Flanella, una raccolta di poesie per scaldare qualche ora dei nostri giorni

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In foto, l'autore di Flanella, Luca Tosi

In foto, l’autore di Flanella, Luca Tosi

Avrei potuto iniziare la recensione così:

Vago in cerca di calore,
in cerca di qualcosa
che colmi le mie necessità.
La trovo.
Flanella.
Non può che essere calda
la promessa di
solleticare il mio intelletto
e avvolgendomi nelle sue pagine
lentamente
vengo appagato.
Non sono più vincolato
dal bisogno
ma dal desiderio
di fare mie
tutte le sillabe di questo tomo.

Ma forse non sarebbe stato nel mio stile…

Ogni volta che qualcuno afferma che la poesia in Italia non ha futuro e non ha (più) senso di esistere, qualcosa in me si spezza e corro a rifugiarmi tra le poesie di Leopardi. È bello constatare che, in realtà, non è proprio così e che ci sono molte persone (soprattutto giovani!) che amano esprimersi in versi e spalancare in questo modo le finestre della propria interiorità.

È il caso di Luca Tosi e di Flanella, silloge poetica pubblicata da Eretica Edizioni. Già sussurrando il titolo e sentendo il suono dischiudersi tra le labbra, si insinua in me un’immagine piacevole e delicata, calda e avvolgente, come quelle coperte e quei maglioni – di flanella, per l’appunto – che si usano d’inverno per proteggersi dalle intemperie della stagione e custodire il cuore ardente.

Mi piace pensare sia lo scopo di questa raccolta di poesie, in cui ognuno può ritrovare un pezzo della propria quotidianità, spesso condita con un pizzico di agrodolce malinconia. Nelle poesie di Luca è facile immedesimarsi e trovare sentimenti ed episodi quasi universali.

Chi non ha mai passato una notte a fissare il soffitto, con un susseguirsi di pensieri in un vortice senza fine, quasi con la speranza che quel soffitto potesse parlare, o almeno ascoltare, quello che avevamo da dire? Chi non ha mai provato odio per quelle domeniche lunghe e tediose, che non sembrano trascorrere mai?

L’accostamento di parole crea delle immagini intime ed evocative (come, ad esempio, “peli” e “petali”), ma non mancano le immagini più forti (“pareva di essere l’inverno / appeso / in sala. / il cadavere / del buio crespo / gelido a muro / incorniciato” o “la laurea crepa / di vertigini / al cappio / della cornice”).

Una piccola perla, da leggere, raccomandare e condividere, per il suo carattere moderno e assoluto.

Il castello

come l’ombra di quest’ora,
spoglio
nell’estate scalza,
tengo in spalla
il ricordo…

della notte passata,
delle bottiglie
amate e svuotate
per merito al cielo
o per inerzia sincerità,
delle sigarette
accese
accese,
accese,
e poi spente
sete e traffico di parole
bruciato in fretta
in successione,
minuti di tregua,
nei nervi,
nei sorrisi,
nelle fumanti bocche,
nelle parole profumate di vino e disperata sorte…
nei denti dislessici,
nell’asma,
dei gridi e delle parole ingoiate,
negli stramazzi
nell’aggressività timida…
è qui
che solfeggia l’anima nuda.

About author

Valentina Zanin

Valentina Zanin

Accanita lettrice, tifosa della pallavolo, perennemente in viaggio, telefilm dipendente, appassionata di filosofia.

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