Edimburgo, una piccola guida tra cornamuse e kilt

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Edimburgo, foto di Carmen McIntosh

Edimburgo, foto di Carmen McIntosh

Edimburgo, Scozia, terra dei celti, delle cornamuse, dei kilt e di Braveheart. Si sente dire spesso che gli scozzesi sono più chiusi e rudi degli inglesi, meno gentleman e più barbari; che bevono molto e che friggono qualsiasi cosa capiti loro in mano, “friggerebbero anche loro nonna” dicono spesso. In una settimana di vacanza in questa città, mi trovo a sfatare ogni falso mito attorno a questo popolo. Mi sono trovata con alcuni scozzesi ubriachi a giocare a skittles – una specie di bowling casereccio, composto da birilli, una pista in legno corta e delle palle di ferro piccole, il tutto in una stanza nel retro di alcuni pub. Persone simpatiche e cordiali, che volevano pure offrirci da bere e che ci hanno augurato un buon proseguimento nella loro città. Un giorno mi sono trovata a scherzare con una coppia di anziani al semaforo dei pedoni, dopo aver rischiato di lasciarci la pelle sotto un autobus.

Ho provato a spiegare a chi mi ha chiesto come avessi passato le vacanze quanto Edimburgo sia bella e completamente diversa da quel che ci si aspetta da essa e, soprattutto, da una grande città. L’ho ritenuta la sorella minore e timida, che vive nell’ombra della sorella maggiore Londra, cattiva e snob. La capitale scozzese è sicuramente una grande città, ma il ritmo di vita è nettamente più lento rispetto alla capitale del Regno Unito: le persone camminano più lentamente, chiedono scusa se ti urtano, portano pazienza e hanno più voglia di scambiare due parole, anche se li guardi con aria interrogativa, cercando di capire cosa abbiano detto nel loro accento, incomprensibile a orecchie poco allenate. Non troverete la stessa eleganza, che caratterizza la maggior parte dell’architettura londinese, piuttosto sarete circondati da palazzi scuri, ombrosi, dello stesso colore della roccia vulcanica che costituisce la base su cui poggia il castello e la collinetta di Arthur’s Seat. La città scozzese non è come le altre capitali europee, è impregnata di cultura celtica, ci sono cornamuse a ogni angolo e molti uomini in kilt. Gli scozzesi sono orgogliosi della loro terra e cultura, quindi se come me amate tutto ciò, allora questo è il “place to be” per voi.

Cosa vedere a Edimburgo

Vi propongo alcune cose da vedere e fare per poter vivere al meglio questa magnifica città. Innanzitutto, armatevi di scarpe comode, camminerete molto e dovrete affrontare parecchie salite; in seguito, iniziate la visita nella Old Town. La Old Town mantiene ancora la sua struttura medievale ed è attraversata dal Royal Mile, la strada che collega il Castello di Edimburgo alla residenza estiva della regina, Holyrood Palace. Da questa strada si diramano altri vie laterali, ricche di vedute carine e angoli nascosti, caratterizzate da close, wynd e da scalinate.

Il giro che vi consiglio di fare è di partire da Lawnmarket, infilatevi nel Fisher’s Close e percorrete Victoria Terrace, strada-terrazzina che si affaccia sulla colorata Victoria Street. A un certo punto trovate delle scale, discendete da lì verso Grassmarket, anticamente mercato del bestiame e anche il luogo dove si tenevano esecuzioni capitali. All’estremità orientale della piazza troverete un monumento dedicato ai covenanters, martiri di un movimento politico e religioso del diciassettesimo secolo. Proseguite poi su The Vennel, una scalinata che porta al Flodden Wall, quello che resta delle antiche mura cittadine, e continuate il percorso verso la George Heriot’s School, uno dei palazzi più poderosi della Old Town, usato anche come ispirazione per Hogwarts in Harry Potter.

Dopo esservi gustati un po’ di riposo sul parco immenso della scuola, potete continuare la visita verso il Greyfriars Kirkyard, uno degli angoli più suggestivi della città e al cui interno potete trovare la tomba di Tom Riddle, aka Voldemort per chi non sapesse. In realtà, non è la sua tomba ma semplicemente un povero scozzese che porta il suo nome e che viene “disturbato” dai fans. Molti vengono in questo cimitero anche per una piccola pausa pranzo o per riposarsi, questo per farvi capire quanto sia bello come cimitero. All’entrata principale troverete la statua di Greyfriars Bobby, il cane simbolo della città, divenuto famoso perché passò quattordici anni sulla tomba del suo padrone fino alla sua morte.

Se la passeggiata non vi ha stancato troppo, vi consiglio di andare al National Museum of Scotland, un museo che raccoglie al suo interno tutto quello che il mondo e la Scozia ha da offrirvi, partendo dagli animali alla tecnologia, passando per le culture del mondo e la storia scozzese. Un piccolo avviso: in generale i musei chiudono alle cinque di sera, per cui arrivate presto. Questo museo l’ho visto in velocità in due giorni, per un totale di tre ore, per cui fate attenzione all’orologio. Il Castello merita ovviamente una visita; vi consiglio di prenotare online il biglietto e di andarci all’una, quando fanno il One O’Clock Gun, una tradizione antica della città. L’entrata al castello costa € 20 (£ 16,50) ma ne vale la pena.

Dove rilassarsi, tra parchi e caffè

Suggerimenti per una pausa pranzo o caffè nella Old Town: prendete Cockburn Street oppure Victoria Street, altrimenti potete provare a prendere posto all’Elephant House, famoso per essere il luogo di nascita di Harry Potter, oppure un classico Starbucks vicino al Royal Mile Market, mercatino con caffetteria che si trova in una chiesa sconsacrata sulla Royal Mile. Sempre sulla Royal Mile trovate Forsyth’s Tea Room, un posticino piccolo, carino e intimo dove prendere un ottimo tè delle cinque.

Dopo esservi riposati come si deve durante la notte, partite presto la mattina per farvi un bellissimo giro ad Holyrood Park e su Arthur’s Seat. Il parco si estende per 280 ettari con un ambiente molto variegato: si possono vedere cime rocciose, tratti di brughiera, piccoli loch e la piccola montagna vulcanica chiamata Arthur’s Seat. Potete comportarvi in due modi qui: prendere subito la strada più veloce per la cima, oppure fare un lungo giro panoramico prima toccare la punta della montagna. Io vi propongo quello panoramico.

Partite dal Duke’s Walk e andate in direzione del St Margaret’s Lochun laghetto artificiale ricco di cigni e anatre. Da lì prendete la strada a sud dello stagno, che vi porta alle rovine della St Anthony’s Chapel, costruzione che risale al quindicesimo secolo e dall’origine ignota. Scendete e dirigetevi verso St Margaret’s Well, una costruzione del tardo gotico che protegge un pozzo, che si trovava originariamente al Meadowsbank. Proseguite sulla Radical Road, la lunga curva rocciosa del Salisbury Crags e voluta da Sir Walter Scott per dare lavoro a tessitori disoccupati. Sulla punta cercate un macigno su cui è incastonata la Hutton’s Section, che spiega come James Hutton nel 1786 avesse usato il crags per provare che si fosse formato dal raffreddamento della lava fusa. Da qui proseguite sulla Queen’s Drive, una strada panoramica carreggiabile.

Ora avete due opzioni: salire verso Arthur’s Seat o scendere verso Duddingston Village attraverso la Jacob’s Ladder. Posso assicurarvi che la fatica per salire sulla cima è ripagata dalla visuale magnifica di tutta la città che circonda la collina vulcanica. Nelle giornate di sole il vento è fortissimo e rischierete spesso di perdere l’equilibrio, ma sedetevi su una roccia e godetevi la natura e il panorama mozzafiato. Se non siete allenati, non preoccupatevi, avrete male alle gambe e ai piedi il giorno dopo, ma non è insopportabile. Una volta deciso dove andare, fate un salto al Duddingston Loch e al villaggio, al cui interno troverete una adorabile kirk, chiesa, con un giardino nascosto chiamato Dr. Neill’s Garden, un giardino magnifico e rilassante, ottimo dopo la scalata per prendere fiato. Se è ora di cena o quasi, vi consiglio di fermarvi al Sheep Heid’s Inn, uno dei pub storici di Edimburgo, che propone ottima cucina scozzese, ottima birra e una pista di skittles, che va assolutamente provato!

Il giorno dopo avrete sicuramente qualche acciacco, soprattutto se non siete allenati a scalare colline e vulcani, ma non perdetevi d’animo e partite di nuovo alla volta del Royal Botanic Garden, il giardino botanico di Edimburgo, che costituisce un’oasi verde nel cuore di Stockbridge. Vi consiglio di prenderla con comodo e di andare a fare colazione da Earthy, un shop-cafè organico, biologico e green. Sì, vi sto proponendo una giornata molto green.

Dopo aver visitato tutto il giardino botanico dirigetevi alla Water of Leith Walk, una passeggiata lungo il fiume di Leith, quartiere portuale della città, insieme a Portobello, dove invece c’è la spiaggia. Percorretelo fino al Dean’s Village, un altro piccolo villaggio carino nel cuore della città. Da lì uscite e andate a vedervi i due musei di arte moderna. Piccolo avviso: il Scottish National Gallery of Modern Art Two è dedicato a mostre temporanee, mentre il Modern Art One ha la mostra permanente di arte moderna. Oltre agli esterni imponenti, anche gli interni meritano quanto i quadri al loro interno.

Pausa caffè? Potete fermarvi alla caffetteria del museo, oppure dirigervi a The Caffeine Drip nella New Town, che non sembra il massimo da fuori ma vi assicuro che merita la camminata.

La New Town, l’Edimburgo moderna

È il turno della New Town, la parte nuova di Edimburgo, la più elegante e scintillante. Fatevi una passeggiata attraverso Princes Gardens, date un’occhiata al Scott Monument e al Floral Clock. Andate a gustarvi l’occhio al National Gallery of Scotland e dirigetevi verso Calton Hill, la collina opposta al castello, sulla quale potete trovare il Nelson Monument, The National Monument, The Dugald Stewart Monument, The Robert Burns Monument, The Political Martyrs’ Monument e The City Observatory. È anche la sede del Scottish Parliament Building e ai piedi della collina c’è il Holyrood Palace. Da questa collina si vedono la Old Town e la New Town in contrapposizione tra di loro, ma anche in totale armonia. Il momento migliore per salire è al tramonto, che tinge di rosa tutto intorno. È possibile salire sul Robert Burns Monument, che sembra un tempio greco, purtroppo incompiuto, ma attenti a salire: è molto alto e potreste cadere o farvi male, quindi fatevi aiutare, a meno che non siate dei grilli.

Per la pausa perfetta, passate al Broughton Deli, o in qualche altro cafè in quella zona, altrimenti back to Old Town.

Last but not least, troviamo Portobello, la spiaggia di Edimburgo a est della città. In pratica è come stare in una piccola cittadina attaccata alla capitale; trovate di tutto, dai ristoranti alle caffetterie, ai supermercati, alla stazione di polizia e il municipio. Una zona tranquilla, molto scozzese visto che pochi turisti alloggiano in quella zona. Il Promenade è perfetto per una passeggiata e per respirare aria di mare, aria fredda di mare anzi. Se dopo tutti gli spostamenti nella big city volete prendervi una pausa e cenare in spiaggia, vi consiglio un hamburger home-made al Man On Fire con una buona birretta. Sarete circondati da famiglie con bambini e cani, vedrete barche a vela navigare sulle acque calme del Mare del Nord e anche pazzi scozzesi farsi un bagno senza morire congelati.

Nightlife: Espionage, The Three Sisters, The Jazz Bar nella Old Town, giocate al The Esplanade a Portobello, oppure andate in un pub che vi ispira e rilassatevi.

Shopping: andate da Armstrong & Son e da Herman Brown per il vintage, da Underground Solu’shun e Unknown Pleasures per la musica, da Edinburgh Books per i libri e sulla Princes Street per il resto dei negozi.

Questa è la mia Edimburgo, quella che ho esplorato e vissuto, di cui mi sono innamorata e che crudelmente mi ha rapito anima e cuore. A voi lettori auguro un buon viaggio, perché ora dovete, e dico proprio dovete (è un obbligo), partire per Edimburgo.

(si ringrazia la collaborazione della guida tascabile della Lonely Planet per avermi fatto da guida)

About author

Carmen McIntosh

Carmen McIntosh

Nata nel 1992 e divisa tra gli USA e l'Italia, Carmen impara prima a scrivere che a parlare. Studentessa di Lingue, si nasconde dietro grandi occhiali, libri ancora più grandi e dentro a maglioni enormi. Crede nelle vibrazioni positive di un sorriso e di una risata. Crede anche nell'amore e nei sogni. Carmen è alla perenne ricerca della felicità.

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