Motta: la fine del tour, l'inizio del successo

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In foto, Francesco Motta (© Claudia Pajewski)

In foto, Francesco Motta (© Claudia Pajewski)

Francesco Motta è, almeno per quanto mi riguarda, la rivelazione del 2016.

Semplicemente conosciuto come Motta, è il vincitore della Targa Tenco 2016 nella categoria Opera Prima con il suo album La fine dei vent’anni. I testi delle sue canzoni sono molti incisivi, hanno parole che ti entrano in testa e un ritmo travolgente, ma è dal vivo che Motta e la sua band danno il meglio di loro stessi.

Sono stata al suo concerto al Locomotiv di Bologna e, anche se non era la prima volta che lo sentivo suonare, è stato ancora più emozionante. Metti il locale pieno, metti il pubblico che canta tutte le tue canzoni e sta agli scherzi (“Si può ancora dire la parola comunista a Bologna?”), metti l’energia che Motta mette sul palco, ma sarà davvero una serata difficile da dimenticare. Ciò che davvero apprezzo di Motta dal vivo è il suo stretto legame con gli altri componenti della band: gli si avvicina, talvolta suona delle note sugli strumenti e poi torna a cantare.

Poco importa se, per colpa dell’emozione – o di qualche birra in più – si decide di rifare daccapo Del tempo che passa la felicità. D’altronde… le note non erano giuste!

Non manca nemmeno il contatto col pubblico, persino scendendo dal palco, perché senza tutti coloro che hanno sempre creduto in lui, come progetto musicale, difficilmente si sarebbe arrivati dove è oggi.

La prima volta assoluta che sentì parlare di Motta fu quest’estate, qualche settimana dopo lo sentì dal vivo all’Indiegeno Fest. Sì, è vero, non si può paragonare un festival con diversi artisti a un concerto singolo, ma le canzoni suonate in entrambe le occasioni sono le stesse: “Tanto ho fatto solo un cd, non ho molte canzoni”.
In Sicilia quest’estate erano pochi a conoscerle, al Locomotiv, invece, un locale intero cantava, qualcuno a squarciagola, c’era invece chi accennava solo i ritornelli, ma tutti eravamo lì per ascoltare le sue canzoni. E per quanto possa essere scontato, la differenza la noti. La percepivo io, non oso immaginare quindi come possa essere per chi è sul palco.

Per fortuna esistono in tutta Italia locali come il Locomotiv di Bologna che danno ampio spazio ad artisti emergenti e talentuosi. La fine del tour di Motta toccherà altre città ancora quali Pistoia, Crotone, Palermo, Cagliari, Roma, Genova, Padova, Pisa e Milano.

Ascoltate La fine dei vent’anni, andate a sentirlo dal vivo, se ne avete la possibilità, non ve ne pentirete.

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Alessia Scarpinati

Alessia Scarpinati

Sono nata giusto in tempo per capire che le cose belle della vita sono tante, che scrivere di me è fondamentale e che non riuscirei a vivere in un mondo senza musica, concerti, libri,serie tv e attori inglesi.

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