Cinebossy #05 – Harry ti presento Sally

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Cinebossy #05 – Harry ti presento Sally

Cinebossy #05 – Harry ti presento Sally

Non c’è niente di speciale. Quando Harry e Sally si incontrano per la prima volta sono entrambi giovani e stanno lasciando Chicago alla volta di New York, del futuro. Si perdono, si ritrovano dopo cinque anni, si riperdono, si ritrovano per davvero. Nel mezzo, due vite perfettamente normali: nessun avvenimento straordinario, nessuna situazione paradossale. Non c’è neanche una vera e propria storia, nella storia di Harry e Sally. Non c’è niente di speciale, ed è proprio questo a dare una marcia in più a Harry ti presento Sally: ci sono solo le loro esistenze, i loro sforzi per raggiungere un equilibrio, i goffi tentativi di capire e costruire relazioni. E, soprattutto, una regola d’oro: gli uomini e le donne non possono essere amici.

È Harry, forte delle proprie incrollabili, insindacabili certezze, a spiegarlo a Sally fin dal loro primo incontro: uomini e donne non possono essere amici perché, semplicemente, ci sarà sempre quel po’ di attrazione tra i due che renderà impossibile qualsiasi rapporto del genere.

Lasciamo i due a dibattere sulla validità di questa regola, a bordo di un’auto rossa, e li ritroviamo anni più tardi: sono cambiati, inizialmente impacciati, eppure questa regola aurea continua ad aleggiare su di loro. Ci vorranno anni per metterla alla prova, discuterla, applicarla, stiracchiarla, combatterla.


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Vediamo i due protagonisti cambiare e maturare – il cinico Harry che pian piano vede crollare molte delle sue incrollabili certezze, Sally che impara a lasciarsi toccare dalla realtà – intessere nuovi rapporti ed esplorare, senza troppo successo, la giungla delle relazioni umane. Il tutto intervallato da scene in cui si vedono diverse coppie, una alla volta, seduta su un vecchio divano di velluto: mariti e mogli che raccontano come si sono conosciuti e come sono andate le loro relazioni, almeno fino ad allora.

E l’intelligenza di Harry, ti presento Sally sta proprio in queste scene.

Perché è vero che la vicenda dei due protagonisti non ha niente di speciale – tant’è che chiunque potrebbe potenzialmente ritrovarvisi. È vero che tutto è giocato sulla famosa regola d’oro che un momento è avvalorata e il momento dopo è contraddetta e poi di nuovo avvalorata. Però questo film ci racconta anche di tante storie diverse, quelle delle coppie intervistate – tutte storie vere, tra l’altro. Alcune ordinarie, altre parecchio strane. E ci fa capire che possiamo anche costruirci tutte le regole di questo mondo per cercare di trovare un filo a quel complesso garbuglio che sono le relazioni tra uomini e donne, ma una regola non esiste.

È tutta una serie di emendamenti, di eccezioni. La storia di Harry e Sally, la loro regola, è solo una storia, solo una regola. Inutile cercare di dare un ordine a qualcosa che di per sé è disordinato, caotico e sempre diverso. E che – ci dicono gli sguardi delle coppie sul vecchio divano di velluto – è affascinante proprio per questo.


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Guendalina Ferri

Guendalina Ferri

Sono nata 19 anni fa e non ho più smesso. Curiosa per scelta, lettrice per necessità, miope per sfiga. Un giorno farò la giornalista o il marinaio, devo ancora decidere.

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