Niccolò Fabi non è solo un uomo

0
In foto, Niccolò Fabi

In foto, Niccolò Fabi

So già cosa sembrerà, questo mio scritto, quando l’avrò finito: una pagina strappata a un diario che conserva la mia parte migliore. Dovrei fermarmi adesso. Potrei fermarmi in tempo. Ma Niccolò Fabi io voglio raccontarlo così, senza pretendere di saperlo fare, senza pretendere di essere all’altezza delle sue parole, senza pretendere di essere all’altezza delle mie. Ché, a raccontare la bellezza, si resta pur sempre soltanto spettatori. E credo sia giusto così, è giusto che nessuna parola, nemmeno la più perfetta, ne sia all’altezza.

Non esiste bellezza che non lasci la bocca asciutta, il fiato corto e un pensiero irrisolto. Al suo cospetto, lo stesso pensiero s’interrompe ogni volta, perché sa di non avere soluzione. Non ne ha o non può averne: il bello, declinato a parole, resta parole. Per questo, di Niccolò, voglio raccontare il riflesso, voglio dire come mi rifletto nella sua storia di uomo e d’artista, quale riflessione somiglia alla mia parte migliore.

Chi è? Un cantautore. Chi è per me? Un uomo fedele alla vita, ai suoi corsi e ai suoi ricorsi avversi, al suo destino puntuale. Un uomo fedele alla musica, all’occasione di verità che rappresenta, al suo utilizzo educato e consapevole. Un uomo di parole e di parola. Un uomo di cui si può ricostruire il volto, attraverso l’ascolto delle sue canzoni. Un uomo che ha una faccia soltanto e qualche riga intorno agli occhi che spiega come sia cambiata. È a viso scoperto che Niccolò vive, scrive e racconta chi è stato, chi è, chi ha il coraggio di essere. Ché, per far conciliare l’uomo, l’artista e l’anima sensibile che li attorciglia, serve un po’ di coraggio. Il resto, ne sono certo, lo fa l’intelligenza, il talento, il rispetto verso un mestiere che è vita già vissuta, da sopportare, poi capire e tradurre, senza tradire, scrivere e cantare.

Niccolò non fa un mestiere, è il suo mestiere. Per questo, a raccontarlo, mi sembra di non esserne all’altezza. Recensire un suo disco, dire la sua creatività, attraversare la sua storia come s’attraversa una vita, è un esercizio faticoso, significa raccontare la sua esistenza al suo posto. Significa ribadire, anzi, provare a ribadire quello che lui ha avuto il coraggio di dire nelle sue canzoni. È un esercizio inutile, mi vien da pensare. Un esercizio che non serve. Per questo dirò cosa abbia significato, per me, incrociare la musica di Niccolò.


Niccolò Fabi è un artista da ascoltare con cura, da proteggere da tutti i prodotti che il mercato ci impone, da non cercare dove si cerca l’immediato, perché per ogni cosa c’è un posto.


Niccolò mi ha insegnato il rispetto, che è un valore sacro, col tempo – poi – maltrattato. Il rispetto per un mestiere di cui bisogna aver cura, ogni giorno, come fosse un rapporto d’amore. Un mestiere che non accetta distrazioni e noncuranza. La musica di Niccolò non ha mai seguito alcuna regola, ne ha inventate di proprie. Non ha mai assecondato nessuna logica commerciale. Ha assecondato se stesso. E il pubblico, la sua verità consapevole, l’ha capita e, a sua volta, l’ha protetta e difesa. Non è facile essere se stessi, specie in un mondo che sa come vendere il tuo personaggio. Ma Niccolò ha scelto di essere una persona. Per questo dico che mi ha insegnato il rispetto, perché ha sempre fatto, della musica, un’occasione di verità, di trasparenza; a guardare attraverso le sue parole, si vede la sua storia. Se spogliarsi di ogni maschera è complicato, vivere all’ombra di una vita, anche fosse la propria, è impossibile. Quindi mi ha insegnato l’integrità, l’importanza di non farsi compromettere dai padroni del mercato. E poi mi ha insegnato il valore del silenzio, sapersi fare da parte quando non serve far sentire il proprio parere, aspettare che anche un dissenso diventi armonia, perché non resti una dissonanza.

No, non è solo un uomo quello di cui parlo. Parlo di un’occasione concreta di bellezza. Niccolò Fabi è un artista da ascoltare con cura, da proteggere da tutti i prodotti che il mercato ci impone, da non cercare dove si cerca l’immediato, perché per ogni cosa c’è un posto. Quello della meraviglia è solo un po’ più nascosto. Ed è un cantautore, lo è a buon diritto. Fa parte della categoria, nata più di cinquant’anni fa con Tenco e Paoli, che fa – delle parole – il suo punto d’inizio e d’arrivo. I suoi ricami di parole hanno un peso, una soluzione, un posto. Si posano sul suo cuore offeso, ma fiero; sulle sue consapevolezze puntuali; sui suoi occhi blu, che non trascinano la sua vita, ma la tengono per mano, perché vivere sia sempre una scelta e non un patto da onorare.

Tra qualche tempo uscirà un disco che racconterà la sua storia d’artista e di uomo. Un disco sulla cui copertina Niccolò si mostra a viso scoperto. A lui non servono artifici o scorciatoie. Gli basta la sua faccia, che è già una storia. Che è da sempre la sua storia. La sua onestà non è a intermittenza e questo basta per decidere di perdersi nelle sue canzoni. Perdersi per ritrovarsi. È questo che succede, è questo che mi è successo.

Sapevo che sarebbe andata così, che non avrei raccontato un disco, un brano o una carriera. Ho raccontato quello che gli devo, che mi appartiene profondamente. Ma so che non è mio soltanto. Niccolò appartiene alla nicchia dei sensibili, a tutti quelli che sanno ancora piangere di fronte alla bellezza delle parole, di fronte alla cura del tempo che passa e che non si risolve in un’occasione perduta. Niccolò appartiene a chi non si lascia distrarre. A chi, di fronte alla mediocrità di questi tempi, sceglie di costruire. Appartiene a se stesso, prima di darsi al suo pubblico. E questo non è (più) da tutti. Appartiene alle sue crepe e alle sue impetuose felicità. Perché la gioia, come il dolore, si deve conservare, si deve trasformare.

About author

Basilio Petruzza

Basilio Petruzza

Nato a Zurigo nel 1991, di origini siciliane ma romano d'adozione, Basilio Petruzza è uno scrittore e blogger. Ha pubblicato tre romanzi, "Frantumi" (2012), "La neve all'alba" (2015) e "Io basto a me stesso" (2016) e ha un blog, #tutteleparolecheposso. È laureato in Dams, indirizzo Musica e Spettacolo, e attualmente studia per conseguire la Laurea Magistrale in Dams, indirizzo Teatro-Musica-Danza

No comments

Potrebbero interessarti

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fonire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o clicchi su "Accetta" permetti al loro utilizzo.

Chiudi