SalTo30: l'edizione dei grandi numeri e dei social

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Dettaglio della locandina del SalTo30

Dettaglio della locandina del SalTo30

L’edizione numero 30 del Salone del Libro di Torino è terminata da una manciata di ore.
È stata l’edizione dei grandi numeri – 165.746 persone hanno affollato i padiglioni nei cinque giorni di manifestazione. È stata l’edizione dell’energia e della creatività, dei grandi ospiti e degli incontri affollati, ma soprattutto è stata la mia edizione.

Nonostante io sia una lettrice accanita da tempo e una book-blogger da un paio d’anni, non ero mai stata all’evento clou per un lettore, perché non ero mai riuscita a organizzarmi per andare a Torino, vivere il Salone e stare nel mio habitat naturale. Quest’anno qualcosa in me è scattato. Mi sono alzata una mattina, a febbraio, tutta infreddolita e assonnata, e, un po’ come Archimede e il suo eureka, io ho deciso che sarei andata a Torino. Già a fine marzo avevo pianificato quasi tutto: alloggio – sia beato Airbnb – e biglietti del treno, accredito stampa e biglietto per chi mi accompagnava, proprio tutto insomma.

L’attesa per questo evento è stata tanta. Le mie aspettative erano davvero alte, ma sono state ampiamente superate. Ho fatto il mio ingresso al Lingotto domenica 21 maggio, carica di curiosità e energia. Ho girato i quattro padiglioni in lungo e in largo, camminando senza sosta per ore alla scoperta di case editrici, libri e autori – non che non avessi desiderato ardentemente fermarmi, ma nel Salone non sono contemplate panchine o aree sosta sufficienti per tutti. Ho scoperto case editrici nuove, ho acquistato libri – cercando di limitarmi perché poi il bottino andava riportato fino a Trento in treno – e ho incontrato bellissime persone che, fino a sabato, conoscevo soltanto virtualmente.

Ho scattato selfie e fotografie nella grande Piazza dei Lettori in compagnia di amiche e colleghe blogger, ho scambiato pareri e ricevuto consigli. Perché, al di là di ogni polemica e scaramuccia avvenuta dietro le quinte del Salone, questi cinque giorni sono stati l’occasione per i lettori di incontrarsi, conoscersi e dialogare. Certo, l’assenza dei grandi editori si notava, ma la loro ombra non è stata sufficientemente grande da oscurare il successo e il clima di (La)gioia che si respirava a ogni passo.

È stato bellissimo vedere Torino, città della cultura e del libro per antonomasia, vestirsi a festa per questa occasione così ghiotta per gli appassionati e per i curiosi. I numeri e le statistiche affolleranno le pagine dei giornali e i social nei prossimi giorni, ma sicuramente è stata un’edizione del riscatto, della voglia della città di Torino di tenersi la sua manifestazione, della volontà dei lettori di vivere a Torino il loro evento e delle persone, perché senza i 165.746 biglietti strappati, gli espositori e gli organizzatori, questo Salone non sarebbe stato così bello.

È stato il Salone più social degli ultimi anni, paparazzato, instagrammato e fotografato. Nessuno si è lasciato scappare la ghiotta occasione di scattarsi una foto sotto l’enorme torre di libri nella Piazza dei Lettori, tutti hanno incontrato persone, blogger, YouTuber, autori, editori e perfetti sconosciuti e, come vuole la tradizione di questo nuovo millennio, stick-selfie alla mano, sono partiti gli scatti e le foto ricordo.

È stato il Salone di Torino. Punto. Gli altri sono solo copie. Il vero Salone si svolge nella città sabauda da trent’anni, nessuna lite o incomprensione può cambiare questa certezza. Perché SalTo vuole dire certezza, cultura e lettura. E la numerosissima affluenza l’ha dimostrato: i lettori hanno scelto Torino, con le sue eccellenze, la sua offerta e i suoi difetti. Perché, diciamocelo, nessuno è perfetto, ma se si è affezionati a qualcosa, cosa sarà mai un piccolo difetto?

Le date per il prossimo anno sono già state annunciate: 10-14 maggio 2018. Se non avete impegni, io un pensierino ce lo farei! Anche perché, se hanno fatto SalTo30 – e l’hanno fatto davvero egregiamente – fare SalTo31 darà ancora maggiori soddisfazioni!

About author

Antonella Beozzo

Antonella Beozzo

Blogger, Bookaholic. Appassionata di libri, musica, film e natura, colleziono libri, istantanee e ricordi. Classe 1989, aspirante storyteller e clarinettista per diletto.

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