«Vorrei poter dimenticare e fare pace con i miei anni da liceale»

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Immagine dal film An education liceo

Immagine dal film An education

Quando scelsi di frequentare il Liceo Classico della mia città ero così felice che il cuore sembrava scoppiare. Quando salii per quelle antiche scale al fine di perfezionare l’iscrizione mi sembrava di seguire le orme di tanti studenti che, prima di me, avevano studiato per amore della cultura.

Sognavo amici cortesi e un ragazzo che si innamorasse di me e si dichiarasse, timido, mentre studiavamo la Divina Commedia.

Il sogno è durato pochi giorni perché nella mia classe ho trovato solo superficialità e conformismo.
Avevo due possibilità. La prima era essere un leader e plasmare gli altri a mia immagine e somiglianza, la seconda era essere una pecora e seguire il gregge.

Non riuscii a essere un leader ed essere una pecora era, già allora, quanto di più lontano dalla mia natura.

Ho scoperto che essere se stessi, amare lo studio non solo per il voto, essere un po’ timida e non parlare di frivolezze era grave quanto aver ucciso a sangue freddo alcune persone.

Il Liceo, a parte lo studio, è stato un tunnel che sembrava non finire mai. È andata un po’ meglio quando, alla fine del penultimo anno, i miei aguzzini hanno iniziato a odiarsi anche tra loro e così all’ostilità è subentrata una solitudine generalizzata.

Se tornassi indietro cambierei scuola frequentando il Liceo della città vicina. Per fortuna l’Università è stato un sogno. All’improvviso ero bella, simpatica e corteggiata ed era bastato fare 50 km in treno!

Ho 35 anni, ma il sentimento di revanscismo non mi è mai passato e non posso farci nulla, ma mi piace troppo dimostrare ai vecchi compagni cosa sono diventata e chi ho al mio fianco.

Invece vorrei solo dimenticare, ma non accadrà mai.

Ego


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