Il gioco leale di Tove Jansson: Fair Play

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Fair Play, di Tove Jansson, pubblicato da Iperborea

Fair Play, di Tove Jansson, pubblicato da Iperborea

È il 1989 quando per la prima volta Tove Jansson pubblica Fair Play che viene però conosciuto come Rent Spel. E finalmente, da gennaio 2017, possiamo goderne anche noi, grazie alla casa editrice Iperborea.

Siamo in Finlandia, in una terra che regala una vista mozzafiato, un freddo pungente e una storia d’amore e amicizia che tutto è fuorché banale. Le loro vite sono già in moto quando aprite e sfogliate le prime pagine. Mari e Jonna sono li da un po’, ognuna per la propria strada, con le proprie abitudini e il proprio lavoro.

E Fair Play si apre così, durante il ricollocamento delle opere in casa. Riappendere è la prima storia, la prima possibilità di riflessione che abbiamo leggendo. Jonna si inserisce nello spazio vitale di Mari per cambiare qualcosa, per riappendere rivedendo lo spazio di entrambe:

Guarda, qui c’è una cosa mia e lì un tuo disegno, non vanno bene insieme. C’è bisogno di distanza, è fondamentale.

Jonna è una scultrice, un’artista che si reinventa ogni volta che può e Mari un’illustratrice. Donne di mezza età che sperimentano la condivisione degli spazi e la profondità della relazione rispettandosi reciprocamente.

È una libro leggero e che si legge velocemente ma che lascia al lettore delle chiavi di lettura di spessore.

È un romanzo, una raccolta di storie, cos’è?

Non è semplice inserire Fair Play sotto un’etichetta perché ci troviamo al limite dei due generi. È romanzo, è raccolta, è molto più di quello che sembra. È una storia che rincorre l’altra. L’importanza del silenzio, dei punti “morti” in certe giornate. Sono amiche che discutono di vecchi film, della trama di un libro che l’altra sta scrivendo. Si affrontano, Jonna e Mari, si scontrano tra una frecciatina e l’altra, non si vedono per qualche giorno, discutono, si allontanano per poi riavvicinarsi. La passione comune per l’arte, l’una più di testa, l’altra più di pancia.

La storia è una storia piatta, senza colpi di scena ma con uno stile quieto e con un linguaggio ben ponderato in cui ogni parola ha il giusto peso e occupa il giusto spazio. Ricorda molto la letteratura americana di Carver dove l’attenzione viene posta su un episodio di vita quotidiana senza una particolare motivazione. Una giornata come tante, un caffè come tanti. Scoprirete confidenti gelose che cercano di gestire le emozioni pur sapendo che non sempre è possibile controllare tutto. Scoprirete la bellezza e la naturalezza del rispetto reciproco, di un gioco leale.

Mari e Jonna sembrano essere un concentrato della vita di Tove e della sua amica Pietilä legate da un’amicizia di almeno quattro decadi. Due storie di amicizia che hanno molto di non detto. Come scrive Ali Smith nella sua postfazione, molte cose non hanno bisogno di essere espresse a parole.

About author

Ylenia Del Giudice

Ylenia Del Giudice

Classe '89, romana. Appassionata dell'arte in generale, di mercatini e di tutto ciò che non conosco, faccio qualcosa che ha a che fare con i social, con il marketing e la comunicazione. Non amo affatto le imposizioni e mi piace sperimentare perché mi annoio spesso. Dormo poco, bevo tanto caffè e sono una fan dei telefoni spenti.

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