A Christmas Carol: quando la novella diventa opera

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La locandina di A Christmas Carol

La locandina di A Christmas Carol

A dicembre aleggia nell’aria il profumo di pan di zenzero e l’atmosfera è tutta lucine e canzoncine, la gente si aggira nei negozi e per le vie del centro alla ricerca di un pensiero o di un’idea e tutti, proprio tutti, entrano in uno speciale mood natalizio che riveste tutto di luci e speranze. Nello stesso periodo, la mente di un lettore rispolvera uno dei più grandi classici di tutti i tempi: Canto di Natale di Charles Dickens. Non esiste persona al mondo che non abbia incontrato almeno una volta Ebenezer Scrooge. Si comincia fin da piccoli a conoscere i Fantasmi del Natale, grazie al cartone animato della Disney, e da più grandicelli si legge il libro, per intero o in versione ridotta, in italiano o in lingua originale. Ma cosa succede se il canto di Natale diventa un’opera?

Se Canto di Natale diventa un’opera tutto cambia, la prospettiva diventa più intima, la storia assume contorni nuovi e gli spazi diventano più ampi e ricchi di sfumature. Questa novità si deve a Iain Bell, compositore inglese e nome nuovo per il pubblico italiano. La sua seconda opera, A Christmas Carol, appunto, ha debuttato nel 2014 alla Houston Grand Opera, ma è arrivata alla sua prima italiana solo pochissimi giorni fa a Trento grazie alla Fondazione Haydn. Ha ricevuto una nomination agli International Opera Awards nel 2015 ed è andata in scena alla Welsh National Opera, nell’allestimento firmato da Polly Graham. Questa personale rivisitazione dell’opera dickensiana è interpretata meravigliosamente da Mark Le Brocq, con la collaborazione di Veronica Risatti e la magistrale esecuzione dei musicisti presenti.

Lo spettacolo assorbe lo spettatore fin dalla prima battuta e lo trascina con Scrooge tra passato, presente e futuro, in un turbinio di ricordi e impressioni che, ancora una volta, ci ricordano che è possibile essere persone migliori e cambiare il nostro mondo per il bene nostro e degli altri. Il messaggio di una delle favole più conosciute e tuttora attuali è perfettamente inglobato in musiche, strofe, azioni e colori. L’evoluzione dell’anima di Scrooge viene esplorato con maestria attraverso la musica, che rende i diversi momenti e i sentimenti, svelando fino in fondo l’animo di questo uomo destinato all’eterna dannazione, al quale viene data la possibilità di riscattarsi.

La morale dell’opera è fin troppo chiara: non è mai troppo tardi per ripartire da zero e cambiare. Capire le conseguenze delle nostre azioni sugli altri e cambiare non è cosa facile, ma è possibile, ogni giorno dell’anno… ma a Natale un po’ di più!

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Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante storyteller e clarinettista per diletto.

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