Sputa tre volte: lezioni di antropologia con Davide Reviati

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Immagine tratta da Sputa tre volte (Davide Reviati)

Immagine tratta da Sputa tre volte (Davide Reviati)

Avete mai provato a sintetizzare un lavoro di ricerca? Ci provo da un mese e mi è impossibile, manca sempre qualcosa, sembra sempre tutto troppo riduttivo. La guerra fra giovani poveri di etnie diverse raccontata da Davide Reviati non può essere riassunta in poche righe; non vi resta che leggere Sputa tre volte, edito da Coconino Press.

È passato diverso tempo prima che, tra uno sconto e l’altro della libreria, decidessi di acquistarlo. Ho seguito l’istinto, ho avuto l’impressione fin da subito di avere fra le mani un libro, una ricerca, una graphic novel che avesse tutto al suo interno, ma davvero tutto.

Sei anni sono passati dall’ ultima pubblicazione di Reviati e credo, purtroppo, che solo gli addetti ai lavori potranno comprendere la fatica e la costanza che servono per produrre un prodotto di qualità, perché Sputa tre volte è un prodotto di qualità, un libro con le immagini che racconta, dati e studi alla mano, l’integrazione quasi impossibile e forse neanche troppo desiderata dei sinti del nord Italia con i gagi, gli autoctoni di quel piccolo paese ibrido immerso fra campi e nebbie.

Davide Reviati assume l’aspetto di un antropologo indagando in quel lembo di terra che si trasforma di giorno in giorno agli occhi di chi ci vive. Un antropologo e un etnografo, la storia dell’uomo, del suo passato dimenticato e l’influenza di quei campi.

Un viaggio nell’inferno dantesco dove ognuno ha ciò che merita, dove Dante viene sostituito da Guido, un giovane adolescente della Romagna che racconta storie della sua infanzia in parallelo alla sua adolescenza e alle problematiche di gruppo che la rendono dura e faticosa. In questo quadro si inserisce Grisù, suo compagno di corse e ricerche nei campi durante l’infanzia e che ora è invece compagno di bevute e di partite a biliardo.

I rapporti cambiano come cambiano i ragazzi e quell’amicizia che li legava un tempo, con il suo passare, svanisce e si dissolve in un mare di freddezza, egoismo e invidia. Quelle trasformazioni di cui tutti sono a conoscenza ma che nessuno si aspetta mai.

A questa storia si aggiungono diversi filler che si intersecano magistralmente: problemi con la scuola, problemi con i sinti, problemi con Loretta, figlia unica della famiglia degli Stančič e personaggio tragico e complesso. Giovane donna che viene prima accolta con tenerezza dai paesani che si occupano di lei ma che diventa poco dopo una giovane zingara da cacciare, matta e vendicativa, una strega.

Un passaggio interessante questo, che mi ha portata a riflettere ancora una volta su come la comodità e il disinteresse abbiano spesso la meglio nelle relazioni umane.

A riportare un briciolo di ordine nella storia, come fosse una figura al pari di Virgilio, c’è il capo famiglia degli Stančič, freddo, logico e distaccato, realista. Un uomo che ci ricorda che la storia c’è e che siamo noi a scriverla, che questi mostri senza storia, cultura e morale sono gli stessi mostri che un tempo vissero la pulizia razziale, la guerra e lo smembramento non solo sul piano fisico, ma soprattutto sul piano storico e culturale.

E Davide Reviati ricorda anche questo aspetto al lettore, ma senza mai cadere e sconfinare nella banalità e nei soliti cliché che costituiscono storie come queste. C’è rabbia ambo le parti, c’è paura, c’è la difesa del proprio territorio e delle proprie usanze. Una fotografia e uno sguardo sulla realtà che viviamo e che scegliamo di costruire, forse, per comodità, uno scatto nella sua totalità che immortala preconcetti e difficoltà dell’essere diverso e dimenticato. Diversi e dimenticati i sinti, diversi e dimenticati i gagi.

Immagine tratta da Sputa tre volte (Davide Reviati)

Immagine tratta da Sputa tre volte (Davide Reviati)

Ogni ricordo raccontato da Guido potrebbe essere preso singolarmente e utilizzato come base per una riflessione, come si fa – se si fa ancora – a scuola, durante quelle ore interminabili di Italiano, tra una lettura sulla deportazione degli ebrei e una su Calvino magari.

L’insieme può risultare a prima vista dispersivo e banale. Proseguite, non arrestate la lettura e non giudicate in modo affrettato. Arrivate all’appendice, oltrepassatelo appuntandovi quei nomi e quelle storie di cui non avete magari memoria e poi andatele a ricercare. Troverete che la storia di Papusza vi suonerà familiare. Donna, rom e polacca, tre parole chiave che sicuramente conserverete. Quando poi siete arrivati alla fine, controllate la bibliografia. Controllate la base, il materiale per il lavoro di ricerca delle fonti e delle informazioni. Reviati non si limita a fare un copia/incolla di informazioni prese su qualche sito ma costruisce un percorso che a ogni capitolo ti lascia qualcosa, un indizio da raccogliere, un pezzo del puzzle. Solo quando avrete concluso la graphic novel, e solo allora, potrete assemblare i pezzi e trarre così una vostra conclusione.

Ricordatevi che voi siete come Guido. La storia la scrivete voi.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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