Elena Favilli porta le Storie della Buonanotte a Bologna

0
Una foto di Storie della buonanotte per bambine ribelli

Una foto di Storie della buonanotte per bambine ribelli

Lo scorso 28 febbraio è uscito il tutte le librerie Storie della buonanotte per bambine ribelli, un libro per bambini che ha mosso tante discussioni, sia positive che negative. Si tratta di una raccolta di 100 biografie di donne di tutto il mondo e di tutti i tempi, donne ribelli, che hanno osato e puntato in alto, mettendo in conto lo scotto di un simile azzardo. Lo scopo del libro è di aprire gli occhi alle bambine per dimostrare loro che essere donne non vuol dire incarnare un modello di fragilità, malizia o vanità; le donne possono comandare, andare sulla luna, scrivere, progettare palazzi, guidare l’auto in una realtà in cui sono solo gli uomini a guidarla.

Ieri ho avuto l’opportunità di ascoltare e vedere Elena Favilli, coautrice del libro insieme a Francesca Cavallo, entrambe italiane ma ormai da anni cittadine statunitensi. Elena è venuta a Bologna, in via Zamboni 38, a parlarci di lei, della sua esperienza e di tutto il dietro le quinte del suo lavoro.

Laureatasi all’Università di Bologna e studentessa frequentante proprio in quell’aula in cui è tornata ieri, ma dalla prospettiva opposta, la Favilli si apre con noi su tutte le difficoltà che ha affrontato la sua generazione in campo lavorativo e sulla sua opportunità di emigrare negli Stati Uniti. È proprio qui che inizialmente le due giovani donne realizzano un progetto di editoria digitale, la prima rivista su iPad per bambini, Timbuktu Labs.

Ma è grazie alla più proficua campagna di crowdfounding mai realizzata per un’opera editoriale che sboccia la possibilità di portare alle stampe l’opera. Il boom raggiunto, tuttavia, non è fortuito. Alla base dell’autopromozione è necessaria un’idea giusta che va coltivata giorno per giorno, attraverso la creazione di un pubblico. La coppia Favilli-Cavallo l’ha fatto, mantenendo un costante dialogo con i propri lettori, aggiornandolo con newsletter che racchiudevano piccoli aneddoti di grandi donne. Elena Favilli ha poi sottolineato quanto fosse importante, in questo frangente, il linguaggio, argomento che ha toccato nel profondo un’aula gremita di studenti di Lettere (grazie, ci siamo sentiti meno inutili!). Scritto in inglese da due italiane e poi tradotto in 12 lingue diverse, il libro fin da subito è caratterizzato da una forte impronta internazionale.

Anche l’autenticità ha la sua rilevanza, infatti il progetto di Storie della buonanotte mira alla trasmissione di aneddoti semplici. Le “donne ribelli” non sono perfette entità superiori, ma persone che ci stanno accanto e vivono esattamente come noi. Elena Favilli ci racconta il caso di una donna italiana, Lella Lombardi, campionessa di Formula 1 che si divertiva a portare il furgone del padre macellaio e a consegnare la carne in tempo record. O ancora Margaret Thatcher, il cui inserimento fra le 100 donne è stato molto discusso, ma che segue il fil rouge del libro: realizzare una raccolta di storie di esseri umani, con tutte le loro negatività. Distaccarsi dalla primitiva idea di fiabe per bambine, che vedono come protagoniste principesse dall’aspetto e dal carattere impeccabili, falsi modelli in cui rispecchiarsi.

Tra gli elementi più criticati c’è poi la trattazione di storie non a lieto fine, di temi seri e complessi per un bambino, per quanto siano stati resi accessibili, nonostante la drammaticità (la Favilli cita l’omicidio di Anna Politkovskaja). Non si tratta in questo caso di semplificazione; l’intento di base non è enciclopedico né si punta a una raccolta precisa e lineare di fatti storici. L’obiettivo è quello di instillare la curiosità e da poche righe porsi domande, fare ricerche, saperne sempre di più.

Il libro vede un rapporto di sostegno reciproco fra testo e immagini: ogni storia ha accanto il disegno della sua protagonista. Anche per quanto riguarda le illustrazioni, il web ha avuto grande rilevanza. Il duo ha trovato le sue disegnatrici sui social che utilizziamo quotidianamente, la maggior parte su Instagram e Tumblr. Si è mantenuta coerente la realizzazione di stampo globale, contattando 60 diverse disegnatrici da tutto il mondo, mantenendo il team tutto al femminile. Il progetto grafico comprende una grande varietà di stili, volti a valorizzare le diversità fisiche di ogni donna, abbandonando la tradizionale idea di un prototipo femminile preconfezionato.

Nell’aula universitaria le domande sono tante e l’esperienza di Elena suscita una forte curiosità da parte di un pubblico in maggioranza femminile. L’autrice, forse fin troppo emozionata, ci risponde e ci mette in guardia. La nostra nazione, nella classifica del global gender gap, occupa il 50esimo posto e la strada per la perfetta parità dei sessi è ancora lunga. Storie della buonanotte per bambine ribelli di certo non risolverà il problema, ma rappresenta almeno una goccia nell’Oceano.

About author

Camilla Pinto

Camilla Pinto

Classe 1996, laureata in Lettere e studentessa di Italianistica a Bologna. Mi piacciono i libri, il mare, il buon cibo. Leopardi scrisse: "Può esser certa che se io vivrò, vivrò alle Lettere, perché ad altro non voglio né potrei vivere". È così anche per me.

No comments

Potrebbero interessarti

La poetessa Alma Spina con il suo libro, Rovi, edito da Eretica Edizioni

Rovi: quando la poesia diventa nuova linfa vitale

[caption id="attachment_12582" align="aligncenter" width="1200"]Rovi di Alma Spina, edito da Eretica Edizion...            </div>
        </article>
        
        </div>
    
</div><!-- .recommend-box -->        		            <script>
                ytframe_ID = [];
            </script>
            
            <div class=

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi