Il genio letterario di Carlos Ruiz Zafón

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Dettaglio della copertina de Il labirinto degli spiriti, Carlos Ruiz Zafón

Dettaglio della copertina de Il labirinto degli spiriti, Carlos Ruiz Zafón

È uscito lo scorso novembre Il labirinto degli spiriti, l’ultimo libro dello scrittore spagnolo Carlos Ruiz Zafón. Sono trascorsi quattro anni da quando un suo romanzo era apparso tra gli scaffali di una libreria. Se i lettori premevano per sapere qualcosa sul capitolo conclusivo della saga dedicata al Cimitero dei Libri Dimenticati, adesso posso affermare, senza alcun dubbio, che vale la pena aspettare quattro anni se il risultato è un romanzo di ottocento pagine di altissimo livello.

Le persone che mi sono accanto (e anche quelle che mi sfiorano appena, a dir la verità) apprendono quasi subito la mia predilezione per il romanziere spagnolo e spesso mi chiedono di che genere trattano i suoi libri. Mi trovo sempre in difficoltà a rispondere a questa domanda. I libri di Zafón non sono classificabili, non sono riconducibili a una determinata e irremovibile categoria. No. Sono un melting pot di generi. Come se l’autore volesse rendere omaggio a tutta la letteratura.

Altra particolarità è che ogni libro fa parte di un ciclo di quattro romanzi – iniziato con L’ombra del vento – del Cimitero dei Libri Dimenticati. Tuttavia, ogni volume offre una storia indipendente e chiusa. Questo permette, innanzitutto, di leggere le opere in qualunque ordine si voglia, anche in modo separato e indipendente, e senza essere costretti a seguire l’ordine di pubblicazione. In questo modo, il lettore ha la possibilità di cogliere nuove sfumature, nuovi legami, nuovi informazione, nuove prospettive. Ogni libro diventa un’ulteriore porta d’ingresso.

La scrittura dell’autore è una delle più evocative e poetiche che conosca: bastano le prime righe del romanzo per essere catapultata nella Barcellona del dopoguerra, bastano poche righe per immedesimarmi nei granelli di polline che aleggiano immobili nell’aria come luce in polvere, bastano poche parole per essere una di quelle persone ferme che appaioni congelate come figure in una vecchia fotografia. Non servono sforzi, la sua scrittura è lì, come se fosse impressa e dipinta nella mente. Conquista e affascina.

Carlos Ruiz Zafón è uno dei maggiori scrittori a livello internazionale capace di tessere molteplici fili della trama senza mai inciampare, di creare misteri che ne contengo altrettanti, di costruire storie nelle storie e libri nei libri, in un crescendo continuo di emozioni e di colpi di scena. Di dare vita ai personaggi che, quando ti trovi a passeggiare per le Ramblas di Barcellona, non puoi fare a meno di vedere con i loro occhi e di sentire la loro presenza accanto.

Quando ho finito di leggere, due sere fa, Il labirinto degli spiriti, ho pianto. Ho pianto, perché ho sentito quel vuoto di abbandono che solo alcuni libri hanno la capacità di lasciare. Perché non ero pronta a salutare i personaggi. Ma ho pianto anche di gioia perché innumerevoli pagine di bellezza fanno ora parte della mia anima.

Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un’anima, l’anima di chi lo ha scritto e l’anima di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso. Ogni volta che un libro cambia proprietario, ogni volta che un nuovo sguardo ne sfiora le pagine, il suo spirito acquista forza.

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Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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