La Differenza: il nuovo disco di Chiara Ragnini [INTERVISTA]

0
In foto, Chiara Ragnini

In foto, Chiara Ragnini

Chiara Ragnini è senza dubbio un’artista di grande successo nazionale: vincendo numerosi premi musicali e partecipando a eventi molto rilevanti, come ad esempio Area Sanremo, può vantare con orgoglio un vastissimo bagaglio di esperienze e conquiste sulle proprie spalle. Il 28 aprile 2017 uscirà la sua nuova creazione intitolata La Differenza, registrata presso l’Ithil World Recording Studio di Imperia, che segna una svolta decisiva nella vita artistica della cantante.

Uscendo dalla comfort-zone rappresentata dal genere folk e sperimentando l’ambiente electro-pop, Chiara Ragnini è la dimostrazione vivente del fatto che bisogna uscire fuori dal guscio per trovare la propria dimensione, sia in campo artistico sia personale. Il suo nuovo disco è molto interessante e di grande qualità: per saperne di più, le ho posto alcune domande.

Dalla tua biografia si legge che la tua comfort-zone è il folk: il passaggio da quest’ultimo all’electro-pop era già in programma o è stato una novità?

Era da molto tempo che sentivo la necessità di mostrare la mia anima più aggressiva: la novità vera è stata trovare il coraggio di uscire dal guscio, di mettermi a nudo realmente con maggiore onestà rispetto a prima, sia dal punto di vista delle liriche che degli arrangiamenti. Sono stata per molto tempo alla ricerca della mia giusta dimensione sonora e, dopo tanta ricerca e fatica, sono riuscita a trovare l’ambito adatto rispolverando tanti ascolti e riferimenti del mio background musicale, dall’hip hop all’elettronica, fino al pop di stampo più internazionale.

Nelle tue canzoni i temi principali sono relazioni amorose fallimentari e il dolore e la delusione provati in merito a esse: come, secondo te, la musica può aiutare in queste situazioni?

La musica è estremamente terapeutica: aiuta a elaborare i propri lutti e lo fa tirando fuori i nostri lati più nascosti, se glielo lasciamo fare. Per me ogni canzone nasce dal bisogno di raccontare quello che sento, che sia un sentimento di dolore o di gioia oppure le sensazioni vissute da persone intorno a me. Credo che chi scrive canzoni sia come una spugna: assorbe ciò che gli sta intorno per sublimarlo in una unione indissolubile fra musica e parole.

C’è una canzone dell’album in cui ti rispecchi di più? Perché?

Ce ne sono molte, una in particolare è proprio La Differenza: la frase “non aspetto di fare la guerra per gettare le armi per terra” rappresenta molto bene la fine di un percorso che ho fatto su me stessa per gestire le mie relazioni interpersonali. Sono sempre stata molto testarda, a volte rigida, con me e con le persone che mi stanno a fianco: ho imparato, però, che venirsi incontro è fondamentale e spesso mollare la presa per primi, quel “gettare le armi per terra”, in battaglie a volte futili e apparentemente senza via d’uscita è la chiave di volta per la risoluzione. Ho imparato, in questi ultimi anni, a volermi più bene ed essere meno orgogliosa.

Nella presentazione del tuo nuovo album La Differenza affermi che sono cambiate molte cose dal tuo precedente lavoro Il Giardino di Rose: c’è qualcosa che, invece, è rimasto invariato?

La passione e la determinazione che metto in ogni cosa che faccio: queste non sono cambiate, anzi, si sono direi rafforzate. Ho le idee molto chiare, ora, su quale sia la strada da continuare a percorrere, sempre fatta di piccoli passi, di coerenza, di trasparenza e di onestà intellettuale.

Parliamo ancora di differenze. Nella canzone Il vortice bianco si percepisce la consapevolezza, provata dalla protagonista, degli errori fatti nel passato a cui tenta di rimediare, seppur talvolta invano: la Chiara Ragnini del presente come si relaziona alla persona che era in precedenza?

Con grande rispetto: ogni momento della nostra vita può essere un’occasione di crescita per uscire dai loop in cui a volte rimaniamo incastrati e uguali a noi stessi, quei vortici bianchi da cui è difficile uscire. Oggi sono una donna di 34 anni, che sta per diventare mamma e che porta con sé la consapevolezza di ogni sua azione, soprattutto in campo artistico.

Cosa significa per te comporre e scrivere musica?

Significa rivelarsi all’altro e a se stessi, senza filtri: ogni canzone è un pezzettino di me, volente o nolente, anche quando racconto di esperienze vissute da altri. Ci metto sempre qualcosa di mio, è inevitabile. La scrittura è un’arma potentissima: ci permette di svelare tutti quegli aspetti di noi che probabilmente resterebbero inerti o conservati nel privato, spesso soffocandoci. Come scrivevo prima, la musica, la scrittura, in particolare, sono terapeutiche. Una splendida via di fuga e di confronto con i nostri demoni.

È palese, leggendo la tua biografia, che come artista sei molto affermata e conosciuta nel mercato musicale: hai qualche consiglio da offrire ai giovani musicisti che adesso iniziano ad addentrarsi in questo mondo tanto bello quanto intricato?

Sicuramente il consiglio è quello di non demordere, mai, soprattutto nei grandi momenti di sconforto e di fronte alle numerose porte chiuse in faccia che arriveranno. Se la passione e l’amore per la musica sono davvero forti ed essenziali per la propria vita, bisogna fare di tutto per assecondarli: studiare, impegnarsi, coltivare quotidianamente il proprio talento e circondarsi di persone di grande fiducia con cui affrontare insieme il percorso. Diffidare dalle vie apparentemente più semplici e immediate, perché si corre il rischio di bruciarsi. La gavetta, il palco, la preparazione tecnica sono aspetti invece fondamentali che bisogna affrontare con grande costanza. Sempre.

Hai già in mente dei progetti da realizzare in futuro?

Sto già lavorando a tante nuove canzoni, in vista di un terzo lavoro per il quale non farò passare altri cinque anni ma molti meno. Sto scrivendo tanto anche nell’ottica di affidare le mie canzoni a giovani interpreti, come autrice. È un aspetto, quello autoriale, che continuerò a portare avanti collaborando con tante altre belle realtà sia del mio territorio che a livello nazionale. Scrivere è meraviglioso, sia per se stessi che per gli altri.

About author

Elvira Petrarca

Elvira Petrarca

Nata nel 1997, vive di pane e pianoforte. Ama l'arte in ogni sua forma e viaggia sempre con una penna ed un quaderno in mano per poter raccontare ciò che più la incuriosisce.

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi