Frida Neri: «Ora sono vicina alla mia essenza»

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In foto, Frida Neri

In foto, Frida Neri

Dopo sei anni dall’uscita del suo primo EP dalle sonorità jazz, ritorna con un nuovo disco intitolato Alma, pubblicato il 9 marzo 2017, questa volta lasciandosi travolgere dal genere world music e creando un interessante connubio tra culture e stili musicali differenti: è di Frida Neri che stiamo parlando.

Il suo nuovo disco è un piacevole viaggio nel tempo, che tocca il Portogallo, la Grecia e l’Italia meridionale di un tempo; è un’armonica fusione di suoni, parole e colori, creando atmosfere uniche accompagnate dalla sua voce che, seppur sia un incrocio di differenti influenze artistiche, è caratterizzata da un timbro limpido e riconoscibile.

Alma custodisce tanti significati dentro sé, ma per saperne di più è bene rivolgersi alla sua stessa autrice.

Partiamo subito con la prima domanda: chi è Frida Neri?

Frida Neri è una persona alla continua ricerca. E la sua voce cerca di esprimere tutto ciò che si muove, tutto ciò che colpisce, che deve trasformarsi, che vuole essere condiviso. Sono le esperienze che diventano racconto, emozione, qualcosa che non è più solo vissuto personale, ma tassello del nostro essere umani.

È trascorso molto tempo dalla pubblicazione del tuo primo EP, Frida Neri: come sono stati questi anni e cos’è cambiato?

Sono stati anni intensi, dal punto di vista musicale e umano. Sono cresciuta, ho trovato il mio suono – sia vocale che strumentale – attraversando tanti territori differenti. Sono cambiata, cambiata tanto! In tutto, credo. Ora, solo ora, sento grazie a questo disco (il frutto di un lavoro profondo) di essere davvero vicina alla mia essenza, alla mia radice.

Hai lavorato alla realizzazione completa di questo disco con diversi artisti, come Massimo Zamboni, Loris Ferri, Carla Fucci e Gesine Arps. Come sono nate queste collaborazioni?

Sono nate dalla voglia di fare rete, condividere, confrontarsi con talenti che riescono a toccare punti profondi, che riescono a ispirare con la loro arte. Immensi talenti che ho deciso di onorare, o forse che il mio istinto ha scelto di invitare dentro il progetto.

Nel tuo album presenti una mescolanza di vari canti provenienti da differenti culture, ad esempio Canção de embalar di José Afonso, che è molto interessante. Ci motiveresti la scelta specifica di questi pezzi?

La motivazione è molto semplice: decido di condividere col pubblico solo e soltanto ciò che ho provato in prima persona, sulla pelle. Quella canzone è una formula magica densa di delicata nostalgia, di amore profondo. Il suo autore era un uomo dal cuore grande, un’anima immensa che teneva stretti in uno la cura per gli altri, la lotta contro le ingiustizie, l’amore per il suo paese, l’impegno politico. E la sua ninna nanna è un mondo magico che ti risucchia dalla prima nota. Inoltre, penso sempre al mio piccolino, quando la canto. E penso che, se il bambino fossi io, sarei invaso dalla meraviglia!

Quali aspetti di Frida Neri possiamo trovare in Alma?

Non vorrei sembrare enfatica, ma c’è davvero tutto! Canto usando diversi colori e umori della voce; in ogni canzone, vivo dentro quella storia, come hanno saputo fare i musicisti grandiosi che hanno suonato con me, interpretando ognuno col suo strumento la direzione del brano. Alma è un viaggio e, in quel viaggio, persino io scopro aspetti nuovi, inaspettati. In ultimo, Alma conferma il mio bisogno di fondere in un rito differenti discipline (che in realtà sono sempre state unite): la musica la poesia, le immagini…

Soffermiamoci sul nome: il termine “alma” sia deriva dall’aggettivo latino “almus” avente come significato “che dà vita, che nutre”, sia significa “anima”. A quale significato ti sei ispirata?

L’anima è per me non tanto una tematica, ma una presenza. Anima è il punto di vista adiacente alle cose, come una ninfa accanto alla fonte cui appartiene: anima è quella parte della realtà che vede le connessioni, lì dove di solito noi vediamo le divisioni; è la parte che non può fare a meno di narrare, lì dove noi ci limitiamo a informare. L’anima è la parte di noi che cerca e crea il senso delle cose. Credo sia la parte di noi esseri umani, da cui i più grandi tesori sono emersi.

Con quest’ultimo lavoro hai senz’altro ottenuto, e otterrai ancora, ottimi risultati: quali sono le tue ambizioni future, sia in campo lavorativo sia personale?

Alma è un disco di sintesi, un punto che sentivo di dover mettere, alla fine di un grande ciclo esistenziale e artistico. Cosa sarà poi, mi permetto il grande lusso di non saperlo. Almeno per ora. Il momento in cui qualcosa che ci ha impegnato è giunto al termine e il futuro non arriva ancora a palesarsi, è estremamente eccitante!

Devi scegliere un’unica frase che ti rappresenti al meglio: quale scegli?

“Siamo molte cose”, Plotino.

About author

Elvira Petrarca

Elvira Petrarca

Nata nel 1997, vive di pane e pianoforte. Ama l'arte in ogni sua forma e viaggia sempre con una penna ed un quaderno in mano per poter raccontare ciò che più la incuriosisce.

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