order senza alcuna argomentazione logica, dall’altra vi sono coloro i quali effettivamente si ritrovano in casa una Xbox One e un PC adatto al gaming, che hanno in effetti tutte le ragioni per essere infastiditi (non menzionando quelli che presero Xbox al lancio ad un prezzo di 500 euro, pur possedendo in casa PC da gioco). Ma il punto del discorso è: riuscirà Windows Store ad imporsi come piattaforma unica? Oppure diverrà soltanto un altro fastidioso ed ingombrante launcher che gli utenti saranno costretti a usare (quindi divenendo una piattaforma “minore” come Uplay, Origin ecc…)?

Pensando infatti al colosso da affrontare in questo campo, ovvero Steam, il futuro appare incerto soprattutto considerando gli ancor più recenti annunci di Microsoft la quale ha dapprima parlato di possibilità di upgrade dell’hardware di Xbox, per poi smentire il tutto; la stessa Microsoft che ha annunciato la cancellazione di Fable Legends e Project Knoxville e la probabile chiusura dello storico team britannico Lionhead, oltre che del team di sviluppo danese Press Play.

12804568_10205310982965339_2019559946_nDel futuro non vi è certezza, Microsoft e Xbox lasciano solo intendere quel che potrà essere il divenire della console verde, senza mai tracciare una linea chiara e trasparente con i propri utenti. Ciononostante, la maggior parte delle critiche piovute di recente provengono da chi, a mio modesto parere, dovrebbe prendersi un calmante per poter riflettere meglio capendo così che alla fin fine – per coloro possiedono esclusivamente One – non cambia assolutamente nulla (a differenze di chi suo malgrado sì trova in possesso anche di un PC). Personalmente, da appassionato di questo meraviglioso mondo, non posso far altro che consigliare nel mio piccolo di essere appunto più “raffinati” ed efficienti nella comunicazione, oltre a investire il più possibile in un progetto che sia seriamente studiato e di cui si è pienamente convinti. Il tempo dei passi indietro è passato, da oggi per ri-conquistare il pubblico servono fatti concreti e convinzione.

Quel che avete letto è il tentativo, da parte di un consumatore e appassionato, di ricostruire la breve – e travagliata – vita di Xbox One, cercando di interpretare le mosse di Microsoft ed evidenziando i passi falsi commessi da Xbox. Ci tengo a sottolineare che, ad ogni modo, esclusa la parte in cui parlo della storia della console (e quindi di dati oggettivi), per il resto si tratta di mie interpretazioni, quindi opinabili, ecco perché vi invito a usare lo spazio dei commenti per discuterne insieme!

About author

Antonio Gagliardo

Antonio Gagliardo

Studente universitario fuorisede, cresciuto a pane e videogame, negli anni del liceo le prime avvisaglie di quella che diverrà la mia più grande passione ed ambizione per il futuro: scrivere. Interessato anche dal mondo cinematografico, obiettivo cardine è creare discussione, informare, diffondere, senza esagerare nel prendersi troppo sul serio.

No comments

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi