Stranger Things: l'omaggio di Netflix a King e Spielberg

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Stranger Things, dettaglio della locandina

Stranger Things, dettaglio della locandina

Ormai la popolarità di Netflix è ben nota, così come la qualità del servizio che offre: film, serie televisive, documentari, reality show, talk show, serie animate. I punti di forza del portale di intrattenimento sono molteplici e comprendono la vastità di scelta tra i contenuti, il costo relativamente basso dell’abbonamento e la quantità di piattaforme su cui è possibile utilizzarlo, ma soprattutto le sue serie originali, partendo dalla popolare House of Cards e proseguendo con successi ormai noti quali Daredevil, Jessica Jones, Narcos.

La serie di cui voglio parlarvi è relativamente nuova: Stranger Things ha debuttato su Netflix il 15 luglio 2016 in tutti i Paesi in cui il servizio è disponibile. Il genere è un ibrido tra il fantascientifico, l’horror e il thriller; il cast vanta una brillante Winona Ryder e un bravissimo David Harbour. L’ambientazione è degli anni ‘80 e la trama si sviluppa ad Hawkins, una cittadina non particolarmente vivace dell’Indiana, Stati Uniti.

L’evento che dà inizio a una conseguente catena di avvenimenti è la misteriosa scomparsa del dodicenne Will Byers. I suoi tre migliori amici si daranno subito da fare per cercarlo, così come i familiari e la polizia, che arriveranno in modi diversi alla stessa conclusione: la causa della sua scomparsa è di natura paranormale. Così la trama continua a svilupparsi, arrivando a comprendere esperimenti governativi top-secret, una dimensione alternativa, una strana bambina di nome Undici e forze misteriose dai poteri mostruosi.

I punti di forza di Stranger Things

La storia appare piena di cliché, da sola non fa pensare più di tanto alloriginalità o all’innovazione. Quali sono, allora, i veri punti di forza di questa serie tv emergente targata Netflix? Primo fra tutti, l’andamento: la dinamica è eccezionale, non esistono momenti noiosi, i colpi di scena vi prenderanno alla sprovvista quando meno ve lo aspettate e non riuscirete a credere ai particolari che verranno man mano rilevati.

Al secondo posto, l’atmosfera nostalgica e inquieta che abbraccia la sceneggiatura, la fotografia, la caratterizzazione dei personaggi. Un ruolo importante è svolto anche dalla popolare Should I stay or should I go dei Clash. L’intero stile del telefilm rimanda senza sforzo allo Spielberg e al Carpenter degli anni ’80, ai lavori di Stephen King, al celebre film Stand by me e alla famosa serie televisiva X-Files. Insomma, a tutto quello di cui i più nostalgici possono sentire la mancanza.

Personalmente, il genere in questione mi è sempre interessato, ma la cosa che preferisco di questa serie è che i protagonisti sono un gruppo di ragazzini. La loro innocenza si scontra con la solennità con cui si guardano le spalle a vicenda, la loro ingenuità fa a pugni con la serietà e l’intelligenza con cui si mettono all’opera per ritrovare il loro amico nonostante la cattiveria di ignoti e la terrificante prospettiva di scontrarsi con qualcosa di sconosciuto. Insomma, acclamato dalla critica e con soli otto episodi, Stranger Things (che vi invito a considerare più come un film a capitoli che come un telefilm) è senz’altro un promettente inizio per quello che spero non sia solo un ipotetico sequel.

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Melissa Vitiello

Melissa Vitiello

23 anni, tra Napoli e Istanbul. "Voglio scrivere perché ho bisogno di eccellere in uno dei mezzi di interpretazione della vita", diceva Sylvia Plath.

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