Raffaello Sanzio e quel genio finalmente riconosciuto

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Immagine da Raffaello – il Principe delle Arti – in 3D

Immagine da Raffaello – il Principe delle Arti – in 3D

Il miglior insegnante è colui che suggerisce piuttosto che dogmatizzare, e ispira nel suo ascoltatore il desiderio di insegnare a se stesso.Edward Bulwer-Lytton

Ammetto subito di non sapere chi sia Bulwer-Lytton. Ma dice una cosa giusta in fondo. Insegnare a se stesso, qualcosa di ispirato e non dovuto. Un desiderio.

Ed è con questo desiderio che uscirete dalla sala del cinema. È con questo desiderio che vi alzerete dal divano quando il lungometraggio sarà terminato. E vi dispiacerà, al punto da provare quel piccolo senso di vuoto e di melanconia. Quello che provate quando chiudete un libro e vi chiedete “ed ora?”.

Sky 3D, Sky Cinema e Sky Arte si fondono in un prodotto cinematografico mai realizzato prima: Raffaello – il Principe delle Arti – in 3D. E così troverete Flavio Parenti (To Rome With Love) e Angela Curri (La mafia uccide solo d’estate) nei panni di Raffaello Sanzio e Margherita Luti. Un percorso di vita di 37 anni, gli anni del Principe delle Arti, tra le botteghe, l’amore, i maestri e quell’arte sublime di apprendere con gli occhi e andare oltre.

Si parte da Urbino, dalla sua casa e da suo padre, passando per Firenze per approdare poi a Roma, in quelle mura Vaticane che hanno visto passare i migliori artisti di cui possiamo vantarci. E il viaggio lo facciamo con tre altrettanto grandi nomi fra gli storici dell’arte: Antonio Paolucci, Antonio Natali e Vincenzo Farinella.

Analisi storiche, culturali e sociali per un percorso adatto a tutti che la Nexodigital distribuirà in 60 paesi. La cultura alla portata di tutti con quelli che sono i linguaggi comuni, ovvero un lungometraggio in 3D, un racconto fatto di curiosità e di nozioni che non pesano ma che rendono questi 90 minuti circa una specie di scoperta continua. Chiavi di lettura che lasciano porte aperte su molte questioni, come a voler lasciare la vita di Raffaello Sanzio con qualche mistero.

Perché parliamoci chiaro: è un mistero come sia riuscito a soli 27 anni a essere ambito da tutti. Tutti volevano le sue mani all’opera nei chiostri, nelle cappelle, nei soffitti, persino negli arazzi del Vaticano. Un chiaro esempio di come, nel suo mondo, una fornaia potesse diventare una Madonna. Quelle espressioni e quei corpi vivi, veri e vivaci che non sembrano appartenere a nessun altro artista. Ci sono richiami, ci sono ispirazioni, ma c’è quel passaggio che ognuno di noi dovrebbe fare, quel passaggio che ogni insegnante spera che faccia il proprio allievo: fare suo l’insegnamento e adattarlo, rivisitarlo, rimodellarlo. Ed è per questo che molti osano dire del Principe delle Arti che altro non è che un pessimo copiatore, solo un copiatore.

A voi che guarderete questo film, a voi che leggerete il Vasari magari o che invece aprirete quel libro di Storia dell’Arte oramai ingiallito, voglio lasciare la libertà di informazione prima e la possibilità di commentare poi, senza aiuto alcuno.

Perché, da raffaellita quale sono, non potrei che raccontarvi solo cose belle.

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Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, lavoro in una tipografia tra inchiostri e grafiche. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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