Torna Carnesi allo SMAV: tutti abbracciati nella nostra Bellissima noia

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Assistere alla crescita esponenziale di Nicolò Carnesi, album dopo album e quindi live dopo live, è veramente un piacere. Una di quelle esperienze da consigliare a chi si vuole bene, una di quelle esperienze che dopo ti senti veramente bene, quasi rigenerato. La nuova sala dello SMAV non ha la stessa potenza emotiva di quella storica, con le lampadine e le mura di mattoni, ma comunque è molto più congeniale a un live, alla fruibilità dello stesso sia visivamente che musicalmente.

A scaldarla, prima del concerto del cantautore siciliano, in apertura, ci pensa POPPO o anche Piccola Orchestra Per Prestazioni Occasionali ed è veramente una piacevole scoperta. Con i suoi cinque brani, l’orchestra riesce a conquistare il pubblico e strappare un ultimo pezzo finale prima del live di Carnesi. Spiccano su tutti i brani Post-it e Orme.

Nicolò apre il suo concerto con il brano che dà il nome all’ultimo album, Bellissima noia, e in un secondo siamo teletrasportati nel mondo di Carnesi che è un mondo ricco di immagini, che fa della noia e della tristezza degli strumenti per produrre, narrare, scrivere canzoni e scriverle anche bene. Un tour musicalmente più maturo e costruito: è evidente nel nuovo arrangiamento di Levati che lascia tutti a bocca aperta, anche il mio compagno di viaggio al quale piaceva poco e si è dovuto ricredere. Purtroppo è colpa del mio momento no se la cassa gratta proprio sul mio brano preferito, L’ultima fermata, che è comunque una bomba emotiva che si scaglia sul pubblico, a prescindere dalla qualità del suono. Poi tutto si rimette a posto ed entra in scena il trittico di canzoni che fa del nuovo album, un grandissimo album: Lo spazio vuoto, Lo scherzo infinito, Il lato migliori. Tre canzoni diverse, sia per contenuto, sia musicalmente che fotografano la complessità dell’autore Carnesi ma anche la completezza musicale raggiunta con Bellissima Noia che come ha detto anche lui, in una nostra intervista di qualche settimana fa, è stato concepito, rispetto ai due precedenti, come lavoro da band più che cantautorale.

La scaletta prevede tutti i brani del nuovo album più gli immancabili brani dei due precedenti come Mi sono perso a Zanzibar, Numeri, La rotazione e Il colpo. Dopo aver chiuso il concerto con la lunga coda di M.I.A. tutti aspettano fuori il grande finale, che arriva con Ho una galassia nell’armadio e Cambiamento, come un augurio a se stesso e al pubblico di come anche un piccolo concerto nella provincia casertana possa cambiare le persone.

E un po’ ti cambia, anche solo per una sera, per la notte seguente, pensare che in quell’isola del profondo Sud un giovane cantautore alto e riccio si mette a nudo e riporta in musica i suoi guai ma anche le sue vie d’uscita, la precarietà delle soluzioni, e tu ti rendi conto di quanto sia vicino a te, alle persone che ti sono attorno e cantano, piangono, si abbracciano, ballano.

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Antonio Pistone

Antonio Pistone

Classe '91 ma veramente poca (di classe, s'intende). Laureato in Giurisprudenza, mi piace il cinema, la brutta musica, i cappellini di lana colorati, gli odori che cambiano con il cambiare delle stagioni, collezionare libri (anche senza leggerli) e il Napoli.

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