Un’ondata di libertà nel Gaza Surf Club [ANTEPRIMA]

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Immagine tratta dal film Gaza Surf Club (Philip Gnadt, 2017)

Immagine tratta dal film Gaza Surf Club (Philip Gnadt, 2017)

Gaza Surf Club di Philip Gnadt è uno dei documentari in concorso nella categoria Contemporary Lives al Biografilm Festival 2017. Il film è ambientato tra le Hawaii e la striscia di Gaza. Ma cosa lega questi due posti così lontani tra di loro? Il surf. Negli 87 minuti di pellicola vengono raccontati i sogni, le ambizioni, le speranze – lì dove non sembrano essercene – di un gruppo di persone più o meno giovani tutti accomunati dalla passione per il mare e per il surf.

Ibrahim è il primo ragazzo che conosciamo. Ha 23 anni e va a surfare ogni volta che può. Anche tra un lavoro un altro. Ha un sogno: andare alle Hawaii e imparare quanto più possibile per poi tornare a Gaza e creare un circolo del surf. Un luogo di incontro per chiunque abbia voglia di avvicinarsi a questo sport.

Poi tocca ad Ahmed, lui ha 42 ed è un pescatore. Ha provato diverse volte ad allontanarsi dal mare, dalle onde, a dedicarsi a qualcos’altro… ma non ce l’ha fatta, ritorna sempre lì. Nell’unico posto che gli dà speranza in mezzo alla desolazione: il mare.

C’è chi non riesce proprio a rinunciare al mare, ma c’è anche chi è costretto a rinunciarci. La terza persona che incontriamo è Sabah. Lei ha 15 anni e da poco ha dovuto abbandonare la tavola da surf, nonostante sia una cosa che lei adori. Perché adesso Sabah non è più una bambina, è diventata donna, quindi non può più nuotare e surfare come una volta.

Ciascuno di loro ha sogni, ambizioni, aspirazioni. Chi siamo noi per poterli spezzare? Perché le bombe dovrebbero infrangere i loro sogni, così come le onde si infrangono sulla spiaggia?

Guardando questo film è inevitabile fare il confronto tra ciò che noi sappiamo su Gaza e ciò che realmente Gaza è. La striscia di Gaza è tristemente conosciuta per essere zona di guerra, da anni ormai. Sarebbe bello se, piuttosto che essere associata alla guerra, questo territorio fosse associato alla voglia di riscatto che hanno questi ragazzi.

Qui intorno non c’è speranza. Ma non voglio andare via da qui. Qui è dove sono nato, è dove voglio restare.

Questo è forse uno dei messaggi più belli che questo film lancia. È un film emozionante, le musiche, i luoghi seppur con poco lasciano tanto. Viene quasi voglia di prendere la tavola e saltare onda dopo onda, divertendosi senza pensare ad altro.

Dopo la seconda metà del film, mi ha colpito parecchio il rimando continuo tra le immagini dei surfisti di Gaza e i surfisti alle Hawaii. Luci, colori, sguardi sono completamente diversi. L’uno l’opposto dell’altro, ma non basta mica un cielo cupo per fermare la grinta e la voglia di andare avanti, nonostante tutto.

Ecco, questo è un documentario sulla speranza, sul nonostante tutto.

Nonostante tutto ciò che accade quotidianamente nelle zone di guerra, nonostante i fondamentalismi di ogni tipo, la vita va avanti e deve andare avanti al meglio delle loro capacità.

Guardandolo ho realizzato anche quanto sono fortunata ad essere nata in Europa. Non me ne rendo conto quotidianamente. Emblematica, sotto questo punto di vista, è la scena in cui Ibrahim è alle prese con il rasoio e la schiuma da barba per la prima volta – perché in Palestina per rasarsi gli uomini vanno direttamente dal barbiere.

Un’ultima riflessione che mi piacerebbe fare, è ripresa da un discorso fatto sul finale da Ibrahim.

Ogni volta che noi visitiamo un posto nuovo, ne restiamo stupiti. La realtà spesso è migliore delle aspettative che abbiamo.

Ecco, voglio estendere questo pensiero a qualsiasi ambito della vita: non è necessario avere dei pregiudizi – o, per così dire, aspettative. Spesso, è molto meglio lasciarsi stupire dalla realtà.

E sicuramente questo docu-film riesce a stupirci tantissimo. E non potrebbe essere meglio di così.

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Alessia Scarpinati

Alessia Scarpinati

Sono nata giusto in tempo per capire che le cose belle della vita sono tante, che scrivere di me è fondamentale e che non riuscirei a vivere in un mondo senza musica, concerti, libri,serie tv e attori inglesi.

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