Musicisti dell'Est Europa? No grazie

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Musicisti di strada

Musicisti di strada

Negli ultimi mesi l’Europa ha subito un colpo non indifferente a causa del voto sulla Brexit, il quale ha dato il via a malcontenti generali e preoccupazioni sempre più crescenti. Questo avvenimento ha colpito i più svariati aspetti della quotidianità, ogni campo lavorativo e, come vedremo, ha colpito anche il modo di pensare delle persone a cui si rivolge in maniera più specifica, che vivono nei luoghi protagonisti del referendum.

Lo scenario della vicenda di cui si parlerà è Bath, città situata nel Regno Unito. Per le sue vie è possibile incontrare artisti di strada che suonano musiche di ogni genere e provenienza, ma quest’ultimo aspetto ultimamente sembra infastidire i cittadini del posto.

La situazione è stata raccontata da Nik Jovcic-Sas, violinista serbo, sul giornale Bath Chronicle, mettendo in evidenza gli atteggiamenti razzisti da parte dei cittadini nei confronti di musicisti originari dell’Est Europa, non ritenuti degni di poter condividere il loro stesso territorio e di poter eseguire brani non facenti parte della cultura occidentale.

Nik suona per le strade della città da ben 12 anni, tempo in cui sia lui sia i suoi colleghi sono sempre stati apprezzati, dove il loro Paese di origine non ha mai avuto rilevanza alcuna, sentendosi di essere nel luogo giusto, sentendosi a casa. Il fenomeno Brexit, però, ha dato fine a quel che era il passato e ha impiantato nelle menti degli abitanti del posto pensieri xenofobi, impregnati di odio e cattiveria. Un esempio lampante di questo clima ostile viene dato dallo stesso violinista, che racconta l’esperienza di un suo collega moldavo a cui, durante l’esecuzione di un brano, fu detto: «Dovresti tornare nel tuo Paese».

Questo è solo uno dei molteplici scenari a cui si può assistere tra una nota e l’altra, generando un forte sconforto nel cuore di chi subisce simili attacchi, sconforto a volte unito al timore di uscire dalle proprie abitazioni. Per descrivere lo stato d’animo da loro vissuto, Nik usa parole molto forti: «Quel che penso è che la Brexit ha incoraggiato le persone e dato credibilità all’idea che noi siamo essenzialmente dei parassiti alieni che tolgono ogni energia al Regno Unito».

In linea generale, tale trattamento è riservato ogni giorno a tutti coloro che non sono originari del posto in cui attualmente vivono, rendendoli non solo vittime di violenza verbale, ma, talvolta, anche di violenza fisica. Statistiche ufficiali rilasciate il 13 ottobre, infatti, rivelano l’aumento nel mese di luglio del 41% di crimini a sfondo razziale rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Precisamente, si contano 5468 reati e, tra questi, più di 500 sono stati consumati a luglio, contro i 187 avvenuti nel luglio 2015.

Questi dati ci aiutano a comprendere quanto la situazione sia critica in quel che solo poco tempo fa poteva essere ritenuto uno dei luoghi maggiormente disponibili nei confronti di coloro provenienti dall’estero, e quanto sia arduo per questi ultimi vivere in quelle zone, dovendo incessantemente sentire sulle proprie spalle il peso dell’essere diversi.

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Elvira Petrarca

Elvira Petrarca

Nata nel 1997, vive di pane e pianoforte. Ama l'arte in ogni sua forma e viaggia sempre con una penna ed un quaderno in mano per poter raccontare ciò che più la incuriosisce.

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