I Medici: boom di ascolti per una serie deludente

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Richard Madden ne I Medici

Richard Madden ne I Medici

Il primo luglio 2016 viene mandato in onda il primo spot televisivo della serie-tv anglo-italiana I Medici. I primi due episodi, trasmessi in anteprima mondiale il 18 ottobre su Rai 1, sono stati un vero e proprio successo sia per quanto riguarda gli ascolti, con più di sette milioni e mezzo di spettatori, che per il riscontro sui social; quasi tutti gli spettatori si sono sentiti in dovere di condividere col mondo le loro opinioni sulla serie, soprattutto per dimostrare il loro entusiasmo verso un tv-show che rappresenta sicuramente una novità per il panorama italiano, o anche semplicemente per partecipare a un fenomeno che, prima ancora di cominciare, era già di massa: un esempio sono i numerosi likes & share su Facebook e lhashtag #imedici in vetta alla classifica dei TT mondiali. Se n’è parlato, insomma, fino allo sfinimento.

La serie di produzione internazionale vanta un cast strabiliante e variegato: da Dustin Hoffman nei panni di Giovanni de’ Medici a Richard Madden, famoso per il ruolo di Robb Stark nella serie TV HBO Game of Thrones, che interpreta il protagonista Cosimo de’ Medici; ma anche Alessandro Preziosi, Sarah Felberbaum e Miriam Leone. Creata da Frank Spotnitz (X Files) e Nicholas Meyer (Star Trek II) e diretta da Sergio Mimica-Gezzan, la serie è completamente girata a Firenze, nei luoghi che hanno fatto da sfondo, e talvolta anche da protagonisti, alle vicende della famiglia fiorentina più cool del XV secolo (tranne ovviamente che per le scene in cui l’azione si sposta a Venezia o a Roma). Gli ingredienti perfetti per un successo globale, giusto? Sbagliato.

Sebbene porti con sé tante innovazioni, lo show presenta anche, a mio avviso, tantissime mancanze, che cercherò di analizzare con ordine. Parliamo, ad esempio, del doppiaggio molto scadente e quasi mai in sincrono. Io mi chiedo, perché? Perché avere nel cast attori come Dustin Hoffman o Richard Madden per poi doppiarli in maniera veramente scadente? E il loro doppiaggio non rappresenta nemmeno il problema maggiore. Ammetto di non aver mai visto una serie TV originariamente in inglese doppiata in italiano e di avere una seria intolleranza verso i doppiatori in genere; tuttavia, vedere attori italiani recitare in inglese per poi diventare i prestavoce di se stessi diventa quasi intollerabile. Inizialmente pensavo che i doppiatori di alcuni degli attori fossero stati davvero impietosi, rovinando performance già di per sé non proprio notevoli. Poi ho scoperto che le voci più imbarazzanti sono proprio quelle doppiate dagli attori stessi.

Pur volendo essere clementi e tolleranti, diciamocelo: Marco Bello (interpretato e doppiato da Guido Caprino, aka commissario Manara) con l’accento siciliano non si può sentire. La performance più povera è forse quella di Valentina Bellè, giovane attrice veneta che interpreta Lucrezia Tornabuoni, che sembra non abbia molto da offrire alla serie se non qualche broncio che si alterna di tanto in tanto a un’espressione costantemente meravigliata. Il suo personaggio, già di per sé abbastanza inutile, è stato reso ancora meno piacevole dal suo auto-doppiaggio piatto e privo di emozioni.

Un'immagine tratta da I Medici

Un’immagine tratta da I Medici

Ciò che più mi ha stupita è che la maggior parte delle critiche che sono state rivolte alla serie riguardano le “inesattezze storiche” delle vicende dei protagonisti, che si distanziano molto dai fatti realmente accaduti. Io non le chiamerei inesattezze, perché le incongruenze con i fatti storici di certo non sono frutto di qualche sceneggiatore inattento: non ci vuole molto ad esempio a verificare che Giovanni de’ Medici sia morto di vecchiaia nel 1429, e non sia mai stato avvelenato. Sin dai primi secondi del primo episodio è chiarissimo che l’intenzione dei produttori non è di certo di restituire un resoconto fedele e accurato delle vicende della celebre famiglia fiorentina. I Medici non è di certo la prima serie TV storica che si ispira liberamente a eventi realmente accaduti modificandoli, distorcendoli o inventando interi episodi di sana pianta (The Borgias, The Tudors, Reign sono degli esempi) al fine di rendere i fatti più accattivanti e piacevoli per il pubblico.

Ha davvero funzionato? Questo è abbastanza discutibile. Per me, il confine tra una serie TV popolare/di massa e una semplicemente mediocre è sottilissimo. La trama è abbastanza accattivante, con qualche colpo di scena qua e là, ma talvolta poco chiara cronologicamente: a volte si fa fatica a capire se tra una scena e l’altra sia passato un mese o un anno. In un cast vario e internazionale, pochi sono gli attori che si distinguono: ne sono un esempio l’attrice inglese Annabel Scholey nei panni di Contessina de’ Bardi e Alessandro Sperduti che interpreta Piero de’ Medici. Un po’ deludente invece Madden, ancora troppo Stark, che, messo decisamente in ombra dalle donne di casa Medici, non rende per niente la grandezza del personaggio che interpreta. Eccentrico e simpatico invece il Filippo Brunelleschi di Alessandro Preziosi, a cui speriamo venga dato più spazio nella prossima stagione.

Concludendo, Medici: Masters of Florence è una serie sicuramente innovativa e originale, una delle poche nel panorama italiano – che, per fortuna, sta prendendo ispirazione sempre più dai maestri d’oltreoceano – che però non ha soddisfatto appieno le aspettative degli spettatori più esigenti e abituati a tv show stranieri di altissima qualità. Ci auguriamo che nella prossima stagione l’ambizione di chi ha ideato e creato la serie eguagli il prodotto finale e che l’imponente cupola autoportante, la sigla e gli occhi mozzafiato di Richard Madden non siano gli unici elementi indimenticabili della serie.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ha vissuto nei Paesi Bassi senza saper andare in bicicletta e in Spagna pur odiando il rumore. Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri, il cocco, la birra e i cani. Studia giornalismo, ma è ancora incerta circa la sua vocazione. Vorrebbe vivere lungo abbastanza da assistere all'invenzione del teletrasporto; sogna di esplorare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di pizza senza ingrassare.

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