Dove finiscono le lacrime?

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Agnes Cecile, Breathing

Dove finiscono le lacrime? Dove finiscono le piccole gocce che mettono radici, ogni volta che ingoiamo una piccola lisca? Dove finiscono, dopo aver accarezzato i contorni del viso, aver corteggiato la bocca come un’amante per poi ritirarsi all’ultimo secondo? Cosa rimane delle lacrime dopo, dopo che sono scivolate lungo tutto il corpo e sono atterrate con violenza sul pavimento?

Le lacrime hanno sempre esercitato in me una sorta di fascino. Rappresentativo è il fatto che siano espressione non solo di dolore fisico, tristezza, rabbia, indignazione, ma anche di sentimenti come gioia, commozione, felicità. Spesso critico me stessa per essere troppo sensibile. Una scena particolare di un telefilm o il finale di un libro possono far scattare la lacrimazione. A volte, anche quando provo una sensazione perfetta di benessere, mi ritrovo con gli occhi umidi senza quasi accorgermene. A cosa servono, quindi, le lacrime?

Sono riuscita a individuare almeno due funzioni. La prima è una sensazione di benessere, star meglio dopo che ci si è trattenuti per giorni e poi ci si è lasciati a un pianto emotivo. L’umore ha una rapida risalita. La seconda è la funzione comunicativa che trasporta in sé. Gli occhi umidi sono, nella loro silenziosità, un potente segnale comunicativo – perlomeno nella cultura occidentale, nella quale molta della comunicazione non verbale avviene tramite gli occhi – di una ferita psicologia o fisica. Una richiesta d’aiuto non invasiva. O l’espressione nobile di un sentimento.

Quando un sentimento ci prende con forza, con intensità tale da provocare una scossa nella nostra interiorità, le lacrime rappresentano qualcosa di essenziale per la nostra anima. Qualcosa che, fino a quel momento, si nascondeva e forse nemmeno sapevamo esistesse. Qualcosa che le parole non conoscevano, non riuscivano a identificare e non erano capaci di esprimere. Forse è dalle lacrime che nasce l’opera migliore.

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Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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