Sanremo 2017, le pagelle dei testi

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Sanremo 2017, le pagelle dei testi

Sanremo 2017, le pagelle dei testi

ALBANO, Di rose e di spine – Da Albano non ci si aspetta nulla, se non che sia Albano. E “Brucerà questo mio fuoco che nessuno spegnerà” ne è la più inequivocabile dimostrazione. Albano, tra un’ospitata dalla D’Urso e un concerto in Russia, ogni tanto prova nostalgia per il Festival e decide di tornarci. E, ogni volta, il direttore artistico, inspiegabilmente, pensa sia il caso di accettare la sua candidatura. Ed eccolo qui, per la quindicesima volta. No, non ne sentivamo la mancanza. Voto: 3

BIANCA ATEZEI, Ora esisti solo tu – Riecco a Sanremo la grande incognita della musica italiana. Chi è Bianca Atzei? Perché è di nuovo sul palco dell’Ariston? Qualcuno ascolta la sua musica? A giudicare dalle vendite, no. Ma lei, instancabilmente, c’è. Bianca torna con un pezzo scritto nientepopodimeno che da Kekko Silvestre, uno che andrebbe denunciato dall’Accademia della Crusca per le tre k presenti nel suo nome. Uno che andrebbe denunciato da chiunque sappia cosa sia il buongusto (e il buonsenso) per le canzoni che scrive. Uno che dovrebbe intrattenere la gente distratta durante le sagre di paese ma che, inspiegabilmente, riempie lo stadio San Siro di Milano. Uno che, a proposito di incognite, resta il punto interrogativo più imbarazzante della musica italiana. Subito dopo Bianca, ovviamente. La cantante rivela “Kekko ha scritto questo brano pensando a me”. Considerando che il pezzo recita testuali parole “Ma ti rendi conto, amore, che quando stiamo insieme non esiste più una nuvola?”, non credo che Kekko abbia una grande stima di Bianca. Banale, prevedibile, trascurabile. Voto: 4

ALESSIO BERNABEI, Nel mezzo un applauso – Bernbei torna a Sanremo per la terza volta consecutiva. Non credo che qualcuno ne sentisse il bisogno, specie dopo l’appiccicosa e irritante Noi siamo infinito dello scorso anno. Il testo di “Nel mezzo di un applauso” si apre così “Stanotte ho aperto uno spiraglio nel tuo intimo, non ho bussato però sono entrato piano”, il resto è su YouPorn. Ah, poi arriva il lampo di genio “Ho capito che la felicità non è per sempre”. Voto: 4

MICHELE BRAVI, Il diario degli errori – Il testo di Michele Bravi, scritto per lui da Cheope, è sincero, senza fronzoli e deviazioni. È la resa dei conti di un ragazzo che impara a diventare un uomo, con quell’ansia e quell’affanno a cui i vent’anni ci condannano. E, per diventare un uomo, Michele inizia a spogliarsi degli errori che ha commesso. Profondo e autentico. Voto: 7

CHIARA GALIAZZO, Nessun posto è casa mia – Chiara ha una bella voce, ma canta un repertorio che non le appartiene. Lei non è la sua musica, è quello che ho pensato sin dal suo esordio nella discografia italiana. Ma quest’anno, alla sua terza partecipazione al Festival di Sanremo, Nicco Verrienti ha scritto per lei un testo profondo ma immediato, con qualche frase d’impatto che, ne sono certo, imbratterà panchine e banchi di scuola. E conquisterà anche i più reticenti. Voto: 7

CLEMENTINO, Ragazzi fuori – Il rapper partenopeo torna a Sanremo per la seconda volta consecutiva, canta in italiano e in napoletano e firma il brano insieme a Marracash. Parla della nostra generazione e dice “siamo ragazzi soli”. Clementino è autentico. Voto: 6

LODOVICA COMELLO, Il cielo non mi basta – Che ci fa “quella di Violetta” nel cast del Festiva di Sanremo? È un’incognita. Che abbia un curriculum di tutto rispetto, è indubbio. Ma questo non fa certamente di lei una big di Sanremo. Se così fosse, Valerio Scanu dovrebbe condurre un reality, perché ne ha fatti più lui che Valeria Marini, e Laura Pausini dovrebbe aprire una trattoria perché le piace mangiare. Il testo recita “Anche se vuoi darmi il cielo, il cielo non mi basta”. Noi speravamo che ti bastasse Violetta, invece hai voluto strafare. Voto: 4

 GIGI D’ALESSIO, La prima stella – Partivo prevenuto, come – suppongo – tutto il pubblico italiano. E mi sbagliavo, perché il testo, benché sia “alla D’Alessio”, ha meno cuore, sole, amore di quanto mi aspettassi. Gigi parla a sua madre, lo fa con consapevolezza e maturità. Ma poi, quando racconta alla madre quante cose siano cambiate oggigiorno, inciampa su un fastidioso “un figlio può arrivare anche senza far l’amore”, che ha il sapore di un giudizio bigotto, sbrigativo e retrogrado. Spero di sbagliarmi, intanto il testo raggiunge la sufficienza. Voto: 6

ELODIE, Tutta colpa mia – Elodie è a Sanremo perché, nonostante ad Amici sia arrivata solo seconda, ha conquistato in fretta il disco d’oro con il suo album d’esordio. Che è un po’ come dire “sono testimonial della Nutella perché ne ho mangiato un barattolo in mezz’ora”. Sorvolando sulla sua ingiustificata (e ingiustificabile) presenza al Festival, tra gli autori del suo brano spicca il nome di Emma, che è anche la sua produttrice. No, non è una battuta. Emma Marrone scrive canzoni e fa la produttrice musicale. E infatti partorisce “amore amore amore mio, ogni giorno mi sveglio e tu sei andato via”. Se Emma non fosse vittima della propria indomabile arroganza, sarebbe la prima a beneficiarne. Se Elodie non si tingesse i capelli di rosa, sarebbe la prima a non riconoscere la propria faccia. Voto: 4

GIUSY FERRERI, Fa talmente male – Giusy lo ha ammesso, è tornata a Sanremo con un brano radiofonico che strizza l’occhio alle sue prime produzioni. La sua carriera, in netta rimonta, ne beneficerà. Il testo di Fa talmente male, però, non ha la potenza de Il mare immenso né della struggente Ti porto a cena con me, che – a dire il vero – ha rappresentato una battuta d’arresto nella sua carriera altalenante. Aspetto di sentire l’interpretazione che ne farà Giusy, sono certo che farà la differenza. Voto: 5

FRANESCO GABBANI, Occidentali’s karma – Torna di diritto, dopo la vittoria dello scorso anno nella categoria Nuove proposte, Francesco Gabbani. E torna con lo stesso stile che l’ha visto trionfare un anno fa. Ironico, irriverente, indomabile, con un solo rischio, quello di diventare una macchietta. Voto: 6

FIORELLA MANNOIA, Che sia benedetta – Fiorella Mannoia si affida a una giovane cantautrice di grande talento, Amara. E fa bene. Che sia benedetta sa di consapevolezza e maturità. Parla della vita, inciampa su qualche stereotipo, ma – ne sono convinto – non tradirà le aspettative di chi, dalla Mannoia, s’aspetta una canzone importante. Il testo lo è di certo. “Quante volte condanniamo questa vita, illudendoci di averla già capita”, Fiorella ha dalla sua quarant’anni di esperienza e ricami di parole che meritano un plauso. Voto: 7 ½ 

MARCO MASINI, Spostato di un secondo – Masini scrive con Zibba, un’altra penna che merita l’attenzione del pubblico. E basta una lettura superficiale del testo per comprendere quanto siano lontani i tempi di Ci vorrebbe il mare, Bella stronza e Vaffanculo. Masini è diventato adulto, guarda al passato con intelligenza, con stupore e con un’incoscienza ragionata, nuova. Spostato di un secondo è un viaggio importante, un percorso ad ostacoli che – come meta – si prefigge di saper tornare al punto di partenza senza subire le brutture della vita. Senza lasciarsi imbruttire dalla vita. Voto: 7-

ERMAL META, Vietato morire – Punto su di lui, perché Ermal ha uno stile riconoscibile, una penna inconfondibile e un timbro che non si dimentica. E sa scrivere. “L’uomo che tu diventerai non sarà mai più grande dell’amore che dai”, recita il testo di Vietato morire. Ermal è diretto, profondo, sincero. E mi auguro che questa sia la sua occasione. Voto: 7

FABRIZIO MORO, Portami via – Il primo aggettivo che mi è venuto in mente, dopo aver letto il testo di Fabrizio Moro, è “viscerale”. “Inquieto” e “sincero”, aggiungo adesso. Moro torna con un brano in cui mette a nudo le proprie paure, perché non diventino limiti. Parla a sua figlia, le dice “Amore mio, portami via”. Sa di vita, questo brano, di vita presa a calci e a carezze timide. E, tra le righe, si (ri)conosce l’uomo. E non è da tutti. Voto: 7+

NESLI E ALICE PABA, Do retta a te – Improbabili e inaspettati, ecco l’ex rapper romantico e la talentuosa (almeno a giudicare dal suo percorso a The voice) vincitrice del talent di Rai Due. Non so quanto e come possano incontrarsi due realtà così diverse. Certo è che i duetti a Sanremo piacciono da sempre. Nesli è l’autore del brano, che – alla sola lettura del testo – appare debole. A fare la differenza, stavolta più che mai, sarà l’alchimia che mostreranno di avere sul palcoscenico. Voto: 5

RAIGE E GIULIA LUZI, Togliamoci la voglia – Ecco il secondo, inaspettato e improbabile duetto. Mondi opposti e storie (apparentemente) inconciliabili. Tra gli autori di Togliamoci la voglia compare il già citato Zibba che, insieme allo stesso Raige, Iammarino e Chiaravalli scrive “Ci vuole un gran coraggio ad essere felici, a me capita con te”. Come nel caso di Nesli e Alice Paba, la differenza la farà la performance live. Il testo è poco incisivo. Voto: 5

RON, L’ottava meraviglia – Ron torna con un pezzo romantico e senza grandi pretese. Il testo è semplice, in alcuni passi prevedibile, sicuramente non memorabile. “C’è una strada nel sempre, dove con te voglio andare” è il sunto perfetto. Voto: 5

SAMUEL, Vedrai – Il cantante dei Subsonica torna a Sanremo da solista. E presenta un testo intimista ed elegante, che racconta la speranza di un uomo disilluso, ma non segnato dal passare del tempo, forse soltanto consapevole. È un uomo che non si è tradito, che dice “Vedrai che riusciremo a dare ancora un nome alle paure che ci fan tremare”. Voto: 7

SERGIO SYLVESTRE, Con te – Sergio ha vinto Amici, poi un disco d’oro e adesso è a Sanremo con uno brano scritto insieme a Giorgia. Il testo di Con te è breve, debole, inafferrabile. Sembra incompiuto, sembra sia soltanto una premessa di un racconto importante e consapevole, invece si rivela un’accozzaglia di frasi trite e ritrite. “Non c’è poesia”, per citare un verso del brano. Credo si rivelerà un’occasione mancata. Voto: 4

PAOLA TURCI, Fatti bella per te – Paola Turci torna a Sanremo dopo (troppo) tempo. E il tempo sembra averle regalato bellezza e consapevolezza. La donna di Fatti bella per te è una persona guarita, dalle ferite evidenti e da quelle nascoste; è una donna cresciuta, sopravvissuta alle disattenzioni che ha riservato a se stessa e di cui non vuole più essere complice, né vittima. Paola Turci è una cantautrice di spessore, con il suo timbro inconfondibile e il suo stile riconoscibile si prenderà le rivincite che merita. Il testo è diretto e incisivo. Ed è più che sufficiente. Voto: 6 ½

MICHELE ZARRILLO, Mani nelle mani – Zarrillo è Zarrillo, romantico, malinconico e poetico. È come volevo che fosse. Lui non si è mai snaturato e probabilmente ha pagato il prezzo di tanta ostinata sincerità. A me il verso “Vorrei tornare (…) a quel viaggio che dormimmo in un fienile, ad un valzer da ubriachi in riva al mare” emoziona. Ma forse sono di parte, perché – da La notte dei pensieri in poi – ho amato le sue storie d’amore in versi. Voto: 6

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Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. Ha conseguito la laurea triennale in Lettere, indirizzo Musica e Spettacolo, e la laurea magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza.

1 comment

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    Elvira 1 febbraio, 2017 at 15:00 Rispondi

    Aspettavo le tue pagelle. Il festival di Sanremo senza il commento attento, puntuale e a tratti irriverente, ormai non ha più senso.
    Sei stato “risicato” con i voti, ma sono certa che, ascoltando le performance, ne vedremo ( e leggeremo) delle belle

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