Un po’ di sano girl power: IBM Girls’ Night

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Il Talent Garden di via Calabiana, che ha ospitato l'evento su donne e carriera

Il Talent Garden di via Calabiana, che ha ospitato l’evento su donne e carriera

Ci tengo a precisare, prima di iniziare a raccontarvi di questo evento, che non sono io a frequentare esclusivamente luoghi con finte lampadine che scendono dal soffitto, cavi ricarica-ogni-cosa esposti, lavagne, pc e insegne al neon. Sono questi luoghi a spuntarmi intorno per tutta Milano, davvero. La sera in questione (quella del 7 giugno, officer) si è tenuto al Talent Garden di via Calabiana IBM Girls’ Night, l’incontro dedicato alle tematiche donne, leadership e mondo del lavoro.

Prima di ogni altra considerazione, come mai decidere di parlarne in via così ufficiale? E perché continuare a dare importanza alla categoria “donne nel mondo del lavoro”? Non siamo forse nel 2016? Mi trovate d’accordo: l’anno corrente sembra essere quello. Ad oggi – nel 2016 – solo il 50% delle donne italiane fa parte della forza lavoro; il salary gap rimane fermo al 16% (in meno per le donne rispetto ai colleghi che ricoprono uguali posizioni) e difficilmente si raggiunge la quota del 30% di donne ai vertici di imprese e aziende (percentuale che permette di non essere più considerati una minoranza. Ci aggiriamo, in media, attorno al 10% al momento). Eppure, insieme a questi dati, troviamo quelli che ci assicurano le donne si laureino in numero maggiore, tempi più brevi e con voti più alti. Qual è, allora, il problema? E intendo il reale, profondo, intrinseco problema – non le sue diverse ramificazioni, per quanto insidiose.

Le relatrici dell’evento (Michela Catenacci, Eliana Salvi, Barbara Labate, Cristina Farioli, Fabiola Tisbini, e Floriana Ferrara – non preoccupatevi se ora le nomino solamente; lascerò resources per indagare su di loro e le loro intelligenti proposte a fine articolo) consigliano di fare un respiro profondo e indagare il concetto di bias. Questo termine, che potete considerare una inclinazione, una tendenza o un pregiudizio, indica la preferenza attribuita a un’idea, una persona o un gruppo sulla base di motivazioni più o meno consapevoli.

La problematica da affrontare è culturale. Il vecchio – ma attuale – sistema da tempo non è più convincente e si fa sempre più pressante la necessità di scardinare pregiudizi inconsapevoli che spingono gli uomini in posizioni di potere a scegliere – over and over – chi è simile a loro.  Non è, ovviamente, semplice. I carichi di cura sono distribuiti ancora inequamente e le donne fanno il grande errore di autoescludersi. Il mondo del lavoro cambia, migliora e si evolve ma non è ancora del tutto pronto alla neutralità di genere. Allo stesso modo, è inefficace presente un lungo e deprimente elenco di problemi senza proporre una via migliore. Iniziamo, allora, dalla fonte: bambine e ragazze.

Formare le bambine per ottenere donne ambiziose

Cambiare il mindset partendo dalle scuole, ad esempio, è quanto propongono Fabiola e Floriana: partire dai giochi disponibili per le bambine e arrivare a efficaci metodi per promuovere l’empowerment delle ragazze. È necessario lavorare sull’autostima, ragionare al di là degli stereotipi e fornire informazioni in grado di produrre competenze specifiche. Le nostre armi, infatti, sono queste: l’intelligenza, l’ambizione, la competenza e il tempo creano professionalità.

Sul versante delle aziende, innanzitutto, credere nel valore delle donne e poi partire da lì. Fare affidamento sui giovani, collaborare con le università e, in definitiva, essere disposti a includere categorie diverse aprirà la strada a risultati migliori. In futuro vedremo prendere forma nuove concezioni di potere e identità. Il digitale trapasserà molte delle attuali professioni e contaminazione, creatività e autonomia si dimostreranno fondamentali e complesse. Nell’avvicinarsi, anche se lentamente, a queste diverse declinazioni di crescente inclusione, decido allora di accettare il consiglio con cui le donne di fronte a me chiudono la serata, così da passarlo anche a voi: abbiate coraggio. Siate più tolleranti con voi stesse, fate quello che vi piace e rende felici e credete nelle vostre competenze.


Fonti e link utili
Valore D
Progetto NERD?
30% Club Italy
Women's Leadership Council

About author

Veronica Libori

Veronica Libori

Milanese per adozione e preoccupata di dover parlare di sé in terza persona (ma non a tal punto da preferirle la prima), studia Editoria perché da qualche parte c'è il prossimo Rimbaud e qualcuno dovrà pur trovarlo. Nel tempo libero, la si trova passeggiare senza meta per Milano, bere caffè e tentare di capire come conciliare una carriera che si occupi di libri e attivismo. Probabile membro onorario della famiglia Glass.

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