Ellipsis, la rinascita dei Biffy Clyro

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La cover di Ellipsis dei Biffy Clyro

La cover di Ellipsis dei Biffy Clyro

L’8 luglio, appena due giorni prima del loro live agli I-Days di Monza, i Biffy Clyro hanno fatto uscire il loro settimo album, Ellipsis, che dà via a un nuovo percorso musicale della band.
L’album è il prodotto di un anno molto intenso per il trio, che con la depressione di Simon Neil, frontman della band, ha rischiato di perdersi per strada. La bellezza dei testi e dei loro brani sta nel cantare e suonare esperienze vere e reali, perciò Simon ha trovato difficile comporre qualcosa di sentito vivendo in un tour costante per il mondo. Questa incapacità di produrre lo ha spinto in un abisso, unito anche alla perdita di persone a lui care. Fortunatamente Francesca, moglie del frontman, lo ha portato oltreoceano e è stato proprio a Los Angeles che l’album ha preso vita.
Registrato alla Eldorado Regcording Studios, Ellipsis è “il miglior album” secondo la band, mentre secondo i fans non esattamente.

Rispetto ai loro capolavori, Opposites e Only Revolutions, questo album perde un po’ di armonia. I pezzi sono tutti molto profondi e sentiti, come sempre, ma la perfezione non c’è, ed è forse questo che la band intende come il loro miglior album. La prima traccia che apre questo lavoro è Wolves of Winter e quello che sentiamo poco prima che parta la musica è un “Record this?!”. Come a dire, le major musicali vogliono che produciamo qualcosa che vada bene al pubblico e non qualcosa che rispecchia noi stessi. D’altronde, è dal 1995 che fanno musica insieme, con i loro alti e bassi, molto bassi oserei dire, succede che lo stile venga influenzato dalla mera produzione per i soldi, ma per fortuna il trio scozzese ha deciso di tornare a fare la musica che hanno sempre amato fare da quando erano ragazzini.

Nonostante il cambio di panorama si senta un pochino nei nuovi pezzi, l’insieme che ci presentano è eccitante. Ogni brano ha un suo carattere, non si possono fare confronti, ogni brano vive una vita propria e racconta qualcosa che potrebbe toccarci tutti nel profondo.

Ecco cosa raccontano le tracce di Ellipsis

Wolves of Winter è stato ispirato da un documentario che mostrava dei lupi e la loro possessività verso il loro territorio, un paragone usato dalla band per rappresentare il loro atteggiamento difensivo verso la loro musica.

Friends And Enemies è un brano in cui chiunque si può rivedere, perché fa parte della vita perdere gli amici o avere nemici accaniti alle spalle. Per una band questo va a indicare le persone che ti sostengono fino alla fine, nonostante tutto, e chi è pronto a infangare la tua professionalità.

Animal Style è tutto ciò che sono i Biffy: heavy, animal and crazy. Al contrario, Re-Arrange è un brano che esce un pochino dagli schemi classici dei Biffy Clyro, con un sound morbido e fluido, che manca di batteria e di chitarra elettrica, piuttosto mette l’accento sulla voce.

Herex è un ritorno ai classici, con una musicalità che si può ritrovare negli album precedenti. Medicine è la solita canzone acustica che ogni album contiene, ma rispetto alle altre ha un suono puro e limpido, con l’assenza di una batteria o di altri strumenti che potrebbero sovrastare la voce di Simon e la sua chitarra.

Flammable sembra quasi un ritorno al loro album Puzzle, in ogni caso è un ritorno ai classici. On A Bang è esplosiva, scream, cattiva, arrabbiata.

Small Wishes esce completamente dal coro e ti lascia spiazzato. La domanda che ci si pone al primo ascolto è: ma cosa è? Alla fine, però, ci si abitua al suo sound particolare, che nonostante tutto, si sposa bene con il resto dei brani. Una sorta di ribellione all’interno di un album ribelle.

Howl è un brano che sa di teenager e Converse rotte, di liceo ed esperienze indimenticabili.

A chiudere l’album base c’è People. Mi riesce difficile metterla nella categoria della musica dei Biffy Clyro; ha qualcosa che mi spiazza quasi più di Small Wishes, ma è così magica da catturare chi l’ascolta e fargli dimenticare tutti i pensieri. Un finale più che perfetto.

Nella versione deluxe troviamo anche Don’t, Won’t, Can’t, anche questo un brano diverso e nuovo per la band, ma riuscitissimo. Ti prende del tutto e non c’è via di scampo. In The Name of the Wee Man è per davvero un ritorno ai primi Biffy, ai tempi di Blackened Sky, Vertigo of Bliss e Puzzle, alla gioventù.

Nonostante i ritorni al passato, i Biffy Clyro sono cresciuti e, citando un mio amico, si sono finalmente tolti le Converse. Chi vuole intendere, intenda.

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Carmen McIntosh

Carmen McIntosh

Nata nel 1992 e divisa tra gli USA e l'Italia, Carmen impara prima a scrivere che a parlare. Studentessa di Lingue, si nasconde dietro grandi occhiali, libri ancora più grandi e dentro a maglioni enormi. Crede nelle vibrazioni positive di un sorriso e di una risata. Crede anche nell'amore e nei sogni. Carmen è alla perenne ricerca della felicità.

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