Hey mamma!, voglio fare la storyteller!

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La parola storytelling è forse una delle parole più abusate negli ultimi anni. Ma che cos'è lo storytelling e, soprattutto, può diventare un mestiere?

La parola storytelling è forse una delle parole più abusate negli ultimi anni. Ma che cos’è lo storytelling e, soprattutto, può diventare un mestiere?

Quando ho cercato di spiegare a casa cos’è lo storytelling non è stato affatto facile. La parola storytelling è forse una delle parole più inflazionate, abusate e affascinanti, diventate di dominio pubblico negli ultimi anni. Ma che cos’è lo storytelling e, soprattutto, può diventare un mestiere?

Se cerchiamo questa parola su un qualsiasi dizionario – meglio se online perché non so da quanti anni sia stata effettivamente inserita nei vocabolari cartacei – troviamo scritto: “L’arte del raccontare storie impiegata come strategia di comunicazione persuasiva, specificatamente in ambito politico, economico ed aziendale”. E voi direte: sì bello, ma allora?

Allora questa forma di comunicazione persuasiva sta diventando sempre di più un vero e proprio lavoro, una filosofia di vita e di branding che si sta diffondendo a macchia d’olio, un’onda dirompente che tutti vogliono cavalcare. Ma forse non è molto saggio improvvisarsi storyteller. Servono formazione, conoscenza, cultura e intuito per riuscire bene in questo campo. Le tecniche si possono affinare, la pratica di certo aiuta, ma non si può fare da soli.

Sono ormai sei mesi che sono in Servizio Civile e ho preso parte a molti workshop e seminari in materia e due cose mi sono chiare: 1. Senza storytelling, oggi, un prodotto, un’azienda, un’idea, una persona, non sono niente. Puoi avere l’idea del secolo, ma se non sai comunicarla nel modo giusto, sei zero. Devi depurare il tuo racconto di tutto ciò che è superfluo, devi vendere emozioni – perché oggi vale di più il socialiting del marketing – e, anche se ti resterà poco materiale, lo storytelling ti aiuterà a concretizzare; 2. Lo storyteller non improvvisa, ma studia, ragiona e combina racconti per creare qualcosa di innovativo, unico nel suo genere e riconoscibile.

E allora ecco che nella mente di una come me, da sempre affascinata dal connubio racconto-innovazione (anche tecnologica), è scattata una molla e mi sono innamorata di quest’idea di narrazione, di racconto della società prima che del brand. Si sa, se ti innamori di un argomento – che si tratti di un colpo di fulmine o di un’infatuazione passeggera – ti trovi nella condizione di volerne scoprire sempre di più. Ecco perché, non sazia di seminari e lecture tenute dai più disparati e autorevoli esperti del settore, mi sono buttata sulla saggistica in materia.

A forza di cercare ho trovato un saggio davvero interessante: Monkeys with typewriters di Scarlett Thomas (libro in lingua inglese che, onestamente, non so se esiste in versione italiana). La Thomas ha raccolto in un unico volume tutte le sue lezioni tenute agli studenti dei suoi corsi e ha dato vita a un manuale di scrittura creativa, storytelling e socialiting unico nel suo genere. Tra capitoli teorici e capitoli più pratici, l’autrice analizza, a partire dai greci fino ad arrivare ai giorni nostri, le strutture di romanzi, serie tv e film, per farci entrare nelle storie e permetterci di capire quanto sia cambiato nel tempo – ma forse nemmeno così tanto! – il modo di raccontare e rendere un’idea di successo.

Rendere un’idea di successo è il fulcro e, allo stesso tempo, la difficoltà maggiore dello storytelling. Con costanza e pratica si può imparare a fare socialiting, e anche a farlo bene. Certo, il proprio bagaglio di conoscenze ed esperienze è fondamentale per farlo nel modo giusto, ma quello che secondo me è davvero difficile trasmettere è chi è e cosa fa lo storyteller. Si tratta di una figura professionale davvero nuova e innovativa e se fai questo lavoro o se stai provando a raggiungere una posizione in questo campo, spiegare agli altri – in modo particolare agli over 60 – che cosa fai diventa davvero complicato.

Ecco, se riuscirò a spiegare a chi mi sta attorno cosa sto cercando di diventare e in cosa consiste, allora sì che potrò definirmi una storyteller, fosse anche per una frazione infinitesimale di secondo!

About author

Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante ingegnere junior e clarinettista per diletto.

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