Il più grande rilascio di informazioni non è una vecchia notizia

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Come Chelsea Manning vede se stessa. Illustrazione di Molly Crabapple

Come Chelsea Manning vede se stessa. Illustrazione di Molly Crabapple

Ho letto la storia di Chelsea Manning per caso, in una sera senza sonno. Avevo sentito parlare di lei senza sapere che si trattasse di lei. Avevo visto in tv Collateral Murder senza sapere perché avessi la possibilità di vederlo. Quando ho saputo di lei mi sono sentita indignata, triste. Approfondendo la sua vicenda, leggendo le sue stesse parole, le sue intime confidenze, ho cominciato a provare una fortissima empatia nei suoi confronti. Ho deciso di raccontarvi la sua storia e di parlarne con il portavoce di Amnesty International Italia, Riccardo Noury, così che possiate conoscerla. In questo momento storico, con i recenti leak di Edward Snowden e con l’imminente arrivo di Trump alla Casa Bianca, il più grande rilascio di informazioni nella storia per numero di documenti non è storia vecchia. E bisogna continuare a parlarne.

Chi è Chelsea Manning

Una famiglia travagliata. È questo ciò pensano le persone vicine ai Manning, tanto che qualcuno si preoccupa per il piccolo Bradley: “Alle gite scolastiche davo a mio figlio sempre del cibo o dei soldi in più, per assicurarmi che Manning avesse qualcosa da mangiare”[1]. Entrambi i genitori alcolizzati; la madre, Susan, continua a bere durante l’intera gravidanza. A prendersi cura del bambino è la sorella Casey, di appena undici anni. Chelsea/Bradley vive una costante condizione di abbandono che si ripresenta anche al di fuori dell’ambiente familiare quando, trasferitasi in Galles, viene allontanata dai compagni della sua nuova scuola e addirittura lasciata sola durante un campeggio.

Nonostante la difficile infanzia, Chelsea manifesta fin da subito un’intelligenza brillante e viva, forgiata da successi scolastici, talento musicale e da svariati interessi, compreso quello per l’informatica (realizzerà il suo primo sito web a soli 10 anni). Nel tardo 2007 suo padre cerca di convincerla ad arruolarsi nell’esercito, proposta che la Manning accetterà, sperando che quell’ambiente così maschile possa risolvere la sua disforia di genere[2].

Al contrario, il suo ruolo nell’esercito come analista dell’Intelligence è un’esperienza terribile. Chelsea si sente terribilmente sola, senza speranza. È vittima di bullismo, è stressata perché non può vivere apertamente la sua identità sessuale ed è in crisi poiché contraria al tipo di guerra nella quale si trova coinvolta.

Che cosa ha fatto

L’umanità non ha mai avuto accesso a documenti così completi e dettagliati che mostrano com’è la guerra nei tempi moderni. Quando realizzi che le coordinate rappresentano luoghi reali in cui vive la gente […] e che quei numeri sono vite umane – con il loro amore, le loro speranze, i loro sogni, l’odio, la paura e gli incubi – allora è difficile dimenticare quanto siano importanti questi documenti.

Nei primi mesi del 2010 Manning viene in possesso di migliaia di documenti compromettenti sulla guerra in Iraq e in Afghanistan. Li salva prima su un disco che camufferà da CD di Lady Gaga e poi su una SD card. Inizialmente pensa di inviarli al The New York Times o al The Washington Post ma, non ricevendo risposta da nessuna delle due testate, decide di inviarli a WikiLeaks tramite Tor. Entra in contatto con uno degli esponenti di WikiLeaks (molto probabilmente proprio lo stesso Assange) e questa conversazione con lui la farà sentire finalmente compresa, donandole una tregua dalla solitudine e dall’ansia.

Questi innumerevoli documenti, tra le altre cose, contengono scottanti report sulla guerra in Iraq e in Afghanistan. Storie di abusi, torture e violenze, vite di migliaia e migliaia di civili innocenti. Uno dei documenti più importanti è sicuramente Collateral Murder, un video che mostra l’uccisione, da parte dell’esercito americano, di almeno dodici civili in Iraq, tra cui alcuni giornalisti della Reuters, le cui videocamere vengono confuse con delle armi.

Adrian Lamo e la condanna

Siamo di fronte a una Chelsea Manning profondamente spaesata, più sola che mai. Ha appena rilasciato delle informazioni che hanno praticamente cambiato il mondo e nessuno sa che dietro alla più grande rivelazione degli ultimi tempi c’è proprio lei. Dallo schermo del suo computer Manning entra in contatto con Adrian Lamo, un famoso hacker. Abbiamo tradotto alcuni pezzi della conversazione avvenuta tra i due. (bradass87 è Manning, info@adrianlamo.com è Lamo).

(2:56:34 PM) bradass87: La mia famiglia non mi supporta... il mio ragazzo mi ha lasciata senza dirmelo... sto per perdere il lavoro... ogni possibilità di fare carriera... non ho quasi niente se non un computer, dei libri e una gran bella storia.
(2:57:25 PM) bradass87: ...a essere sincera sono spaventata
(2:57:32 PM) bradass87: e non c'è nessuno di cui mi fido
(2:58:21 PM) bradass87: ho bisogno di tanto aiuto...
(2:58:48 PM) bradass87: non so se posso ripartire, ormai...
(3:00:43 PM) info@adrianlamo.com: puoi sempre ripartire.
(3:01:03 PM) bradass87: sì, ma non posso CONTINUARE a ripartire tutto il tempo... sono esausta
[…]
(3:02:29 PM) bradass87: sono esausta... mi dispero per raggiungere qualcosa nella vita... sono entrata nell'esercito... e si è rivelato un disastro
(3:02:49 PM) bradass87: ho fatto moltissime cose di cui nessuno sa nulla...
(3:03:09 PM) bradass87: è come se ci fosse una disconnessione tra me, tra ciò che so... e quello che vede la gente
(3:04:57 PM) bradass87: e ora sono sul punto di diventare la più famosa “hacktivista”, o come vuoi chiamarla... ho fatto un casino... scusami, adrian
(3:05:51 PM) bradass87: sto parlando a cuore aperto con qualcuno che non ho mai incontrato e non ho nessuna prova
(3:05:59 PM) bradass87: sono distrutta
(3:06:47 PM) bradass87: sono così stanca :'(

Nell’ingenuità della solitudine, fin da subito Chelsea sente di poter aprirsi a lui. Poco tempo dopo, Lamo la denuncerà e la Manning sarà condannata a trentacinque anni di reclusione.

(03:10:32 PM) bradass87: a una prima occhiata... era solo un gruppo di uomini che venivano uccisi da un elicottero... niente di che... […] ma il fatto del furgone mi pareva strano... e anche il fatto che fosse salvato nella cartella di un JAG... quindi ho guardato... poi ho individuato la data, tracciato le coordinate precise... ed era come se... ok, quindi è successa questa cosa... bello... poi sono andata su internet... ed era tutto nella mia testa... quindi ho cercato su google... la data, e il luogo e ho visto questo (n.d.r a questo punto la Manning linka un articolo del New York Times che parla dei due giornalisti uccisi)
(03:11:07 PM) bradass87: è rimasto nei miei pensieri per settimane, forse per un mese e mezzo… prima che lo inoltrassi a loro
[…]
(03:13:31 PM) bradass87: era incredibile... insomma, ho identificato dei corpi, in passato... era una cosa rara, ma solitamente si trattava sempre di un qualche “nessuno”
(03:13:48 PM) bradass87: invece questo era umano, mi ha resa nuovamente sensibile
(03:15:38 PM) bradass87: non lo so... sono strana, credo
(03:15:49 PM) bradass87: non riesco a separare me stessa dagli altri
(03:16:12 PM) bradass87: mi sento connessa a tutti... come se fossero tutti parenti lontani
(03:16:24 PM) bradass87: mi... importa?
[…]
(03:22:14 PM) info@adrianlamo.com: lo capisco
(03:22:45 PM) bradass87: capisci... questa connessione?
(03:23:38 PM) info@adrianlamo.com: sì.
(03:24:08 PM) info@adrianlamo.com: è per questo che mi sento triste quando qualche volta devo fare del male alle persone.
(03:24:10 PM) bradass87: siamo esseri umani... e ci stiamo uccidendo... e nessuno sembra capirlo... e mi infastidisce
(03:24:26 PM) bradass87: apatia
(03:25:28 PM) bradass87: l'apatia è molto peggio della partecipazione attiva

Riccardo Noury commenta il caso Manning

Il destino toccato a Chelsea Manning è profondamente ingiusto: le sue rivelazioni sono state fondamentali per l’umanità intera che ha avuto la possibilità di essere informata su una realtà spaventosa che contempla la violazione dei diritti umani internazionali. La sua è la più lunga condanna alla reclusione in America per il rilascio di informazioni private. Abbiamo parlato con Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, chiedendogli di commentare la vicenda. “Amnesty è sicuramente vicina alla Manning” dichiara Noury. “Ci indigniamo anche per le condizioni disumane in cui è tenuta in carcere. Ha tentato il suicidio due volte ed è stata portata in una cella di isolamento per due settimane. Questa non è assolutamente la risposta giusta a un tentato suicidio. Il trattamento che ha ricevuto equivale alla tortura, c’è un accanimento non trascurabile nei suoi confronti, si tratta di crudeltà”.

Chelsea Manning nell'aprile 2010

Chelsea Manning nell’aprile 2010

E neppure la popolazione americana sembra simpatizzare per Chelsea[3]. Secondo alcuni sondaggi, infatti, solo il 17% supporta la Manning mentre circa il 50% la considera una traditrice. Quello che ci sorprende è che, analizzando l’analogo caso di Snowden, che ha rilasciato informazioni segrete sul sistema di sorveglianza degli Stati Uniti, i numeri sono praticamente invertiti: il 55%, infatti, crede che l’informatore americano sia un eroe e solo il 13% disprezza il suo gesto. Quali sono le differenze tra i due whistleblower e perché Snowden sembra avere più appoggio da parte dei suoi connazionali? Questa discriminazione potrebbe essere causata dal fatto che la Manning sia una donna transessuale?

“Sicuramente la sua transessualità può influenzare queste percentuali, ma io credo che si tratti anche della tipologia delle informazioni rilasciate” risponde Noury. “Snowden ha denunciato abusi a discapito del cittadino americano medio, abusi che possono avvenire in qualsiasi momento e a danno di chiunque, lui compreso. È nell’interesse pubblico e si tratta di rivelazioni che toccano il singolo in prima persona. Chelsea Manning, invece, ha rilasciato informazioni sulla guerra che l’America combatte in Iraq e in Afghanistan e che viene vista con una distanza maggiore”.

È difficile prevedere cosa succederà ai due informatori, ma in questo momento politico la situazione è più preoccupante del solito: tra pochi giorni, infatti, Obama lascerà il posto a Trump. K. T. McFarland, che di recente è stata scelta per il ruolo di consigliere della sicurezza nazionale dal nuovo presidente, ha dichiarato nel 2010 che, se colpevole, la Manning sarebbe dovuta essere condannata a morte[4].

“McFarland ha effettivamente considerato la pena di morte per la Manning. Prima di lasciare la Casa Bianca, Obama dovrebbe compiere un ultimo gesto e graziare questi whistleblower. È l’unica soluzione, ma con l’arrivo di Trump è difficile immaginare che questo possa accadere”.

Non ci resta che attendere e nel frattempo diffondere questa storia, scriverne, informare. “Ciò che possiamo fare dai paesi esteri è far sentire la nostra voce, firmare le petizioni, parlarne e soprattutto non permettere che Chelsea si senta sola. Snowden è stato più fortunato da questo punto di vista perché è riuscito a crearsi una corazza, anche grazie al riscontro mediatico. Chelsea invece è più sola ed è importante, anche dal punto di vista umano, che senta che ci sono tante persone pronte a supportarla”.


Fonti:
1. Early Struggles of Soldier Charged in Leak Case su The New York Times
2. A Portrait of the Mind of Bradley Manning su The Atlantic
3. Glenn Greenwald: Why Americans Prefer Edward Snowden to Chelsea Manning su Newsweek Europe
4. Trump national security pick once wrote Chelsea Manning should be tried for treason, executed if guilty su Cnn.com

About author

Anna Scassillo

Anna Scassillo

Anna sarebbe felice se ricevesse una lettera al giorno, ognuna con una storia diversa. È una persona curiosa, ha voglia di conoscere continuamente cose nuove. Terribilmente affascinata dal cinema e dalla letteratura, Anna è innamorata della musica e della sua batteria rossa. Nella vita Anna vuole fare troppe cose e intanto studia alla Scuola Interpreti di Trieste.

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