Riflessioni in bianco e nero firmate Matteo Macrì

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Matteo Macrì in un autoritratto

Matteo Macrì in un autoritratto

La fotografia è da sempre un mezzo usato per immortalare i vari aspetti della realtà circostante, un mezzo d’informazione per far conoscere alle persone ciò che accade nel mondo, tramite cui è però possibile anche trasmettere messaggi profondi su cui basare pensieri e riflessioni, raccogliersi in se stessi e dialogare con la propria interiorità: questi aspetti sono il perno centrale delle fotografie di Matteo Macrì.

Matteo è un ragazzo di Cinquefrondi, in provincia di Reggio Calabria, che da qualche anno si è avvicinato alla fotografia, da lui ritenuta non solo una passione, ma una vera e propria vocazione. Le parole chiave che caratterizzano i suoi lavori sono “riflessione” e “solitudine”, la sua predilezione è il bianco e il nero, ma per conoscere meglio ciò che nascondono i suoi scatti gli abbiamo posto alcune domande.

Da cosa scaturisce la tua passione per la fotografia?

Mi sono avvicinato alla fotografia inizialmente osservando diversi scatti che mi trasmettevano forti sensazioni. Ho sempre riconosciuto in me un animo diverso, forse troppo sensibile. Le diverse fotografie che ho osservato nel tempo, le loro storie, i progetti realizzati attraverso una serie di scatti mi hanno aperto l’anima. Se oggi dovessi spiegarla come una passione non saprei cosa dire, appunto perché non voglio definirla una passione, ma un forte bisogno di comunicare, l’espressione più sincera della mia personalità. Voglio realizzare in ogni scatto ciò che sento e ho bisogno di trasmettere. Una vocazione: amo definirla così quando qualcuno è così curioso da chiedermi come mai sia così preso dalla fotografia.

Ci sono fotografi da cui prendi esempio? E, se sì, il loro stile ti ha influenzato?

Apprezzo gli scatti di Bryan Liston. Noto in lui la costanza di un genere fotografico che io amo. Cattura soggetti dal corpo affascinante, volti intensi che hai piacere di osservare magari accompagnato da un buon caffè. Liston senza ombra di dubbio è un artista capace di realizzare scatti che lasciano pensare molto. Se apprezzo il suo lavoro è solo perché noto un calibro unico e solo. La mia crescita e ricerca fotografica consiste in questo, cercare di indirizzarmi verso un’espressione unica e sola. In qualche modo ciò che apprezzi ti influenza sempre ed è giusto così. Ma il mio obbiettivo primario è quello di riuscire a realizzare attraverso gli scatti un calibro del tutto personale: solo così, osservando le mie foto, provo soddisfazione.

Come scegli i soggetti da fotografare e come ne motivi la scelta?

La mia scelta è sempre accompagnata da una lunga e attenta riflessione. Nella mia fotografia la riflessione e il senso di tranquillità in qualsiasi cosa che faccio sono le basi per iniziare un buon lavoro. I soggetti li scelgo dopo un determinato periodo trascorso a riflettere sul tipo di scatti che voglio realizzare.
Sicuramente non scelgo soggetti a caso, c’è sempre un motivo dietro. C’è stato un periodo in cui ho fotografato me stesso e devo dire che prima di farlo c’ho pensato abbastanza. Ho voluto immortalare tutti i momenti e i luoghi in cui si manifesta uno stato di solitudine voluta e mi dedico completamente a me stesso.
Scelgo determinati soggetti perché sono sempre caratterizzati da qualche particolare che mi suscita abbastanza interesse da voler realizzare degli scatti che potrebbero immortalare la loro bellezza, ma non solo: il loro sguardo, la gioia o il dolore, qualsiasi stato d’animo.

Foto di Matteo Macrì

Foto di Matteo Macrì

Quale messaggio vuoi trasmettere con le tue foto?

Ciò che voglio trasmettere è semplicemente ciò che vedo di bello in tutto quello che mi circonda. Voglio lasciare l’impronta di chi con tanta dedizione porta avanti ciò che ama davvero. Voglio esprimere la bellezza e la giovinezza in ogni sfumatura, il mio essere perennemente nostalgico mi fa esprimere un lato di me che nessuno conosce. La mia nostalgia perenne si nota in qualche scatto accompagnato da un testo, ma nello stesso tempo ritrovo ciò che scrivo o che scatto proprio grazie ad essa – l’ho accettata nella mia vita, e mi fa essere più intenso in alcune circostanze.

Cosa pensi al momento dello scatto?

Il mio motto è questo: “Prima di immortalare ogni momento, uno sguardo intenso, osservo il soggetto con calma, piacere, curiosità. Ciò che ho davanti mi suscita emozione ed è quello il mio momento, ancor prima di un semplice click”. In queste poche righe ho espresso la parte di me che mi piace di più, riconosco questo piacere un secondo prima delle scatto, concentro un mix di emozioni che non riuscirei a spiegare al massimo. Come se mi passassero davanti tutte le tappe che ho raggiunto per arrivare a quel soggetto, che sia una persona o un monumento, una strada o un semplice oggetto situato in un punto specifico. Rivedo sempre ciò che ho desiderato, poi realizzo di averlo davanti agli occhi e… click!

Hai progetti futuri?

Credo che nella vita ognuno di noi debba avere delle ambizioni, dei sogni, obbiettivi importanti insomma. Di progetti futuri ne ho tanti, ma ciò che mi farà sempre continuare a fare un passo in più sarà la soddisfazione che trovo nel realizzare ciò che è “presente” nel presente. A volte ci penso, al futuro, e spero che mi riservi tante esperienze! Credo in me e nella mia fotografia e sono sicuro che arriverò al grande traguardo.

About author

Elvira Petrarca

Elvira Petrarca

Nata nel 1997, vive di pane e pianoforte. Ama l'arte in ogni sua forma e viaggia sempre con una penna ed un quaderno in mano per poter raccontare ciò che più la incuriosisce.

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