I Magnifici Sei Allegri Ragazzi Morti

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Tre allegri ragazzi morti © partedeldiscorso.it / Maria Rosaria Deniso

Tre allegri ragazzi morti © partedeldiscorso.it / Maria Rosaria Deniso

Un 10 dicembre che non ha più il sentore dell’autunno, mentre le foglie sul terreno perdono i colori brillanti della copertina di Inumani, ultimo album dei Tre Allegri Ragazzi Morti, è stato il giorno giusto per rispolverare la loro musica. Dove? Al Locomotiv di Bologna.

Dall’uscita del nuovo CD risalente a febbraio di quest’anno, dopo un tour primaverile e un altro estivo, la band capitanata da Davide Toffolo è impegnata in quello autunnale soprannominato I magnifici 6 on tour. Sì perché, oltre al trio storico (a cui si è aggiunto ormai da tempo Andrea Maglia), ci sono anche altri due ottimi ospiti: Monique Mizrahi e Adriano Viterbini. Un mix di suoni e stili, cangianti quanto i generi solcati dalla band in questi ultimi anni, uno spettacolo che – a concerto finito – ha fatto veramente credere di aver visto qualcosa di inumano, supereroico tanto quanto lo è il titolo dell’album (ispirato a una collana di fumetti Marvel).

E dunque chi sono questi “fantastici 6” che in questa serata ci hanno permesso di risolcare l’intera storia della band italiana?

Luca Masseroni: cuore pulsante del gruppo, membro originario della band insieme a Davide Toffolo (la fondarono nel ’94 a Pordenone), si dice sia un tipo riservato che non ami per nulla rilasciare interviste e parlare della sua vita privata. Voci narrano che sia amante della natura e che prima di diventare il batterista della band abbia girato l’Italia, in veste di giocoliere, con una compagnia teatrale di strada.

Lo scatenarsi della sua cassa e del suo rullante ci ha concesso di pogare su canzoni che circondano proprio i primi anni di carriera del trio, canzoni da un sapore punk che non assaggiavamo da tempo e, per questo, di piacevole sorpresa (Quindici anni già, Come mi vuoi, Dinamite).

Enrico Molteni: si aggiunse alla band come bassista nello stesso anno di fondazione, dopo essere stato fan e spettatore del gruppo. Nel 2000 ha fondato l’etichetta discografica La Tempesta, ormai un punto di riferimento per gran parte delle band indipendenti italiane (ad esempio Il Teatro degli Orrori e gli Zen Circus). In molte interviste preferisce definirla come un “collettivo di artisti”, proprio perché i gruppi sono completamente proprietari della loro musica. Forse è proprio questo il punto forte che ha permesso di sfornare band – a suo dire – originali e riconoscibili.

Il favore è stato ripagato: scopriamo che molte delle canzoni dell’ultimo album infatti sono state scritte in collaborazione con alcuni artisti del “collettivo” (Pietro Alessandro Alosi de Il Pan del Diavolo, o Letizia Cesarini in arte Maria Antonietta).

In questo live abbiamo trovato Libera, scritta per loro da Vasco Brondi de Le luci della centrale elettrica.

A metà serata ha indossato il casco specchiato che fungeva da sfera da discoteca: tenendo conto della sua limpidezza nello scoprir talenti è stato di certo un copricapo appropriato.

Tre allegri ragazzi morti © partedeldiscorso.it / Maria Rosaria Deniso

Tre allegri ragazzi morti © partedeldiscorso.it / Maria Rosaria Deniso

Andrea Maglia: in due anni è passato dal vendere le loro magliette ai concerti, essere tecnico del suono sul palco, e infine entrare come seconda chitarra. È allo stesso tempo chitarra e voce del gruppo Manetti!, nato nel 2006 a Lecco.

È entrato nel gruppo durante il 2012, nelle vesti del Pettirosso, un costume inventato da Davide Toffolo così come le altre tipiche maschere a teschio della band.

Il giardino dei fantasmi, album che ha coronato il loro successo (anche più commerciale) e primo in cui ha partecipato anche Andrea, è stato raccontato live nelle canzoni La mia vita senza te, Alle anime perse e Di che cosa parla veramente una canzone?.

Monique Mizrahi: proveniente dalla California, ha fondato nel 2007 a Roma il gruppo Honeybird & The Birdies e nel 2015 gli Honeybird & The Monas. Entrambe le band, sotto la sua guida, hanno unito tanti diversi generi musicali (dalla world music e il jazz al folk e all’indie rock) quante diverse lingue e dialetti (catanese, tedesco, inglese). Oltre a suonare il basso e il charango (strumento tradizionale delle Ande) è anche un’attivista molto attenta alle tematiche LGBTQ: mona significa “vagina” nel dialetto veneto e Monique ha voluto ribaltare il suo senso originariamente dispregiativo.

Durante il live ha accompagnato magistralmente le canzoni più reggae del gruppo, cantando sul finale di Primitivi del futuro, suonando Puoi dirlo a tutti, La faccia della luna e destreggiandosi col charango nella “prima cumbia” africaneggiante di In questa grande città.

Tre allegri ragazzi morti © partedeldiscorso.it / Maria Rosaria Deniso

Tre allegri ragazzi morti © partedeldiscorso.it / Maria Rosaria Deniso

Adriano Viterbini: nato a Roma con una precoce passione per la musica, ha fondato nel 2007 il duo dei Bud Spencer Blues Explosion insieme a Cesare Petulicchio. Si è imposto da subito come uno dei migliori chitarristi italiani, dalla tecnica infallibile di sfumature prevalentemente blues rock ma sempre pronte ad adattarsi alle più svariate influenze musicali. Nel 2013 ha pubblicato il suo primo album solista (Goldfoil). Vanta molte valide collaborazioni come nel gruppo Black Friday, con Alessio Bertallot e Saturnino Celani, con il chitarrista Bombino e ovviamente con gli Allegri.

L’impronta energica della sua chitarra si è presentata subito nell’esemplare La più forte, canzone dell’ultimo album e secondo brano in scaletta.

È lui inoltre che ha contribuito a farci riascoltare quel garage rock di cui erano intrisi vecchi brani come Ogni adolescenza, Dipendo da te e Mai come voi.

Davide Toffolo: giungiamo dunque al termine e all’inizio dei “supereroi”. Prima di essere frontman e ideatore del trio, è anche fumettista (è laureato in disegno anatomico all’Università di Bologna) ed è proprio da una sua serie a fumetti (Cinque allegri ragazzi morti) che sono nati il nome e il concetto della band.

A metà serata ci ha fatto conoscere “La testa indipendente”, un pupazzo-teschio (da mano) un po’ più scontroso e attempato di un tempo, ma che Davide ci ha ricordato essere «ciò da cui è iniziato tutto». La pausa circense è proseguita per qualche minuto: «È lui ad avermi insegnato il “Di più”» ha continuato il cantante riferendosi all’incitazione ripetuta più volte in serata durante il concerto, stimolatrice di applausi, di urli, di partecipazione. Perché i Tre Allegri Ragazzi Morti sono anche e soprattutto intrattenimento, ogni loro spettacolo è un grande circo in cui «Chiunque ci ascolta è sicuramente un po’ strambo, perché» ha proseguito «Noi di certo lo siamo».

Ed è con piacere che abbiamo potuto notare un po’ di commozione nello sguardo del cantante, proprio lui, in compagnia dei suoi testi che in 22 anni hanno percorso più di una generazione, lui che ci ha permesso molte volte di alzare i nostri afflitti Occhi bassi, di farci valorizzare come fosse Il mondo prima della nostra maturità, di mantenerci bambini insomma e nonostante questo “andare a centottanta all’ora / cavalcare il nostro futuro” come nella canzone Beat(o), sopravvivere allegri nonostante qualcosa di noi ormai sia morto, sentirci felici, in un mondo nuovo, quasi A un passo dalla luna.

Questa è la causa della lieve commozione di Toffolo: da sempre musica e disegno per lui sono due forme espressive che mantengono viva la macchina artistica dei Tre Allegri Ragazzi Morti, contenitore di ribellioni adolescenziali, masticatrice di concetti, sostenitrice di leggerezze e di malinconica vitalità.

Tre allegri ragazzi morti © partedeldiscorso.it / Maria Rosaria Deniso

Tre allegri ragazzi morti © partedeldiscorso.it / Maria Rosaria Deniso

Scaletta

A un passo dalla luna
La più forte
Persi nel telefono
In questa grande città
Libera
I miei occhi brillano
La mia vita senza te
Alle anime perse
Di che cosa parla veramente una canzone?
La fine del giorno
Mina
Puoi dirlo a tutti
La faccia della luna
Primitivi del futuro
La tatuata Bella

Si parte
Francesca ha gli anni che ha
Quindici anni già
Fortunello
Come mi vuoi
Dinamite

Il mondo prima
Il principe in bicicletta
Mio fratellino ha scoperto il rock'n'roll
Ogni adolescenza
Dipendo da te
Occhi bassi
Beat(o)
Mai come voi

About author

Ariele Di Mario

Ariele Di Mario

Nato nel lontano 1996 vicino Roma, emigrato in Umbria, ora è a Bologna per studiare Lettere Moderne. Nei vagheggiamenti di un lavoro sogna di fare qualcosa legato alle sue due maggiori passioni, la musica e la scrittura. Fosse per lui spenderebbe soldi unicamente per libri e concerti. Crede fermamente che ogni persona abbia una storia di vita da raccontare.

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