PHIFEST: la fotografia che avvicina mondi

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Phifest © partedeldiscorso.it / Marilisa Del Vecchio

Phifest © partedeldiscorso.it / Marilisa Del Vecchio

Che Milano sia bella l’abbiamo capito, e che io ne sia innamorata anche. Ma la cosa più bella che mi sono regalata questa estate è non rinunciare a nulla. Per questo mi obbligo a fare cose, perché, amici, il rimorso fa vivere male.

In agenda mi ero appuntata il Phifest e mi ero anche appuntata “è in un posto bello”. Mancava l’orario, però, per portare a termine anche quest’obbligo. Così ho deciso di godermi Milano alle dieci del mattino di un venerdì che regala vento e zero zanzare – siamo davvero ancora a Milano? La metro è vuota e il Naviglio anche, gente in strada non ce n’è e ti chiedi dove siano tutti – evidentemente dove dovrei essere io, e cioè non in giro.

Arrivo sul Naviglio Pavese passando per Via Magolfa e mi ritorna in mente Alda Merini che viveva lì, e vorrei viverci anche io se solo avessi uno stipendio con uno zero in più (e anche tutte le altre cifre, in effetti). Entro nell’Ex Fornace e un team di giovani ragazzi mi accoglie. È mattina e loro sono efficienti comunque, che invidia. Ci sono foto ovunque – d’altronde è una mostra di fotografia – ma è tutto ordinato e incastrato su muri e reti; infilato dentro chiodi e appeso a delle travi.

Ci sono due stanze per la mostra e una per i workshop, che non seguirò perché toglierei posto a qualcuno che sicuramente ne capisce più di me (ed è anche questo uno dei compiti per le vacanze che mi sono assegnata: riconoscere i miei limiti).

Mi emoziono perché queste foto sono coltellate nello stomaco che ti privano di emozioni per poi risbattertele in faccia regalandoti anche quelle di chi le ha scattate.

Luca Bortolato strappa tele e nasconde visi, mostrando corpi di donne. Mi emoziona perché io non conosco quelle ragazze ma avrei voluto dar loro un abbraccio – così, forse, da ricucire la tela.

Passo almeno cinque minuti davanti alle incantevoli foto di Livio Moiana, che è della vicina Como eppure sembra che la sua arte arrivi da New York, Sydney, Berlino o Londra. Che poi questa frase non significa nulla, detto da me che amo e credo fortemente nell’Italia, però fa figo, dai.

Roberto Deri mi porta in un parco chissà dove, dietro al suo quadro vedo il Naviglio Pavese ed è così che capisco che, mentre sono immersa in un quadro che mi fa pensare a Firenze, perdo di vista Milano e ci ritorno solo quando vicino a me sento un “eh, figa…”.

Perché la fotografia è questo che fa: avvicina mondi.

Decido di sperimentare Shazam e mi faccio una cultura sui quadri che mi appassionano di più. Scopro così che Logan White ha iniziato con autoritratti perché fermamente convinta che il corpo femminile sia come uno specchio. Scopro anche che queste due foto appese sono le mie preferite, anche se mi mettono profondamente a disagio: mi sento spiata e immersa nel prato verde, mi sento nel quadro.

Phifest © partedeldiscorso.it / Marilisa Del Vecchio

Phifest © partedeldiscorso.it / Marilisa Del Vecchio

Ed è così che distrattamente ritorno a casa sbagliando strada due volte, in parte perché sono stupida e in parte perché ancora penso di essere a Firenze – o forse era Londra, oppure Tokyo, non lo so. È così che io, inesperta di tutto ed esperta del nulla, riempio il mio zaino con un po’ di entusiasmo.

Domani il Phifest non ci sarà più, ma ne resteranno i ricordi che, come prezzemolo, rispunteranno nel prato dei miei pensieri.


Artisti: Alessandro Zanoni, Dasha&Mari, Benedetta Falugi, Salvatore Matarazzo, Andrea Tomas Prato, Roberto Deri, Wendy Bevan, Jacqueline Roberts, Logan White, Oliver Blohm, Alessandro G. Capuzzi & Emanuele Dainotti, Livio Moiana, Luca Bortolato.

About author

Mary Del Vecchio

Mary Del Vecchio

Scrive la colonna sonora della sua vita mentre lavora al pc e si riprende dall'allenamento - facendo una foto al tramonto. Milanese di origini non troppo nordiche, appassionata di fotografia e musica. Passando per l'Idroscalo di Milano con molta probabilità la vedrete cadere mentre fa canottaggio. Studia Sicurezza Informatica, è esperta del nulla e curiosa di tutto. Spinta dalla curiosità e dal bisogno di conoscere più posti e persone possibile, aspetta i 27 anni per capire se è davvero una rock star.

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