I Medici, rinascimento pubblico [ANTEPRIMA]

0
Dustin Hoffman ne I Medici

Dustin Hoffman ne I Medici

La scalinata che dal Cortile del Michelozzo porta al Salone dei Cinquecento, in Palazzo Vecchio a Firenze, ha gradini ampi e bassi: una faticaccia salirli. Se ne sono accorti anche Frank Spotnitz e Sergio Mimica-Gezzan, rispettivamente sceneggiatore e regista della nuova serie tv I Medici, in onda su Rai 1 a partire dal 18 ottobre. E subito si sono chiesti il perché di quegli scalini alti pochi centimetri che frenano a metà, bruscamente, il passo.

Ci tengono a precisarlo, i produttori e i responsabili Rai: nessuna scena è stata riprodotta su un set. Fa eccezione, ovviamente, la cupola del Brunelleschi: nel Quattrocento Santa Maria del Fiore era un gigantesco cantiere a cielo aperto che è stato riprodotto al computer. Ma il Battistero – dove Cosimo si reca a pregare – è veramente il Battistero, ad esempio. Le strade di Firenze sono le strade di Firenze. E le scale sono le scale. La risposta è nota a chi ha a che fare con gli antichi palazzi fiorentini: un tempo i gradini erano fatti in modo tale che anche i cavalli potessero salirli. Insomma, non si sapeva mai. Da questa rivelazione, ha spiegato Spotnitz durante la conferenza stampa che si è tenuta il 14 ottobre nello stesso Palazzo Vecchio, è nata un’intera scena della serie tv. D’altronde, la storia de I Medici (e dei Medici) è indissolubilmente legata a quei luoghi: vissuti, voluti, costruiti, amati, combattuti. Nessun set avrebbe potuto ricrearne la bellezza e la potenza.

«Il progetto è nato da una forte volontà di rinnovamento da parte della Rai» spiega Tinni Andreatta, direttrice di Rai Fiction. «D’altronde ormai ci si deve muovere in un mercato globale, dove la competizione è internazionale e fortissima». Un salto necessario ma ardito, probabilmente, per una rete che da anni si limita a riproporre stagioni e stagioni di serie tv che si somigliano un po’ tutte o a riciclare format stranieri. Ecco perché, per colmare la distanza tra I Medici e Un medico in famiglia, si è pensato di rivolgersi a esperti del settore americani. «Avevamo bisogno della capacità di storytelling americana» spiega Luca Bernabei, produttore della serie.

Luci e ombre de I Medici

I Medici è una serie tv giocata sulle dicotomie. Luce e ombra: «Abbiamo cercato di riprodurre la luce del Quattrocento, quella dei grandi pittori rinascimentali» aggiunge Bernabei, specificando che il gusto che permea lo sceneggiato è tutto italiano. Le luci calde delle strade fiorentine cedono il passo al buio delle immense sale dei palazzi che a loro volta sfumano nei giochi di ombre degli studi degli artisti.

Azione e pensiero: perché al centro di tutto c’è Cosimo de’ Medici (interpretato da Richard Madden), primo vero signore di Firenze, quello che la Storia chiamerà Il Vecchio e che nella vita avrebbe voluto fare tutto fuorché il banchiere e il politico. La serie ci presenta Cosimo come un uomo diviso tra gli interessi della famiglia e la sua reale inclinazione: quella di artista. Nelle scene rapide che ci mostrano i conflitti tra le famiglie, i giochi di potere e i misteri attorno alla morte di Giovanni de’ Medici (Dustin Hoffman), si inseriscono momenti più lenti, silenziosi, spesso sottolineati da una luce lunare, bianca e strana come in un dipinto di Piero della Francesca.

Antichità e modernità: perché – spiega Spotnitz all’appunto di un giornalista che rileva un’incongruenza storica nel primo episodio – l’intento del film non è quello di restituire una biografia storica completa e comprovata. Sarebbe in ogni caso difficile, «perché il periodo è molto antico e le fonti spesso in disaccordo tra di loro». L’intento è quello di far capire allo spettatore cosa il Rinascimento ha significato per la Storia, l’arte, l’umanità. Cosa la famiglia de’ Medici abbia cambiato e come questi cambiamenti si ripercuotano sull’oggi.

Sarah Felberbaum e Richard Madden ne I Medici

Sarah Felberbaum e Richard Madden ne I Medici

“I Medici hanno cambiato Firenze prima che Firenze cambiasse il mondo”, tuona lo spot promozionale in onda in questi giorni su Rai 1. Non volevano raccontare la storia di una grande famiglia lasciandola a impolverire nel passato. Ma come rendere questa modernità, questa potenza sempre attuale? Coi costumi, ad esempio: «Sono moderni, non da museo» spiega Bernabei. Come se un uomo moderno provasse a immaginare la moda del Quattrocento. Anche la colonna sonora è centrale: spazia dalla musica classica all’elettronica. La canzone Renaissance, scritta da Paolo Buonvino e Skin, ne è un chiaro esempio: ha un inizio melodico, tranquillo, quasi sommesso; poi esplode. Mischia il sapore antico degli archi, il ritmo incalzante dei tamburi, la voce graffiante di Skin. «Una regina del rock che canta nel Rinascimento», sorride Bernabei.

Ed è questo che salva I Medici, che gli impedisce di essere l’ennesimo prodotto privo di accuratezza storica e più imperniato sull’epicità che sulla qualità: che, come Spotnitz ha spiegato al giornalista, «we don’t care». Non ci interessa ricreare una perfetta biografia storica come se fosse un documentario: ci interessa trasportare la modernità nell’antichità e l’antichità nella modernità. È così che si può vivere in modo più consapevole la Storia, d’altronde: guardando al passato con gli occhi del presente. Cercare di comprenderla lasciandola nella propria polvere sarebbe una faticaccia. Quasi quanto salire la scalinata di Palazzo Vecchio.

About author

Guendalina Ferri

Guendalina Ferri

Pistoia, 22 anni. Curiosa per scelta, lettrice per necessità, miope per sfiga. Un giorno farò la giornalista o il marinaio, devo ancora decidere.

No comments

Potrebbero interessarti

Gimme Danger © Byron Newman: Iggy Pop agli Olympic Studios, London (1972)

Gimme Danger: ti presento gli Stooges [ANTEPRIMA]

[caption id="attachment_9206" align="aligncenter" width="1300"]

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi