Pimp my PRIDE

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Non mettevo piede in Santeria Social Club da Capodanno.
Sono passate centosettanta serate da quel giorno, trenta delle quali passate a mangiare al Mc Donald’s, cinquanta tra abbracci e sorrisi, dieci tra birre e lacrime e ottanta tra i libri e le coperte.
Eppure, mai una serata in Santeria.

Oggi è il centosettantunesimo giorno dopo Capodanno – e forse sembra un’eternità perché in effetti lo è, paragonato alla lunghezza di quei giorni che magari fai anche di tutto pur di riposarti, ma pare siano di trentasei ore.
Ho messo piede in Santeria con la faccia di una che non ha fatto nulla per tutto il giorno e con i vestiti della sera prima. Siamo tutti qui per lo stesso motivo: tornare bambini per una manciata di ore e aiutare Bossy.

Se leggete questo articolo perché vi ho costretti, allora imparate questo, miei amati lettori: Bossy è quella cosa che tutti dovrebbero conoscere, perché capitanata da gente fortemente convinta che la sana, salutare informazione sia la chiave per avere successo nella vita, nell’universo e in tutto quanto. È quel posto di internet dove si cerca costantemente di creare un ambiente di lavoro meno discriminatorio, dove si imparano cose che dovreste già sapere ma che, per colpa della disinformazione che popola i media, arrivano a noi utenti sotto forma d’informazioni deviate, distorte.

Bossy è un po’ un’ispirazione ed è anche un po’ una figata che Parte del discorso ci collabori.

Ho già detto Bossy troppe volte, quindi arriviamo al dunque. Immaginatevi la scena, ora: perline, colori, magliette, gente che non ti guarda negli occhi perché impegnata a dipingere. Artisti che ricevono i propri fan e disegnano per loro e con loro.

Pimp my Pride è l’evento che apre la Pride Week di quest’anno – ma non tutti lo sanno, perché di base non tutti sanno neanche cosa sia la Pride Week, Onda Pride e la comunità LGBTQIA. Alcuni sono qui, però, e questo significa che da oggi lo sapranno: includere tutti in una comunità che per definizione non dovrebbe essere chiusa è più importante e meno ovvio di quel che pensiate.
Ed io sono qui e pimpo la mia maglia.

Lipsteriae, Salvatore Callerami, Johnny Cobalto, Sylvia K e Alone disegnano, colorano, sorridono. Celona, Jaselli, Mc Nill, Requiem for Paola P. e The Phonograph invece si preparano per la serata musicale che sarà protagonista – ma non ora. Ora, i protagonisti sono i colori che sembrano nati per finire sopra queste maglie bianche. Unicorni, scritte, arcobaleni e facce popolano il vuoto di ogni maglia fino a coprirlo. Io ritorno alle elementari, al momento dei laboratori ricreativi dove se non ti sporcavi, ti sporcavi apposta per far vedere di aver lavorato un sacco per creare la tua opera d’arte – che poi spesso consisteva in un vasetto fatto recuperando i rotoli di carta igienica, ricoperto di fogli appiccicati con la colla vinilica. Ma non è questo il punto.

Sono felice perché vedo le volontarie di Bossy felici della riuscita del loro evento e vedo gli artisti soddisfatti dei loro disegni che per qualche ora, durante la parata del 25 giugno, sfileranno tra la folla di Milano.

A volte penso che una giornata brutta non potrà mai migliorare perché è difficile assorbire felicità dagli altri se si è avvolti da un velo cinico e impermeabile. A volte, penso che un po’ di ottimismo è la chiave migliore per pensare che il velo impermeabile sia inutile quando fuori non piove, ed è per questo che lascio la felicità libera di inserirsi tra tutti questi sentimenti fino a farle prendere pieno possesso del mio corpo.

Felice, piena di pittura e con la maglia tutta colorata, mi dirigo verso la 90, dove mi attende un bel po’ di gente che la felicità non penso l’abbia mai neanche pensata.

Domani sarà un po’ come il giorno dopo capodanno, con la differenza che sarò sobria ma ubriaca di felicità.

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Mary Del Vecchio

Mary Del Vecchio

Scrive la colonna sonora della sua vita mentre lavora al pc e si riprende dall'allenamento - facendo una foto al tramonto. Milanese di origini non troppo nordiche, appassionata di fotografia e musica. Passando per l'Idroscalo di Milano con molta probabilità la vedrete cadere mentre fa canottaggio. Studia Sicurezza Informatica, è esperta del nulla e curiosa di tutto. Spinta dalla curiosità e dal bisogno di conoscere più posti e persone possibile, aspetta i 27 anni per capire se è davvero una rock star.

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