Cherchez la femme! Una commedia che non ti aspetti [ANTEPRIMA]

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Un'immagine da Cherchez la femme! (Sou Abadi, 2017)

Un’immagine da Cherchez la femme! (Sou Abadi, 2017)

Cherchez la femme! è il film di Sou Abadi vincitore del premio Biografilm Europa al Biografilm Festival 2017. È una commedia divertentissima che si basa principalmente sul temi del fraintendimento e dell’uso del velo.

I protagonisti sono Armand e Leila, una coppia di studenti di scienze politiche. Si promettono di partire insieme e di andare a New York per fare uno stage alle Nazioni Unite. Ma il fratello di Leila, Mahmoud, è tornato da poco dallo Yemen. È diventato integralista e ha trovato nella religione musulmana tutto ciò che non trovava in Francia. Mahmoud inizia a opporsi ai modi di fare della sorella Leila e alle sue relazioni, vietandole, tra le altre cose, di vedere un ragazzo non musulmano.

Però Armand e Leila si amano. Come fare allora? L’idea è semplice e abbastanza immediata: Armand si travestirà da donna, indosserà un niqab per non farsi riconoscere solo per passare del tempo con Leila. Sembra tutto perfetto, ma Mahmoud si innamora di questa misteriosa donna, Sherazade, generando una serie di conseguenze ed equivoci divertentissimi.

Il film gioca molto con la società francese, non solo con i musulmani. I genitori di Armand ad esempio: la madre è una femminista convinta, donna forte e decisa, il padre è un comunista che si lascia facilmente comandare dalla moglie. Ogni dialogo familiare sarebbe da incorniciare per quanto brillante e ricco di ironia.

È una commedia che finalmente fa ironia su un argomento di cui si sente tantissimo parlare e che spaventa.

Le reazioni di quanto Armand/Sherazade sale sull’autobus e tutti intorno la guardano male perché porta un velo che le lascia scoperti solo gli occhi sono le stesse che affrontano ogni giorno tutte le donne musulmane. Gli sguardi di circospezione delle persone quando si trovano davanti un gruppo di musulmani, non sono proprio frutto della fantasia della regista.

Una parte della storia racconta la vita della regista stessa, Sou Abadi infatti è di origine iraniana. È scappata dal suo paese di origine a 15 anni, dopo la prima ondata di islamizzazione, diventando poi cittadina francese.

Prima dell’inizio della proiezione, Andrea Romeo, curatore del Biografilm Festival, ha azzardato una previsione: sentiremo molto e molto a lungo parlare di questo film. Dà un punto di vista completamente diverso. È noto che con le commedie si mettono in luce e si condannano una serie di comportamenti nocivi che in altre circostanze non vengono presi nemmeno in considerazione. Ovviamente, non posso non essere d’accordo. È un film che permette di allontanare la paura dilagante del musulmano e ridere dei nostri stessi stereotipi e errori.

Non mancano riferimenti ad altre commedie o ad altri film che trattano lo stesso tema: Sou Abadi ha dichiarato di aver in parte preso spunto da A qualcuno piace caldo, ma anche dalla realtà. Pare che proprio Khomeini trovò la via di fuga dall’Iran travestendosi da donna e indossando il niqab per non essere riconosciuto.

Dopo una serie di anteprime in Italia e in Francia, uscirà a fine mese nelle sale francesi, mentre in Italia dovremmo aspettare fino a dicembre.

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Alessia Scarpinati

Alessia Scarpinati

Alessia, ventenne, siciliana. Sono una grande sognatrice, studio Sviluppo e Cooperazione internazionale alla facoltà di Bologna. Adoro confrontarmi con gli altri, leggere qualsiasi cosa e passare i miei sabati sera davanti al PC guardando tv-series o film. L'arte – in tutte le sue forme – e viaggiare sono, per me, una sorta di processo catartico fondamentale.

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