Per le strade di Cracovia

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Cracovia © partedeldiscorso.it / Federica Montella

Cracovia © partedeldiscorso.it / Federica Montella

La Polonia non è probabilmente una delle mete turistiche più gettonate dagli italiani; sebbene stia diventando sempre più popolare negli ultimi anni, soprattutto tra i cittadini europei, quando ho deciso di visitare Cracovia quest’inverno la reazione più o meno generale e stata: “Vai in Polonia? E che ci vai a fare?”. Vi risparmio, invece, le allusioni al traffico di organi e al clima polare che, secondo alcuni, mi avrebbe mandata come minimo in ipotermia (mia madre ha continuato a tenermi aggiornata sul numero dei morti a causa del freddo in Polonia per settimane). Inutile negarlo: se siete abituati al clima dolcemente temperato del Bel Paese, che si è fatto un po’ desiderare negli ultimi mesi, troverete come minimo spiacevole le temperature invernali, che raramente salgono sopra lo zero, e possono scendere vertiginosamente di sera. Ma io ho una strana convinzione, secondo la quale ogni paese vada visitato durante la stagione che più gli si addice. Il lungomare di via Caracciolo a Napoli, ad esempio, ha un qualcosa in più in estate, quando tutti si lamentano del caldo “esagerato” che hanno tanto agognato durante la stagione invernale e il sole cocente rende i colori della città più vibranti; allo stesso modo, non credo che Cracovia avrebbe avuto lo stesso fascino senza uno strato semi perenne di neve che imbiancava le strade e i tetti degli edifici, donando alla città un’atmosfera incantata, quasi surreale. Forse perché non sono abituata alla neve, ma durante i giorni passati nell’ex capitale ho avuto la sensazione di essere tagliata fuori da tutto il resto, come isolata da quel manto bianco e gelido che pareva ovatta, e che attutiva il rumore del mondo.

Cracovia è piena di arte; arte di tutti i tipi, arte per tutti i gusti. C’è ad esempio un intero piano del museo nazionale dedicato all’arte polacca del XX secolo, con tutte le sue contraddizioni e controversie. Gli appassionati di storia e archeologia invece non dovrebbero farsi scappare il museo sotterraneo sotto al Rynek Główny, portato alla luce dagli scavi del 2005, che illustra tramite vari reperti archeologici e architettonici l’aspetto medievale della Piazza Centrale. Tuttavia l’attrazione più rinomata è a buon ragione la collina del Wawel, che ospita la Cattedrale e il Castello Reale. La cattedrale del Wawel, dove i monarchi di Polonia venivano incoronati, contiene i più splendidi esempi di architettura rinascimentale della nazione (principalmente a opera di artisti toscani) e ospita le spoglie dei sovrani polacchi e di numerosi altri eroi nazionali. Le stanze del Castello invece, residenza reale per più di cinque secoli, contengono un numero infinito di ampissimi arazzi finemente intarsiati con ogni sorta di materiale prezioso, dipinti di Vasari e Botticelli e molti altri artisti europei e polacchi, di quelli che non si trovano nei libri di arte che si studiano a scuola, numerosi esempi di architettura rinascimentale e barocca e splendide opere fiamminghe, di cui si possono apprezzare i minuziosi dettagli ad occhio nudo.

È custodito nell’ex capitale uno dei dipinti più famosi del rinascimento italiano, Dama con l’ermellino di Leonardo Da Vinci, portato a Cracovia da Isabela Czartorysky, e che dopo una storia parecchio travagliata durante la Seconda Guerra Mondiale è correntemente esposto nel castello del Wawel (sfortunatamente il museo Czartoryski è chiuso per restauro dal 2012).

Cracovia © partedeldiscorso.it / Federica Montella

Cracovia © partedeldiscorso.it / Federica Montella

Cracovia ha la più grande piazza medievale d’Europa, chiamata Rynek Główny, in cui sostano decine di pittoresche carrozze tra la Basilica di Santa Maria e il Mercato dei Tessuti, che danno alla città un’aria ancora più fiabesca. Inoltre, la città contiene un numero sorprendente di santuari; basiliche, cattedrali e sinagoghe, chiese barocche, gotiche, romaniche, tutte splendide nella loro unicità: non a caso la città è anche chiamata la “Seconda Roma” o “la Mecca dei polacchi”.

Cito velocemente altre due “attrazioni”, consapevole del fatto che sia molto riduttivo chiamarle così: la miniera di sale di Wieliczka, una delle più antiche al mondo, ricca di stanze decorate e opere scolpite nel sale, che purtroppo non ho avuto il piacere di visitare per mancanza di tempo, e Auschwitz, il campo di sterminio più esteso ed “efficiente”, a detta dei nazisti, che non ho visitato sia perché cosciente dei miei limiti emotivi, ma soprattutto perché sono un po’ scettica riguardo l’utilizzo che si fa oggi di questi luoghi di sterminio, che sono diventate vere e proprie attrazioni turistiche.

Tuttavia chiese, musei e castelli si possono trovare più o meno in ogni grande città europea, mi direte, e non c’è bisogno di sottoporsi a queste rigidissime temperature o prendere un aereo per apprezzare qualche opera rinascimentale nostrana. Eppure, io credo che questa città abbia davvero qualcosa di magico e assolutamente introvabile altrove. Forse sono il silenzio e la pace che regnano sovrani anche nelle strade più affollate, o i colori brillanti delle carrozze e dei tessuti che contrastano col manto bianco e il cielo grigio. Mi piace definire Cracovia “silenzio bianco“, ma è tutt’altro che una città noiosa o spenta: vibra d’arte e bellezza, è piena di vita e gioia. Oltre a essere bellissima, Cracovia è come ricoperta da un sottilissimo, quasi impercettibile velo di malinconia. E come potrebbe essere diversamente, con il campo di concentramento più famoso al mondo a pochi chilometri di distanza e una lista lunghissima di sofferenze e soprusi ai danni dei polacchi che si sono protratti negli anni? Cracovia è una città che affascina e disturba allo stesso tempo, perché è occultamente, subdolamente triste, di una tristezza intrinseca e magnetica, ma che irradia luce e sprigiona bellezza da ogni angolo.

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Federica Montella

Federica Montella

Fef vive in Irlanda, ma ama moltissimo il suo Paese, tanto che ogni volta che ci torna ci lascia un pezzettino di cuore (ma in compenso guadagna 3-4 kg). Ama viaggiare, leggere, scrivere, comprare cd, collezionare plettri (anche se non suona), la birra e i cani. Il suo sogno è diventare una giornalista, visitare ogni angolo dell’universo, andare a tutti i concerti dei suoi artisti preferiti, mangiare quantità industriali di Snickers senza ingrassare.

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