Alla scoperta del nuovo prototipo di eroe: Mr. Robot

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Rami Malek in Mr. Robot

Ogni mattina Elliot si alza, si inietta la stessa dose di morfina, quotidiana, essenziale. Vede attraverso uno schermo il nostro mondo che lentamente vacilla, cade nel consueto potere dei ricchi, dei più forti, mentre noi, in dormiveglia, assistiamo applaudendo e ridendo, sazi della vanità. «Non certo perché i libri degli Hunger Games ci rendono felici ma perché vogliamo essere sedati. Perché fa molto male non fare finta, perché siamo dei codardi». Parla poco, pensa troppo. Ultimo bullone dell’ingranaggio durante il suo lavoro come supervisore informatico della sicurezza, di notte si cala la maschera, usando quei codici per hackerare lo stesso sistema ed elevarsi a giustiziere.

Chi e cosa è Mr. Robot?

Mr. Robot è una serie televisiva ideata da Sam Esmail. In Italia è quasi sconosciuta sulle reti televisive nazionali, mentre in America sta diventando un vero cult, rinnovata per la seconda stagione. Informatica e computer diventano cornice della misantropia e del crudo realismo di Elliot, che lavorerà poi a servizio di Mr. Robot, un misterioso anarchico-insurrezionalista che lo introdurrà nel gruppo di hactivisti denominato Fsociety. Lo scopo principale dell’organizzazione clandestina è distruggere l’intero sistema bancario liberando l’umanità dai debiti contratti e sottraendo le redini del futuro dalle luride mani dei corrotti.

L’essenza cinica della serie televisiva non allontana né infastidisce lo spettatore, anzi, lo trasporta in una realtà superiore in cui egli stesso può riconoscere quanto attuali siano le vicende del protagonista. Infatti notevoli sono le analogie con Anonymous, Wikileaks o Julian Assange. La vera particolarità della serie però è la magistrale interpretazione di Rami Malek, viso già conosciuto al mondo del cinema grazie all’interpretazione del Faraone Ahkmenrah nella trilogia di Una notta al museo.

L’attore americano di origine egiziana, infatti, per tutto il corso della stagione non si prospetta mai come un vero eroe, dotato di coraggio e fermezza. Anzi, oscilla sempre tra fenomeni paranoici e sociofobia, un equilibrio instabile che però lo porterà ad analizzarsi e soprattutto ad analizzare quell’umanità che gli appare cosi distante. La “scannerizza”, ne intravede i bug e le falle, capisce che l’evoluzione si sta trasformando in un lento virus che ogni giorno genera consumismo il quale, a sua volta, produce nel’’uomo il continuo sentimento di sopraffazione.

Si nasconde sotto il suo cappuccio, Elliot, inorridito dalla “massa”. Preferisce le sue regole informatiche, esseri per lui senza emozioni ma perlomeno dotati di logica. E lì, solo in quella piccola stanza, davanti al computer, mentre costringe i giganti a inginocchiarsi, si sente parte di un mondo che non gli appartiene. Alcuni critici hanno definito Mr. Robot l’erede spirituale di Fight Club. Io invece definirei, purtroppo, il nostro oggi come il miglior erede spirituale del mondo di Mr. Robot.

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Taysier Roberto Mahajnah

Taysier Roberto Mahajnah

Nato a Napoli. 18 anni. Frequenta il liceo classico alla Scuola Militare Nunziatella. Appena può, tra punizioni e marce, coltiva le sue passioni, come il pianoforte, la lettura e soprattutto la scrittura, in particolare la poesia. Ama viaggiare e detesta coloro che appaiono indifferenti alla vita. "Ogni minuto è una scelta. Essere o non essere”.

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