Accade oggi per sempre – Ricordi in tempi di social

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Accadde oggi su Facebook

Accadde oggi su Facebook

Quando al mattino cerco lo smartphone e apro Facebook con la stessa disposizione di chi intende applicarsi alla rassegna stampa giornaliera, un messaggio in particolare, all’apice della Home, cattura la mia attenzione: “Ciao Cecilia, abbiamo pensato che potrebbe farti piacere rivivere questo ricordo”. A quel punto posso decidere se ignorare la premurosa cortesia facebookiana o se aprire il vaso di Pandora 2.0: dipende da quanto sia disposta a mettere in discussione la mia presunta intelligenza media.

Infatti se sei approdato su questa piattaforma social tra i tuoi ridenti 11-14 anni, l’adolescenza, il caso o fattori che allora sfuggivano al tuo discutibile controllo hanno contribuito a spingerti verso la condivisione compulsiva di link, gruppi, canzoni, “fotine”, che a leggerli adesso non capisci neanche come potesse essere utile far sapere ai tuoi amici virtuali che eri tra “quelli che sentono vibrare il cellulare e invece se l’erano sognato” (confermo di aver pubblicato in prima persona questa notizia degna di cronaca). È chiaro che prima di fare commenti superbi rispetto le generazioni successive, e la grande questione del risvoltino o dello shatush, dovremmo ricordarci di tutte queste genialate che abbiamo condiviso col web e che nel web rimarranno per sempre.

Ragionando per ipotesi e proiettandoci tra quarant’anni in un ipotetico futuro in cui un’ancora più ipotetica me, possibile membro del parlamento, agente di borsa o capitano di una spedizione su Marte e consumatrice dopo tanti anni della versione più aggiornata di Facebook, come oggi si trovasse a rivedere quel passato di vita cibernetica, sarebbe un bel colpo di autostima sicuramente, ma vorrebbe anche dire aver affidato per sempre a qualcos’altro parte di quanto ci è capitato: non è una novità per gli esseri umani voler lasciare grandi tracce del proprio passaggio, ci sono state le caverne, le lettere, le fotografie, ma di tutte queste cose disponeva chi le aveva realizzate o comunque fatte realizzare, con la libertà di riesumarle con gioia, cancellarle con rancore o farle vedere ad altri con vena nostalgica. Adesso tutto quello che decidiamo liberamente di postare diventa di dominio di un’altra memoria tecnologia e dal carattere pubblico. A dirla così pare di mostrare l’immagine dispotica dei social network, ma probabilmente per la scarsa conoscenza che avevamo di queste new entries della nostra fase adolescenziale, oggi vedo quotidianamente parti di me che avevo forse volutamente dimenticato e che per fortuna si limitavano a essere sconsiderate considerazioni! Mi fa ridere pensare cosa sarebbe potuto capitare a un singolare critico d’arte pieno di cultura e ancor più pieno di sé di fronte alla visione di certe sue condivisioni Facebook risalenti alla propria giovinezza che l’avrebbero messo di fronte all’umana certezza che tutti quanti attraversano fasi di assoluta e giustificabile idiozia.

È pur vero che non fa mica male vedere come eravamo, ogni giorno messi di fronte alle realtà di quello che abbiamo fatto o detto, per renderci conto di quanto siamo cresciuti, o della nostra involuzione o di chi c’era e non c’è più, di chi c’è sempre stato o di tutto quello che è cambiato; neanche lo specchio magico in Shrek era talmente chiarificatore! Però non sono sicura di voler ricordare proprio tutto quanto ho scritto oppure pensato nella mia vita e per questo ci pensa da sola e da secoli la mente umana, ci pensa il tempo e per fasi più ristrette ci viene incontro l’alcol. Consideravo solo che mi fa un certo effetto pensare di aver consegnato qualche memoria a una rete che non sarà sotto il mio controllo e non sapere come andrà a finire, perché proprio noi siamo i pionieri su questo fronte. Quindi immagino che diventerò più cauta rispetto alle future pubblicazioni, senza farmene una malattia, per carità! Diciamo che non lascerò che l’efficace campagna marketing di Facebook mi convinca a trattarlo come una specie di diario segreto o di chiacchierata al bar con le amiche, perché è davvero bello scambiarsi tutte quanto ci passa per la testa potenzialmente con miliardi di persone senza confini, ma sapendo che quel ricordo mi perseguiterà di lì fino alla fine dei giorni del social, conterò fino a dieci prima di pubblicarlo.

About author

Cecilia Lena

Cecilia Lena

Sono Cecilia, ho 21 anni e studio per diventare un'assistente sociale. Credo nel valore di chi affronta le battaglie quotidiane con dedizione e coraggio, non mi piace chi ne fa motivo di vanto. Credo nel bene, nell'energia creata dalla condivisione e nella dose di fiducia che genera guardarsi negli occhi di chi ci ama. Tutto quello che mi auguro e vi auguro si riassume in una massimissima tratta dal film Kung Fu Panda: «Se fai solo quello che sai fare, non sarai mai più di quello che sei ora».

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