Where to invade next e la riscoperta delle nostre conquiste [ANTEPRIMA]

0
Michael Moore in Where to invade next

Michael Moore in Where to invade next

Dopo una pausa di sei anni da Capitalism: a love story, Michael Moore torna sul grande schermo con un documentario sui grandi difetti della politica interna (ed estera) degli Stati Uniti. Il film inizia con uno strano prologo, ci troviamo in un vertice tra i capi militari americani riunitisi per decidere i piani militari ed evitare i grandi fallimenti del passato. Dopo la seconda guerra mondiale l’America non ha più vinto una guerra – a detta di Moore almeno, vista la vittoria della seconda Guerra del Golfo e i successi in varie operazioni “umanitarie” come quella in Libia – così viene affidata a Moore una sorta di operazione di conquista dell’Europa e di importazione dei valori nostrani, armato solo di una bandiera americana.

Inizia così un viaggio nel Vecchio Continente che non poteva non iniziare dall’Italia. Qui incontra una coppia grazie alla quale scopre che gli Italiani hanno diritto a cinque settimane di ferie pagate, oltre alle varie festività nazionali; diritto inesistente in America, dove le settimane di ferie pagate sono un vantaggio concesso ai pochissimi lavoratori con un ottimo sindacato. Passa poi in Francia, dove nota con stupore che le mense servono cibo non solo mangiabile, ma anche buono e salutare, al contrario di quello servito nel suo Paese, esprimendo con tristezza che si capisce “che le cose vanno male quando anche la Francia ti commisera”. Prosegue poi per la Slovenia, dove non ci sono tasse universitarie neanche per gli stranieri, e si sciopera se qualcuno ha anche solo l’idea di far pagare l’istruzione, per la Finlandia, dove gli studenti sono tra i migliori al mondo nonostante le diverse ore di meno a scuola e l’assenza di compiti a casa. Ogni cosa che per noi sembra banale, per lui è una grande scoperta, impensabile per qualunque americano.

Si continua in Norvegia, dove viene mostrato un sistema carcerario all’avanguardia, dove i detenuti, invece di essere puniti e distrutti psicologicamente e fisicamente, vengono trattatati con compassione e la pena non può essere per legge superiore ai 21 anni di reclusione, ma il tasso di criminalità è incredibilmente basso. In Tunisia le donne hanno vinto una battaglia per la sanità pubblica contro un regime retrogrado e ora compiangono l’America per la loro povertà di curiosità verso le altre culture. In Portogallo, dove hanno eliminato il proibizionismo sulle droghe e vengono offerti programmi di riabilitazione per chi lo desidera. In Islanda scopre che i banchieri che hanno portato alla bancarotta il loro paese invece di essere stati salvati sono stati incarcerati.

Infine arriva in Germania, il paese che pare ispirarlo di più. Non cercano di scappare dal loro passato, anzi utilizzano l’arte e targhe nelle strade per ricordare ai cittadini l’Olocausto, al contrario degli Americani che cercano in tutti i modi di far finta che il genocidio degli Indiani d’America non sia mai avvenuto e di ignorare la schiavitù e il razzismo nei confronti dei neri, anche in episodi recenti.

Si conclude con una riflessione: secondo Moore (ma solo secondo lui) i valori ora europei erano in origine americani, tuttavia sono stati persi nel tempo e ora vanno ritrovati, migliorando quel Paese che in principio doveva essere patria di onestà e virtù.

Where to invade next non si dimostra all’altezza di Fahrenheit 9/11 e Moore non è di certo lo stesso indagatore. Propone diversi spunti interessanti ed è spesso divertente, ma gli approfondimenti sono lontani dall’essere rivoluzionari.

About author

Francesco Montagnese

Francesco Montagnese

Classe '97, Calabrese di nascita, ma romano d'adozione. Nel tempo libero scrivo poesie e suono il violino.

No comments

Potrebbero interessarti

13838560_1755899024671113_1606975397_o

Pensavo fosse amore, invece era il mercato immobiliare

[caption id="attachment_7598" align="aligncenter" width="1600"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi