Cinebossy #02 – Pride

1
Cinebossy #02 – Pride

Cinebossy #02 – Pride

Ci sono casi in cui l’unica possibile risposta alle domande è: “Perché no?”. Il film proposto questo mese da Cinebossy, il cineforum sulla parità, parla proprio di questo. Si intitola Pride, per la regia di Matthew Warchus, ed è la più mirata ed esaustiva rappresentazione del sentimento umano che io abbia mai visto. Una storia vera e reale di lotta e dignità.

Brevissima sinossi: durante una manifestazione, un giovane attivista gay decide di raccogliere fondi per i minatori del Galles, vessati dalla polizia e dai media tanto quanto la comunità LGBT all’epoca (siamo negli anni Ottanta). Nasce così il gruppo LGSM (Lesbians and Gays Support the Miners), che affianca alla lotta civile atta a sdoganare la figura queer quella politica per i diritti dei lavoratori. A guidare l’iniziativa è Mark Ashton, giovane gay e comunista britannico.

Per forza di cose, nel film si intrecciano numerosi temi di grande rilevanza storica e sociale, dalla diffusione dell’AIDS al thatcherismo, passando per il coming-out e la pericolosità dei pregiudizi nei rapporti familiari. Ogni personaggio porta con sé la complessità del reale e una storia che non è favola, ma scontro continuo con gli ostacoli di un mondo sempre più frammentato da inutili confini.

Quando parlo di sentimento umano lo faccio con cognizione di causa: da femminista, ally e attivista per i diritti umani, ciò che spesso mi è stato chiesto è “Chi te lo fa fare?”. Ogni volta che a qualcuno passa per la mente una domanda simile la lotta per l’uguaglianza perde sempre più dignità e soprattutto ci facciamo sempre più divisi. Perché è strano lottare per gli altri? Perché non dovremmo volerci tutti più liberi? Insomma, perché no?


LEGGI ANCHE: COME SUPERARE LE DIVERSITÀ IN 5 PUNTI: PRIDE


Il titolo Pride racchiude in sé non solo il celebre nome dato alle annuali manifestazioni LGBT, ma anche un senso reale di orgoglio e adesione, per meglio dire di comunità. Ciò che il film sottolinea è infatti la nostra appartenenza unanime al più numeroso e vasto dei gruppi sociali: il genere umano. Finché continueremo a ricordarlo, ogni lotta sarà la nostra lotta, ogni causa sarà la nostra causa.

Questo non è un film largamente consigliabile solo per una questione tematica: montaggio veloce ed estetica vivace fanno della pellicola un prodotto… inclusivo! La regia non è mai del tutto statica: quando l’inquadratura pretende di restare fissa, raramente riesce a esserlo davvero, mossa da lievi tremiti che diventano veri e propri movimenti di macchina, dinamici e vitali, quando la situazione si fa altrettanto movimentata. La cinepresa cede alla forza delle grida e dei pugni serrati, si lascia scuotere dall’energia dei protagonisti e dalla gloriosa parata del gay pride che fa da prologo ed epilogo al film, percorrendo a passi pesanti il campo.

Non aspettatevi dunque una solfa lenta e piena di retorica politically correct e neppure vittimismi strappalacrime (anche se la tenacia dei protagonisti potrebbe in ogni caso riuscire a commuovervi). Quello che Pride vi propone è l’orgoglio di essere felici e la forza della condivisione, oltre che della rivendicazione. Soprattutto, non pensate di vivere una semplice esperienza di due ore e nulla più. Pride è un invito, è la motivazione a porsi la fatidica domanda di cui sopra. A chiedersi, dunque, perché mai dovrebbe esserci qualcosa da chiedersi.

L’appuntamento è il 30 giugno alle 21.00, per commentare insieme il film con l’hashtag #cinebossy. Schiena dritta e testa alta, preparatevi alla rivoluzione!


CinebossyUnisciti a Cinebossy! Vota il film che preferisci sul gruppo Facebook e guardalo insieme a noi e alla redazione di Bossy.it l’ultimo giovedì del mese, alle 21.00, commentando su Twitter con l’hashtag ‪#‎cinebossy‬. Corri a iscriverti!

About author

Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi