«Sono stata vittima di bullismo e non sono l’unica»

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Una scena di bullismo in Glee, serie TV ambientata in un liceo americano

Una scena di bullismo in Glee

Sono una ragazza di 19 anni, diplomata da giugno. La mia esperienza al liceo non è stata piacevole ma, a essere sincera, non lo è stata tutta la mia carriera scolastica. Sin da quando ero piccola infatti, sono stata sempre il soggetto delle battutine e delle cattiverie dei compagni a causa del mio peso e perché tendevo spesso a isolarmi da tutti. Sono stata vittima di bullismo ed è qualcosa che mi porto ancora dentro e che ricordo con grande dolore.

Parlando appunto della mia vita da liceale, non è iniziata per niente come mi immaginavo. Partendo dal presupposto che il liceo era la mia “seconda scelta”, posso dire con certezza (purtroppo) che avere scelto il linguistico al posto dello psicopedagico, indirizzo economico-sociale, è stato uno degli errori più grandi della mia vita. Il primo anno è stato abbastanza traumatico perché, ferita ancora dall’esperienza delle medie, ho iniziato ad avvicinarmi a persone che poi, crescendo, ho capito essere completamente da evitare. Mi hanno portato verso una cattiva strada e io, che ero (e sono tuttora) una grande insicura, pur di non rimanere sola, preferivo seguire quella strada piuttosto che allontanarmene. Per fortuna dei veri amici mi hanno fatto capire il grave errore che stavo commettendo. Altra fortuna è stata che queste persone non hanno superato la prima liceo, a differenza mia e dei miei compagni, quindi non ho avuto più rapporti con loro.

A cominciare dalla seconda superiore, ho iniziato a integrarmi e tutto ciò mi sembrava assurdo, dato che avevo passato tutti i miei anni a scuola da emarginata. Ho iniziato a fare amicizia con due compagne in particolare, che adesso sono diventate come sorelle per me e sono il mio punto di forza insieme alla mia migliore amica, che conosco dai tempi delle elementari.

Se si è risolto il problema compagni, si è aperto quello professori. Infatti, dalla terza fino agli esami di maturità ho avuto una professoressa che mi odiava palesemente e che ha fatto di tutto per screditarmi davanti a tutti i compagni e ai professori, anche e soprattutto alla maturità. Ma se da un lato c’era lei e chi la appoggiava, dall’altro ho avuto un paio di professori che mi hanno aiutato a superare anche questa e mi hanno appoggiata quando tutti gli altri mi andavano contro.

Purtroppo non ho un bel ricordo del liceo, non ho un bel ricordo della scuola in generale, e anche se quest’anno non mi sono potuta iscrivere all’università per “cause di forza maggiore”, come le chiamo io, sono contenta di essermi presa una pausa di un anno, di avere preso un attimo di respiro ed essermi disintossicata da tutta quell’ansia e la preoccupazione che mi logorava.

Questa è la mia esperienza personale ovviamente, ma sento troppo spesso di esperienze come la mia, ragazzi vittime di bullismo o che hanno sofferto molto durante il liceo, e non riesco a darmi una spiegazione del perché debba andare così. La scuola, in teoria, dovrebbe unirci, formarci, non solo culturalmente ma anche umanamente, ma il più delle volte tutto quello che riusciamo a ricordare è la rabbia e la frustrazione.

Spero che un giorno tutto questo possa cambiare, perché tutti questi anni non ce li darà nessuno indietro, ma sicuramente ne faremo tesoro. Siamo diventate le persone che siamo oggi anche grazie a queste esperienze. Spero che il futuro e l’università mi riservino altre esperienze, ma stavolta positive, da ricordare con il sorriso e non con amarezza.

M.


Hai anche tu un’esperienza da raccontarci? Scrivi a partedeldiscorso@gmail.com con oggetto “Vita da liceale”. La tua storia potrebbe essere pubblicata.

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1 comment

  1. Ilaria Arghenini
    Ilaria Arghenini 9 ottobre, 2016 at 23:22 Rispondi

    Credi sia fondamentale ricordarci che nell’età dal liceo siamo insicuri tutti. Se i tuoi compagni ti hanno trattato male è colpa loro, hanno sbagliato loro, non tu. Non sei sbagliata tu. Non è colpa tua e non c’è nulla di sbagliato in te. Niente puo impedirti di diventare chi vuoi diventare, soprattutto non devono impedirtelo cicatrici causate da sofferenze simili. Se dai retta alla tua insicurezza, dai retta a loro. Invece devi credere in te stessa e alla forza che hai, e lasciare che quel dolore serva solo a empatizzare con chi ha vissuto qualcosa di simile. Niente e nessuno può impedirti di arrivare dove vuoi tu, e devi crederci, e devi crederci che meriti tutto!!!

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