Amare se stessi è la soluzione

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Illustrazione di Kelly Bastow (kellybastowart.com)

Illustrazione di Kelly Bastow (kellybastowart.com)

Sono cambiata. Due semplici parole, due parole che sintetizzano un percorso, una lunga scalata verso una nuova me stessa. Ho sempre saputo, teoricamente, che bisognerebbe prima di tutto amare se stessi.

In fondo sono la persona con cui starò per tutta la vita, nei momenti bui e in quelli felici dovrò essere io prima di tutto e prima di tutti a incitarmi a rialzarmi e a complimentarmi con me stessa. Quindi la conclusione è che bisogna amarsi, con i propri difetti e le proprie imperfezioni. Amare i dettagli che troviamo brutti, ma sopratutto quelli che troviamo belli, per enfatizzarli e farli risaltare.

Se torno con il pensiero a un anno fa posso vedere, in maniera chiara e limpida, che non era così che ragionavo. Mi sentivo ingabbiata in un corpo che non riuscivo ad apprezzare, mi nascondevo e nascondevo quello che ero agli occhi degli altri.

Nella vita ho sempre dato molto peso al giudizio di chi mi prendeva in giro per una determinata caratteristica fisica, a scuola continuamente per i corridoi e per strada incontravo qualcuno che doveva sottolineare quanto fossi inadeguata rispetto ai loro canoni e alla loro idea di bellezza e questo mi rendeva ancora più insicura, mi spingeva a chiudermi e a lasciarmi andare perché tanto “Se loro la pensano così, cosa devo cambiare di me?”. Il segreto sta tutto qui, la loro opinione non conta, quello che pensano di te non ha peso nella tua vita né tanto meno nella loro, non dovete condividere nulla che non sia lo stesso tetto, per qualche ora e in aule diverse.

C’è stato un periodo in cui ovunque incontrassi queste persone, che fosse sull’autobus o per i corridoi, dovevano dir qualcosa, dovevano ridacchiare tra loro e fare dei commenti, a voce più alta possibile, tutto purché li sentissi. Fingevo di non accorgermi di nulla, fingevo di non sentire o di pensare che non fossero rivolti a me, ma dentro ero lacerata, distrutta e quei commenti, il pensiero di non essere accettata per il mio aspetto, finiva per farmi rifiutare quello che avevo, quello che ero.

Ora so che la cosa importante non è cosa loro pensano o non pensano di me, sia per il mio aspetto sia sopratutto in quanto persona; ora so che conta quello che penso io. Se io mi piaccio per quello che sono, se amo i miei pregi e i miei difetti, i miei occhi scuri e le gambe forse un po’ storte, o forse no, allora tutti intorno a me sapranno che è così che sono e che non cambierò, per nessuna ragione al mondo. Se penso che un rossetto di un colore sgargiante possa starmi bene, lo indosso senza paura di potermi sentire giudicata.


Credere in se stessi dovrebbe forse essere il nostro obiettivo ultimo e l’ho imparato a mie spese


Amarsi non sarà la cosa più semplice del mondo e nessun essere umano, essendo per definizione incompleto, potrà mai amarsi in maniera completa e totalizzante, però può provarci, può provare a guardarsi dentro e pensare di valere qualcosa. Credere in se stessi dovrebbe forse essere il nostro obiettivo ultimo e l’ho imparato a mie spese.

Il fatto di sentirmi sempre giudicata da questi ragazzini, sempre vista in modo negativo, mi spingeva a non curare me stessa, non riuscivo a trovare nulla da valorizzare, nulla da mettere in risalto, né volevo farlo per loro. Questo creava un circolo vizioso, un ciclo di battute a non finire, che si ripetevano sempre uguali, sempre più sferzanti e dolorose, come in un eterno ritorno nietzschiano.

Se li rincontrassi ora, dopo un anno e mezzo oramai che non vedo più queste persone, neanche per strada, neanche per sbaglio, probabilmente camminerei a testa alta e non mi curerei più di quello che dicono, qualsiasi cosa essa sia. Ho capito una cosa, forse ci ho messo un po’ e questo ha ritardato molto il mio sbocciare. Ho capito che devo accettarmi, e non nel senso letterale del termine, ovvero accettare perché tanto non posso far nulla per ovviare a un determinato problema fisico. Devo accettare che sono io che devo stare con me stessa per tutta la vita e amare quello che sono: il mio cervello, il mio viso, il mio corpo, tutto di me, e cercare di rendermi più carina ma non per chi fa commenti per strada quando mi vede, per me stessa, per stare bene.

Credo sia questa la parola chiave: Stare bene. Stare bene ti aiuta, ti fa sentire meglio e catalizza solo ed esclusivamente energie positive. Quindi, anche se può sembrare difficile, anche se a tratti sembra quasi impossibile: amatevi. E se indossare un vestito, un rossetto colorato o un ombretto particolare può aiutarvi in ciò: fatelo.

Ripeterò un concetto usurato dal tempo e dalle labbra da cui è uscito ma lo farò perché cela la verità: la vita è una sola; non c’è tempo per essere arrabbiati o perennemente tristi o perennemente malinconici. Certo esistono anche quei sentimenti e vanno vissuti, ma solo perché danno un sapore totalmente nuovo, diverso, profondo alla felicità di sentirsi, almeno per qualche attimo, completi perché in pace con se stessi.

Con il tempo ho imparato a farlo anche io e, sebbene esista ancora gente che ne fa di cattivi quando ti vede camminare per strada, non do più alcun peso ai loro commenti.

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Marianna L. di Lucia

Marianna L. di Lucia

20, lettrice accanita, amante del cinema, aspirante giornalista, studentessa di lettere, innamorata delle parole.

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