Intervista ad Asia Ghergo, la ragazza che ha conquistato la scena indie

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In foto, Asia Ghergo

In foto, Asia Ghergo

Ho scritto ad Asia Ghergo forse non aspettandomi nemmeno una risposta, figuriamoci una così entusiasta. Le propongo un’intervista tranquilla poco dopo le 9:00 del mattino, mentre sono in viaggio su un economico Flixbus, e il suo messaggio arriva dopo appena un minuto. È spontanea, onesta e subito amichevole: “Ma certo”, commenta, con una certa sovrabbondanza di vocali finali (e svariate emoji, da parte di entrambe). C’è quasi un eccesso di modestia in questa situazione – dalla mia valigia da fuori sede piena, ovviamente, di cibo meridionale alla sua inaspettata e immediata disponibilità – ma è perfetto così: mi sembra di parlare con un’amica storica.

Quando mi arrivano le sue risposte, anche queste molto velocemente, scrive: “Innanzitutto sono molto felice di rispondere alle tue domande, grazie per quest’opportunità”. Il suo entusiasmo è contagioso e non riesco a evitare di sorridere mentre leggo ciò che ha scritto. “Sarebbe stato divertente fare quest’intervista da vicino”, ci eravamo dette, ma i chilometri sono quello che sono e bisogna accontentarsi. Anche via email mi è stato comunque possibile percepire quel clima familiare, da tavolo per due e caffè al bar, che avremmo desiderato per la nostra chiacchierata. Questo grazie alla cordialità di Asia che, oltre a essere simpatica, lo garantisco, è anche talentuosa.

Asia Ghergo, un canale YouTube e tantissime cover indie (nelle sue diverse accezioni, da Calcutta agli Arctic Monkeys). Com’è nato tutto questo?

Tutto è iniziato un anno fa circa, quando per divertirmi avevo cominciato a postare qualche cover su Facebook, registrate con cellulare, molto scrause, si trovano ancora sul mio profilo se qualcuno le volesse vedere. Il genere non era ancora ben definito: ho fatto la cover di Creep per esempio, dei Radiohead, oppure Skinny Love, con l’ukulele. Ricordo che notai feedback positivi; la gente, i miei compagni di scuola soprattutto, mi scriveva facendomi i complimenti, qualcuno le condivideva anche. Un giorno un mio caro amico mi ha suggerito “Dovresti aprire un canale YouTube, ce l’hanno cani e porci, secondo me tu andresti bene”. All’inizio ero tipo “Ma dove vado io, chi mi si caga, non sono capace” e poi inizia l’estate, giugno, la spiaggia. Non essendo un’amante del mare, quando potevo rimanevo a casa a suonare. Era il periodo in cui ascoltavo indie a manetta, in particolare ero impallata con Calcutta. Un giorno, il 20 giugno, ho preso la telecamera che mi avevano regalato i miei al compleanno, che prima usavo solo per girare piccoli cortometraggi o per filmare i miei amici alle feste, e registrai la cover di Del Verde. Buona la prima. Il canale già l’avevo dal 2013, inutilizzato, e la postai. Poi la condivisi su Facebook, e su Calcutta Gruppo Di, il suo fanclub, e niente, anche qui ricevetti molti complimenti. Da quel momento non mi sono fermata un secondo, condividevo tipo 3 cover a settimana: i Thegiornalisti, i Verdena, l’Officina della camomilla. Poi per farle vedere a chi magari poteva essere interessato le pubblicavo anche sui gruppi Facebook di queste band. La cosa più gratificante è stato vedere il Management (Management del dolore post-operatorio, band indie abruzzese, ndr) pubblicare la cover di Il nostro giovane e libero amore, ma anche Cosmo, gli Ex-Otago, l’Officina della Camomilla e Lodo Guenzi fare lo stesso sulle loro pagine, life goals che mi hanno resa veramente felice. Per non parlare di tutta la gente che mi ha supportato, che mi ha mandato messaggi bellissimi, che io ho screenshottato e che rileggo quando sono triste (ride, ndr). Non mi sarei mai e poi mai aspettata di arrivare a una cosa del genere.

Quello che però ci dice di più sui tuoi gusti, musicali e non, è la tua cameretta. Warhol e Gauguin, Electrick ChildrenThe Ring, Van Halen e Sex Pistols. Che significato hanno per te?

La mia camera è piena di roba, sempre un gran casino. Dai video si vede la parte più linda in un certo senso (ride, ndr). L’armadio con i poster è il mio “angolo” preferito, è un peccato perché quelli più belli stanno in alto e non si vedono. Electrick Children è un film del filone indipendente americano di una certa Rebecca Thomas, l’ho visto miliardi di volte e lo consiglio a tutti, è veramente bello. Per quando riguarda Sid Vicious e Kurt Cobain, sono i miei idoli da sempre. Tra parentesi: ho pure una pagina su Sid, che si chiama Sid Vicious’s style che ormai non seguo più però (ride, ndr). All’inizio sull’armadio c’erano solo immagini di opere d’arte, come hai detto tu, Wahrol, Gauguin… poi ahimè sono state nascoste da altre robe come il logo degli Strokes o le copertine degli album dei Kooks, la locandina del Rocky Horror Picture Show, il mio musical preferito, oppure la locandina di Noi Siamo Infinito, un altro film che ho amato. Il mio genere preferito è l’horror, sono una vera esperta, e The Ring in quanto a trama batte tutti.

I poster aumentano e cambiano di volta in volta, come se sullo sfondo, in silenzio, fosse in corso un processo di maturazione; il panorama di ispirazioni si fa sempre più sfaccettato. Non ci starai mica nascondendo qualche inedito?

Di canzoni mie ne ho parecchie, tutte molto premature, incomplete. Ho solo tre o quattro inediti che non mi dispiacciono, spero di poterli registrare presto in studio. Ci tengo a fare un buon lavoro, per questo non mi va di registrarli con la videocamera, perché andrebbero a perdere molto secondo me.

A proposito di evoluzioni: che fine hanno fatto i Fiori Elettrici? È stato un esperimento occasionale?

I Fiori Elettrici è un duo formato da me e dalla mia carissima amica Angelica Migliori. Ci siamo conosciute per caso, lei faceva la chitarrista in una tribute band dei Nirvana e, siccome io sono sempre ovunque, li ho beccati che facevano le prove e abbiamo fatto subito amicizia. Ci siamo rese conto subito di avere gusti musicali molto simili: lei conosceva tutte le mie canzoni preferite e io le sue, allora ci siamo messe a suonare insieme. Abbiamo partecipato a parecchie feste d’istituto a scuola e ci siamo fatte conoscere un pochino così. Le voglio un bene dell’anima, ma lei ha sempre da studiare e non abbiamo mai modo di provare, per questo non ho altri video con lei.

Al di là delle saltuarie collaborazioni, ad accompagnarti sempre è la tua chitarra. Da quanto tempo suoni e come hai imparato?

Ho iniziato un paio di anni fa. Mio padre mi regalò la mia prima chitarra a 9 anni, una classica, ma all’inizio ero poco interessata, stava nel’angolino a prendere polvere. Poi l’ho tirata fuori quando mi misi in testa che volevo imparare a suonare Someday degli Strokes, avevo 15 anni più o meno. Sono partita da zero e aiutandomi con i tutorial su YouTube, un libro di musica che era di mio padre, Google e soprattutto grazie a molta tenacia e tanto tempo passato a casa invece che a uscire ho “imparato” quello che so fare ora. Metto tra virgolette perché ammetto tranquillamente di non saper suonare granché, strimpello più che altro, proprio perché non è tanto tempo che lo faccio, e soprattutto non ho mai preso lezioni, come non ho mai preso lezioni di canto, c’è ancora tanto lavoro da fare! I miei amici mi insultano quando dico loro che non esco, ma giuro che a volte inizio e non riesco a smettere, la chitarra mi si incolla alle mani (ride, ndr).

La tua cover con più visualizzazioni è Quando sono con te degli Ex-Otago. Se avessi potuto scegliere a quale video dare più visibilità, sarebbe stato questo?

Quando sono con te degli Ex Otago è arrivata quasi a 17.000 visualizzazioni, mai e poi mai me lo sarei aspettato. Ammetto anche che quella performance nemmeno mi piace, ci sono un sacco di errori, ero indecisa se pubblicarla o meno, invece è andata bene (ride, ndr). Sinceramente le cover a cui tengo di più sono Un fiore per coltello dell’Officina della camomilla e Occhi Bassi dei Tre Allegri Ragazzi Morti, ma mi trovo soddisfatta perché sono quelle più condivise. Anche La felicità non è una truffa mi ha dato parecchie gioie, e poi Pop_X (ride, ndr). Con Secchio c’è stato il delirio, è stato bellissimo registrare quella cover.

Avremo modo di ascoltarti dal vivo prossimamente?

Ho avuto la mia prima serata una settimana fa, in un pub della mia città. È andata molto bene, c’erano tutti i miei amici, ho fatto tutte le cover del canale e anche altre cose. Ho già un’altra serata a dicembre e spero di trovarne tante altre perché voglio fare esperienza e poi mi piace tantissimo stare a contatto con le persone. Ah, ecco, avevo in mente di prendere un treno un giorno di questi e andare a Bologna e mettermi a suonare per strada, sarebbe un sacco figo, e poi non mi dispiacerebbe un tour della città, voglio troppo vedere la svastica di Calcutta, in centro, fatta solo per litigare (ride, ndr). Sono un sacco curiosa.

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Lucia Liberti

Lucia Liberti

Lucia è nata nel 1996 e porta il nome della santa convenzionalmente considerata "la protettrice della vista", eppure è costretta a indossare un fastidioso paio di lenti a causa della sua miopia. Studentessa DAMS, è un'aspirante critica e un'attivista per Amnesty International. Il suo amore per il cinema è paragonabile solo a quello per i diritti umani. Ha conosciuto poche persone interessanti e visto un numero non sufficiente di posti affascinanti. Vede un futuro migliore (ma deve essere la miopia).

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