WAX, la rivincita dei Sacrificabili [ANTEPRIMA]

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Dettaglio del poster di WAX, dal 31 marzo al cinema

Dettaglio del poster di WAX, dal 31 marzo al cinema

«Se siete nati dopo il 1970 e la Società non si è ancora accorta di voi, questo film è la vostra vendetta!»

Così esordisce WAX: We Are the X, opera prima del regista leccese Lorenzo Corvino, ma anche di altri undici talentuosi professionisti (produttore, direttore della fotografia, scenografo, casting director ecc.). Il film – girato tra Italia, Francia e Principato di Monaco – è un progetto realizzato a basso budget, grazie all’ausilio di sponsor nazionali e internazionali e finanziatori attraverso il tax credit.

WAX narra le avventure di tre ragazzi – due italiani e una francese – che vengono inviati a Monte Carlo per le riprese di uno spot: hanno a disposizione una settimana per ultimare il lavoro e €30.000 di fondo cassa. Il viaggio on the road si trasforma presto in una sequela di avventure che sfuggono al controllo dei ragazzi, i quali nel frattempo tessono le tele di una relazione a tre. Relazione che segue le orme dei più celebri ménage à trois del cinema: Y Tu Mama Tambien, Jules et Jim e The Dreamers. Ma se in questi film il rapporto a tre è visto come qualcosa di patologico che porta inesorabilmente al logoramento della psiche dei personaggi, in WAX è tutt’al più un punto di partenza. «Il triangolo non porta alla dannazione», afferma il regista «ma conduce all’esaltazione del valore dell’amicizia e della solidarietà generazionale.

Questo è uno dei temi principali del film: la solidarietà tra i trentenni di oggi – i cosiddetti “Sacrificabili” –, stanchi di dover cercare il loro posto nel mondo, senza punti di riferimento né certezze per il futuro. Una generazione che prende la parola, che non cerca il sapore amaro della vendetta, ma quello della rivincita e della rivalsa contro il sistema preimpostato. Corvino sceglie di portare agli occhi del pubblico la più grande piaga della società italiana, la precarietà intellettuale, che ha permesso e permette ancora oggi di mandare avanti questa macchina ferruginosa chiamata Italia, tra nepotismo e “calci in culo”.


Il fatto che non ci sia un assassino non vuol dire che non ci sia un colpevole!

– Rutger Hauer in WAX


Il film è un mockumentary, un video diario del viaggio spirituale e professionale dei tre protagonisti, ed è stato girato interamente in soggettiva. Ma un film costruito sulle dinamiche di tre personaggi che per tutta la durata della storia non smettono mai di stare insieme non poteva essere raccontato con la classica grammatica della macchina da presa oggettiva che decide, arbitrariamente, chi e cosa mostrare. La sovrapposizione tra lo sguardo dei protagonisti e quello dello spettatore è fondamentale per creare un’osmosi emotiva nel momento stesso in cui tutto accade.

Lo smartphone come risposta: sul set – tra le altre macchine adoperate – sono stati impiegati spesso gli smartphone e in particolare la tecnologia dual cam (riprendere contemporaneamente con la videocamera posteriore e quella anteriore, ndr), al fine di «sfruttare il campo-controcampo senza tradire la purezza della soggettiva».

Il linguaggio cinematografico diviene, quindi, parte integrante della narrazione.

L’opera prima di Lorenzo Corvino, prodotta da Vengeance e distribuita in Italia da Distribuzione Indipendente, ha fatto parlare di sé a numerosi festival, tra cui il Cinequest Film Festival o l’International Filmmaker Festival of World Cinema London, in cui si è aggiudicato il premio di Miglior film il lingua straniera.

Dal 31 marzo al cinema.

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